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Coronavirus, ecco a chi va data la priorità per i tamponi

3 Aprile 2020
Coronavirus, ecco a chi va data la priorità per i tamponi

La nuova circolare del ministero della Salute con tutte le indicazioni in materia di monitoraggio della catena dei contagi da Covid-19.

C’è una nuova circolare del ministero della Salute che riguarda i tamponi per monitorare i contagi da Coronavirus. Ne abbiamo parlato molto, soprattutto perché gli esperti erano divisi tra il metodo dello screening limitato e quello dei tamponi a tappeto. A preoccupare è soprattutto il numero limitato non di tamponi, ma di reagenti, che consentono di vedere quale esito dà il test. Ma sempre più regioni, in Italia, anche sulla base dell’indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si stanno muovendo verso un incremento di questo tipo di test, nella consapevolezza che il “nemico invisibile” va stanato con un monitoraggio capillare.

La circolare ministeriale viene in aiuto dando delle linee guida, in termini di priorità e di accumulo di campioni da analizzare. Che fare in questi casi? Il dicastero di Roberto Speranza risponde: “Per l’accumularsi di campioni da analizzare con ritardi nella risposta, carenza di reagenti, impossibilità di stoccaggio dei campioni in modo sicuro, sovraccarico lavorativo del personale di laboratorio, si raccomanda di applicare, nell’effettuazione dei test diagnostici, criteri di priorità, raccomandati dall’Oms e dalla Eucomm e adattati alla situazione italiana”.

Ecco, quindi, secondo una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos, a chi va data priorità nell’analizzare i test:

  • pazienti ospedalizzati con infezione acuta respiratoria grave, per fornire indicazioni sulla gestione clinica, incluso l’eventuale isolamento del caso e l’uso di appropriati dispositivi di protezione individuale, come indicato nella circolare del 22 febbraio 2020;
  • tutti i casi di infezione respiratoria acuta ospedalizzati o ricoverati nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e nelle altre strutture di lunga degenza, in considerazione del fatto che ivi risiedono i soggetti esposti al maggior rischio di sviluppare quadri gravi o fatali di Covid-19. Tale esecuzione è effettuata quale parte di un programma di controllo e prevenzione all’interno delle strutture stesse e non può essere considerata come l’unica misura di controllo dell’infezione. Sulla base delle risultanze, vengono adottate misure di controllo delle infezioni adeguate e Dpi appropriati per proteggere sia le persone vulnerabili che il personale dedicato all’assistenza;
  • operatori sanitari esposti a maggior rischio (compreso il personale dei servizi di soccorso ed emergenza, il personale ausiliario e i tecnici verificatori), per tutelare gli operatori sanitari e ridurre il rischio di trasmissione nosocomiale; operatori dei servizi pubblici essenziali sintomatici, anche affetti da lieve sintomatologia per decidere l’eventuale sospensione dal lavoro; operatori, anche asintomatici, delle Rsa e altre strutture residenziali per anziani;
  • persone a rischio di sviluppare una forma severa della malattia e fragili, come persone anziane con comorbidità quali malattie polmonari, tumori, malattie cerebrovascolari, insufficienza cardiaca, patologie renali, patologie 5 epatiche, ipertensione, diabete e immunosoppressione con segni di malattia acuta respiratoria, che possono richiedere ospedalizzazione e cure ad alta intensità per Covid-19; ivi incluse le persone vulnerabili, quali le persone che risiedono in residenze per anziani, dovrebbero essere particolarmente fatti oggetto di attenzione;
  • primi individui sintomatici all’interno di comunità chiuse per identificare rapidamente i focolai e garantire misure di contenimento. Se la capacità di esecuzione dei test è limitata, tutti gli altri individui che presentano sintomi possono essere considerati casi probabili e isolati senza test supplementari.


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2 Commenti

  1. Mi sa che vi siete dimenticati di scrivere che la priorità su tutti ce l’anno avuta i politi finora….

  2. Alla voce “persone a rischio di sviluppare una forma severa della malattia e fragili…”. Nonostante io abbia un’infinità di patologie croniche, tra le quali: B.A.V. di 1° grado, sovrappeso, Epatite cronica B, Faringite catarrale cronica, Bronchite Asmatica, Asma Bronchiale di tipo “gina”, Sinusite Mascellare cronica ed abbia anche limiti nella respirazione, la mia dottoressa, a proposito del tampone mi ha detto: “se lei ha la febbre e respira affannosamente, le prescrivo l’esame”. Se io avessi davvero il problema Cov-12, sarei morto lo stesso giorno che contraggo il virus. Così avviene in Trentino. Mi sono trasferito da soli 2 mesi, non conosco parenti o amici, quindi in attesa della morte.

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