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Cosa fa la polizia cinofila

26 Giugno 2020 | Autore:
Cosa fa la polizia cinofila

Reparto cinofili Polizia di Stato: cos’è e come funziona? Come si entra a far parte dell’unità cinofila? Quando i cani vengono usati per contrastare il crimine?

La polizia, nello svolgimento dei suoi compiti di repressione e prevenzione della criminalità, si avvale di numerosi strumenti: basti solamente pensare ai mezzi in dotazione alla polizia scientifica per effettuare rilievi dattiloscopici, ricostruzioni tridimensionali della dinamica dell’evento criminale, indagini balistiche, ecc. La polizia non si avvale soltanto di macchinari e strumenti informatici, ma anche del fiuto di alcuni incredibili animali: i cani. Ecco perché avrai sicuramente sentito parlare della polizia cinofila. Con questo articolo cercheremo di scoprire di cosa si occupa l’unità cinofila della Polizia di Stato.

La polizia è autorizzata all’impiego dei cani solamente quando ve ne sia bisogno e solo per determinati scopi: addestrare un cane affinché sia utile alle forze dell’ordine, infatti, è compito difficile e delicato, che richiede peraltro molto tempo. Ecco perché l’intervento della polizia cinofila è determinato solamente ad alcune aree di competenza che, in genere, riguardano la ricerca di cose e perfino di persone. Se l’argomento ti interessa, prenditi cinque minuti di tempo e prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa fa la polizia cinofila.

Polizia cinofila: cos’è?

La polizia cinofila è un reparto speciale della Polizia di Stato. In maniera più precisa, si parla di unità cinofila per indicare quei poliziotti che, avendo uno specifico addestramento, sono abilitati all’impiego dei cani per svolgere la propria attività di repressione e prevenzione del crimine.

Il reparto cinofili della Polizia di Stato svolge servizi che richiedono uno specifico addestramento iniziale rivolto al cane e al conduttore, cioè al poliziotto a cui si affiancherà il cane.

Capirai che per entrare a far parte dell’unità cinofila occorre una preparazione molto particolare, in quanto c’è bisogno che tra cane e poliziotto vi sia una speciale affinità e intesa: in pratica, entrambi devono riuscire a fare squadra.

Unità cinofila: a cosa serve?

settori di impiego dell’unità cinofila della Polizia di Stato sono quattro:

  • ordine pubblico e vigilanza;
  • antidroga;
  • antiesplosivo;
  • ricerca e soccorso in superficie o sotto le macerie (pensa ai casi di calamità naturale, come i terremoti).

Dunque, la polizia impiega i cani quando occorrono le loro particolari e innate abilità, in primis quelle legate al fiuto. Le forze dell’ordine metteranno dunque in campo le unità cinofile per l’attività di ricerca di sostanze stupefacenti (pensa ai cani presenti negli aeroporti) o di materiale esplosivo, ma anche di persone purtroppo disperse.

L’impiego dell’unità cinofila è autorizzato anche per mantenere l’ordine pubblico o per meri compiti di sorveglianza: si pensi ai cani che i poliziotti impiegano per vigilare sui luoghi ove si terrà un importante evento politico.

Come entrare nella polizia cinofila?

Arrivati a questo punto, molti si chiederanno come entrare nel reparto cinofili della polizia, cioè come diventare conduttore cinofilo della Polizia di Stato.

Come accade per tutti i reparti speciali della Polizia, per potervi accedere è necessario essere già arruolati; ciò significa, in pratica, che occorre già essere poliziotti.

Dunque, non esiste un apposito concorso pubblico per entrare direttamente a far parte della polizia cinofila; per diventare conduttore e, dunque, per entrare a far parte dell’unità cinofila, occorre aver già superato il concorso per diventare poliziotto ordinario.

Requisiti per diventare conduttori cinofili

Il concorso per entrare nei cinofili è solamente interno, cioè riservato al personale della Polizia di Stato (con qualsiasi ruolo o qualifica). La richiesta per essere assegnati a questo reparto speciale è seguita dall’accertamento del possesso di determinati requisiti psico-fisici e dal superamento di determinate prove fisiche.

Per la precisione, può partecipare al concorso per diventare conduttori cinofili della polizia il personale che, alla data di scadenza del bando, dimostra di essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • patente ministeriale per la conduzione di autovetture in servizio di Polizia;
  • età massima 38 anni (non compiuti);
  • i candidati con la qualifica di agente devono aver prestato almeno due anni di servizio dalla data della nomina in ruolo;
  • idoneità fisica preliminarmente accertata dal medico del reparto o da altro sanitario della Polizia di Stato e documentata da certificazione medica, nonché l’assenza di patologie, infermità o cause di servizio che possano inficiare il particolare impiego operativo;
  • adeguate capacità ginnico-atletiche
  • adeguate capacità di interazione ed affezione al cane;
  • aver riportato nel biennio precedente un giudizio complessivo non inferiore a “Buono”;
  • non aver riportato nel biennio precedente condanne per delitti non colposi e non avere procedimenti penali in corso;
  • disponibilità a prestare servizio come cinofilo per almeno sette anni, escluso il periodo del corso.

Per diventare conduttore cinofilo della Polizia di Stato occorre superare alcune prove fisiche (corsa, trazioni, piegamenti, ecc.).

I candidati risultati idonei alle prove fisiche possono continuare il loro iter concorsuale: il passo successivo è la prova di interazione ed affezione al cane.

Superato anche questo step, i candidati che si sono collocati utilmente nella graduatoria finale (dove, oltre ai punteggi acquisiti durante le prove, sono valutati anche i titoli in possesso di ogni candidato), risultano vincitori del concorso.

I vincitori sono chiamati a frequentare un corso di specializzazione sull’impiego del cane nelle attività di Polizia giudiziaria e ordine pubblico, nei servizi antidroga, servizi antiesplosivo o ricerca e soccorso.

Al termine del corso di formazione e addestramento, i conduttori cinofili vengono assegnati presso i vari istituti, dislocati in diverse regioni italiane, a secondo delle necessità delle sedi sul territorio.


note

Autore immagine: Canva.com


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