Coronavirus: medici protetti dalle cause per malasanità

3 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: medici protetti dalle cause per malasanità

Verso l’approvazione i correttivi al decreto Cura Italia per dotare gli operatori sanitari di uno scudo penale e civile che li tuteli da azioni legali e giudiziarie avventate.

Contro i tentativi di sciacallaggio intrapresi da alcuni studi legali che avevano iniziato ad instaurare azioni contro strutture sanitarie e medici in prima linea nella lotta al Coronavirus, prendono forma le iniziative legislative per munire gli operatori sanitari di uno scudo penale e civile che gli garantisca l’immunità dalle cause per malasanità.

Il luogo è il Senato, dove è in corso la conversione in legge del decreto Cura Italia. Sono stati già proposti diversi emendamenti, alcuni direttamente da parte del Governo,  per rafforzare la tutela dei camici bianchi durante il periodo emergenziale e offrire loro la tranquillità di azione necessaria in questo periodo. Ma anche l’opposizione collabora e ha depositato alcune proposte che convergono sulla medesima linea.

I provvedimenti sono attesi all’esame dell’Aula per l’8 aprile. L’obiettivo comune è quello di proteggere medici, infermieri, dirigenti di strutture sanitarie e ospedaliere dal rischio di essere trascinati in tribunale per eventi, come quello del contagio da Covid-19, che sfuggono alle loro responsabilità. Così, vista la comunanza di intenti tra le varie forze politiche su questo tema – tutti i leader politici si sono mostrati a favore – si cerca di fondere i diversi emendamenti in un unico testo, da approvare con maggioranza bipartisan.

Gli emendamenti più forti e che potrebbero coagulare attorno a sé i consensi necessari per l’approvazione sono quelli del Pd e del Movimento 5 Stelle. Il primo punta a ridurre la responsabilità civile e penale delle strutture mediche – sia pubbliche sia private – salvi i casi di dolo, quelli dove il contributo volontario dei sanitari nella causazione dell’evento lesivo appare evidente. Il secondo offrirebbe una copertura più estesa, limitando la possibilità di intentare azioni legali anche per errori dovuti a colpa grave.

Questo per proteggere gli operatori anche da eventuali azioni disciplinari interne avviate nei loro confronti dalla struttura, dove rilevano questi profili di imperizia. C’è poi il contributo di Forza Italia che nel suo emendamento lascia salve le possibilità di ottenere un risarcimento in sede civile dalle strutture sanitarie nei soli casi di inadempimenti gravi.

Un punto di coesione potrà trovarsi una volta che sarà chiarito che è sufficiente dimostrare il rispetto da parte del personale delle linee guida e dei protocolli sanitari, nonché delle buone prassi nella gestione dei ricoveri e dei trattamenti dei pazienti con malattie contagiose: nello specifico, quelli affetti da Covid-19. Una norma in tal senso, precisa nei contenuti e chiara nella formulazione di immunità garantita ove risulti che i sanitari si siano attenuti a tali indicazioni, potrà scoraggiare in partenza i tentativi di approfittamento e di avvio di cause temerarie per infezioni ospedaliere, contro cui c’è già stata la comune e dura reazione degli ordini degli avvocati e dei medici.



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