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Conto cointestato: come togliere un intestatario

5 Aprile 2020
Conto cointestato: come togliere un intestatario

Si può togliere una persona da un conto corrente a cui in precedenza è stato cointestato? Come revocare la cointestazione?

In presenza di un conto corrente cointestato tra due o più persone, i rapporti tra queste potrebbero inasprirsi nel tempo. Se la legge prevede che, salvo patto contrario, le quote si presumono sempre uguali, nulla toglie nella pratica che uno dei cointestatari possa prelevare al bancomat o allo sportello un importo superiore alla propria parte. Un rischio del genere può essere scongiurato richiedendo alla banca la clausola della cosiddetta “firma congiunta”, in virtù della quale nessuno dei titolari del conto può effettuare una spesa o un prelievo senza il contestuale consenso degli altri. Diversamente, la filiale non è responsabile del prelievo “oltre quota” fatto da uno dei cointestatari. Agli altri, quindi, toccherà rivolgersi contro di questi per ottenere la restituzione delle somme indebitamente utilizzate.

Ecco, quindi, un tipico esempio di vertenza legale che potrebbe verificarsi in ipotesi di conto cointestato. Di qui, il quesito: come togliere un intestatario dal conto cointestato se questi non vuole? È possibile farlo unilateralmente? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Conto cointestato e recesso unilaterale

In presenza di un conto corrente cointestato, ciascun titolare può recedere unilateralmente dal rapporto bancario quando vuole e senza bisogno di fornire motivazioni (salvo solo l’obbligo del preavviso nei 15 giorni prima).

Questo diritto deriva dal principio sancito dal Codice civile in forza del quale ogni contratto a tempo indeterminato può essere interrotto in qualsiasi momento (si pensi a un abbonamento telefonico) salvo solo il preavviso. Del resto, nessuno può essere vincolato a vita a un rapporto giuridico. Gli accordi, insomma, possono essere vincolanti solo per periodi di tempo prestabiliti e ragionevoli.

Ne abbiamo già parlato in Recesso individuale da un conto corrente cointestato.  

Dunque, se la banca non può negare il recesso comunicato da uno dei cointestatari, non possono farlo neanche gli altri titolari del conto che, pertanto, dovranno subire la decisione del singolo di interrompere il rapporto. Il conto corrente, però, non viene chiuso: al contrario, il rapporto proseguirà con l’altro o gli altri cointestatari. 

Per “togliersi” da un conto cointestato non è, quindi, sufficiente prelevare la metà del rapporto ma bisogna ufficializzare con la banca il recesso. Ufficializzazione che dovrà avvenire con una Pec o una raccomandata a.r.

Una volta formalizzato il recesso, la banca non può autorizzare il correntista receduto dal prelevare la metà delle somme rimaste sul conto. Secondo l’Arbitro Bancario e Finanziario [1], a tal fine, è necessario il consenso dell’altro o degli altri cointestatari. 

Il recesso del singolo implica in automatico solo la cessazione di ogni responsabilità, da parte di questi, per i futuri debiti eventualmente accumulati sul conto corrente dai residui titolari.

Si può togliere un intestatario dal conto corrente cointestato?

Un conto corrente può divenire cointestato già nel momento in cui viene aperto (tutti i futuri cointestatari, pertanto, si recano in banca a firmare il contratto) oppure in un momento successivo alla sua costituzione (in tal caso, il proprietario del conto decide di cointestare lo stesso a un’altra persona, di fatto realizzando una donazione della metà dei soldi sul conto; anche in questo caso è necessario che il cointestatario si rechi in banca a sottoscrivere i moduli). 

In entrambi i casi, però, si creano due tipi di rapporti giuridici contrattuali: quello tra i cointestatari, regolato da alcune norme, e quello tra ciascun cointestatario e la banca, regolato da altre norme. Ecco le specifiche discipline. 

Per quanto riguarda i rapporti tra cointestatari, le singole quote di proprietà si presumono uguali, salvo patto contrario. Così, ad esempio, in un conto cointestato a due persone, ciascuna di queste è titolare solo del 50% del denaro depositato e deve rispondere del 50% degli eventuali debiti. Pertanto, se uno dei cointestatari preleva più della propria metà dovrà restituire all’altro la sua quota.

Per quanto invece riguarda i rapporti tra il singolo cointestatario e la banca, quest’ultima, da un lato, non è responsabile per eventuali utilizzi indebiti del singolo (salvo si tratti di un conto cointestato a firma disgiunta) e, dall’altro lato, può chiedere a ciascuno dei cointestatari la restituzione di tutto l’eventuale debito lasciato sul conto.

Proprio l’esistenza di un contratto tra il singolo cointestatario e la banca – che fa peraltro presumere la titolarità di quest’ultimo della metà delle somme depositate – fa sì che nessuno dei cointestatari possa escludere dal conto il singolo correntista. Non almeno senza il suo stesso consenso. Sarebbe del resto come “espropriarlo” dei soldi che invece gli appartengono. 

Peraltro, anche laddove la cointestazione sia nata da un atto di volontà del precedente unico titolare, tale volontà, come anticipato sopra, determina una donazione e la donazione non è mai revocabile. 

Dunque, non è possibile, né giuridicamente lecito, togliere un titolare dal conto corrente cointestato. Sarebbe come un esproprio. Né c’è modo, quindi, di revocare la cointestazione inizialmente fatta.

Questo chiaramente non toglie che le parti possano addivenire a un accordo e stabilire le condizioni di recesso del titolare, con contestuale liquidazione della sua quota. 


note

[1] ABF Collegio di Roma, sent. n. 498 del 17 febbraio 2012.


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5 Commenti

  1. Mi sono recato presso la mia banca per far eliminare il mio nominativo da un conto cointestato senza che il conto venga chiuso così come appreso da questo vostro articolo. Ho anche fatto presente che questa procedura l’avevo appresa tramite l’articolo da voi pubblicato. Di tutta risposta la mia banca dice che non è possibile togliere un cointestatario dal conto senza la chiusura dello stesso e la riapertura ex-novo di altro conto corrente. Potete cortesemente fornirmi secondo quale riferimento normativo è possibile espletare tale procedura. Grazie.

  2. Anche al sottoscritto è stato risposto allo stesso modo. C’è una norma, un deliberato, una sentenza all’uopo a cui ci si può appellare? grazie

  3. Anche a me hanno risposto nello stesso modo, ossia che bisogna chiudere il conto ed aprirne uno nuovo. L’articolo non cita nessuna norma di legge e quindi non so a cosa appellarmi.

  4. Buongiorno, anche la mia banca ha risposto negativamente. Sostengono occorra chiudere il conto corrente.

  5. Buonasera in relazione a quanto va voi pubblicato, io e mia moglie, cointestatari a firma disgiunta di conto corrente ci siamo recati in banca e abbiamo fatto presente che lei intendeva togliersi dal C/C che sarebbe rimasto intestato soltanto. L’addetta e la direttrice ci hanno risposto che il conto corrente andava chiuso e riaprirne uno nuovo. E’ così, ci sono riferimenti normativi a cui fare riferimento per oporsi a questa situazione?

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