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Cassa integrazione: ultime sentenze

24 Aprile 2020
Cassa integrazione: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: presupposti che danno luogo all’intervento di Cassa integrazione guadagni; lavoratori sospesi in cassa integrazione guadagni straordinaria; prescrizione decennale per le obbligazioni di indebito percepimento dell’indennità di Cassa Integrazione.

Cassa integrazione guadagni: presupposti 

L’istituto della cassa integrazione guadagni opera in via di eccezione alla regola del sinallagma dell’obbligo retributivo, con assunzione dello stesso a carico della collettività e, quindi, con regole di stretta interpretazione quanto ai presupposti che danno luogo all’intervento di garanzia del lavoratore.

Consiglio di Stato sez. III, 12/11/2019, n.7758

Lavoratori collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria

Anche nel caso in cui si avvii la procedura di mobilità a seguito di verifica della impossibilità di collocare i lavoratori sospesi in cassa integrazione guadagni straordinaria, va, invero, applicato il principio, ormai consolidato, secondo cui la comparazione dei lavoratori – al fine di individuare quelli da avviare alla mobilità – non deve necessariamente interessare l’intero complesso aziendale, ma può avvenire (secondo una legittima scelta dell’imprenditore ispirata al criterio legale delle esigenze tecnico – produttive) nell’ambito della singola unità produttiva, purchè, peraltro, la predeterminazione del limitato campo di selezione sia giustificata dalle suddette esigenze tecnico-produttive ed organizzative che hanno dato luogo alla riduzione del personale; deve escludersi la sussistenza di dette esigenze ove i lavoratori da licenziare siano idonei – per acquisite esperienze e per pregresso e frequente svolgimento della propria attività in altri reparti dell’azienda con positivi risultati – ad occupare le posizioni lavorative di colleghi addetti ad altri reparti o sedi.

Dunque, come anche recentemente ribadito da questa Corte, la delimitazione della platea dei lavoratori destinatari dal provvedimento di messa in mobilità è condizionata agli elementi acquisiti in sede di esame congiunto nel senso cioè che, ove non emerga il carattere infungibile dei lavoratori collocati in CIGS o comunque in difetto di situazioni particolari evidenziate sempre in sede di esame congiunto, la scelta deve interessare i lavoratori addetti all’intero complesso.

Cassazione civile sez. lav., 17/01/2020, n.981

L’intervento di Cassa integrazione guadagni

L’istituto della cassa integrazione guadagni opera in via di eccezione alla regola del sinallagma dell’obbligo retributivo, con assunzione dello stesso a carico della collettività e, quindi, con regole di stretta interpretazione quanto ai presupposti che danno luogo all’intervento di garanzia del lavoratore.

Consiglio di Stato sez. III, 11/12/2019, n.8434

L’illegittimità del collocamento in cassa integrazione dei dipendenti

In tema di cassa integrazione, l’illegittimità del collocamento in cassa integrazione dei dipendenti, ove sia mancata la comunicazione alle OO.SS. dei criteri specifici di individuazione dei lavoratori da sospendere e/o delle modalità della rotazione, non è sanata da un eventuale accordo sottoscritto dalle parti all’esito dell’esame congiunto.

È infatti consolidato il principio secondo cui “in riferimento alla possibilità di una efficacia sanante di un accordo sindacale sui criteri di scelta, occorre pure rammentare che essa è stata ammessa solo in casi particolari e circoscritti, ma non nell’ipotesi in cui la comunicazione è strettamente funzionale a mettere in grado le organizzazioni sindacali di partecipare al confronto con la controparte adeguatamente informate e ai lavoratori di avere contezza delle prospettazioni aziendali. Né può essere ammessa, con effetto retroattivo, rispetto a scelte in concreto già operate.

Tribunale Cassino sez. lav., 18/11/2019, n.944

Socializzazione del costo del lavoro

L’istituto della cassa integrazione guadagni opera in via di eccezione alla regola del sinallagma dell’obbligo retributivo, con assunzione dello stesso a carico della collettività e, quindi, con regole di stretta interpretazione quanto ai presupposti che danno luogo all’intervento di garanzia del lavoratore; la restrittività della normativa va intesa nel senso che la c.d. socializzazione del costo del lavoro interviene in presenza di accadimenti che esulano dalla sfera di controllo e prevedibilità dell’imprenditore, sia che essi attengano a fatti naturali (condizioni stagionali impeditive dell’ordinario andamento dei lavori), sia che essi rimandino a fatti umani esterni che sfuggono al dominio, secondo l’ordinaria diligenza, di chi organizza i fattori d’impresa, comprensivi dell’impiego di mano d’opera; questa lata accezione del concetto di “non imputabilità” prescinde da ogni valutazione sulla mancanza di imperizia e negligenza delle parti e consente di ravvisare l’evento “non imputabile” all’imprenditore solo in presenza di un avvenimento sottratto ad ogni possibile iniziativa del medesimo datore di lavoro, compresa l’adozione di rimedi preventivi atti a contrastarli o di rimedi risarcitori atti, ex post, a compensarli.

Consiglio di Stato sez. III, 15/10/2019, n.7000

L’intervento di garanzia del lavoratore

L’istituto della cassa integrazione guadagni opera in via di eccezione alla regola del sinallagma dell’obbligo retributivo, con assunzione dello stesso a carico della collettività e, quindi, con regole di stretta interpretazione quanto ai presupposti che danno luogo all’intervento di garanzia del lavoratore.

Consiglio di Stato sez. III, 19/08/2019, n.5743

Diniego di ammissione alla Cassa integrazione guadagni

Il sindacato del giudice amministrativo sul provvedimento di diniego dell’ammissione alla Cassa integrazione guadagni, ordinaria o straordinaria, ha dei limiti connessi con l’ampio margine di discrezionalità tecnica che caratterizza la valutazione dell’Ente previdenziale sul riconoscimento di una situazione di crisi aziendale ai sensi dell’art. 1, l. n. 164 del 1975 e, pertanto, le scelte dell’Ente sono sindacabili soltanto se evidentemente illogiche, manifestamente incongruenti o inattendibili ovvero viziate per palesi travisamenti in fatto.

Consiglio di Stato sez. III, 30/07/2019, n.5398

Sospensione dell’attività lavorativa

Presupposto per l’ammissione alla cassa integrazione guadagni ordinaria è costituito dalla non imputabilità della sospensione dell’attività lavorativa al datore di lavoro o ai lavoratori (artt. 1, l. 20 maggio 1975, n. 164 e 1, l. n. 77 del 1963); l’evento interruttivo è definibile come imputabile al datore di lavoro, ovvero alla committenza nei casi di contratto di appalto, quando esso si riconduce all’erroneità delle scelte tecniche in sede di progettazione; alla non corretta modulazione ed impegno delle maestranze in relazione all’ordinaria e prevedibile esecuzione del progetto, ovvero all’omessa previsione di possibili situazioni impeditive dell’ordinario prosieguo dei lavori; questa lata accezione del concetto prescinde da ogni valutazione sulla mancanza di imperizia e negligenza delle parti e consente di ravvisare l’evento non imputabile all’imprenditore solo in presenza di un avvenimento sottratto ad ogni possibile iniziativa del medesimo datore di lavoro, compresa l’adozione di rimedi preventivi atti a contrastarli o di rimedi risarcitori atti, ex post, a compensarli.

Consiglio di Stato sez. III, 21/03/2019, n.1897

Indebito percepimento dell’indennità di Cassa Integrazione

Il credito restitutorio sorge nel momento in cui l’istituto ha provveduto all’erogazione del trattamento non dovuto ed è dunque da tale momento che decorre la relativa prescrizione decennale.

Non ha rilievo ai fini della decorrenza della prescrizione il diverso e successivo momento in cui l’istituto venga a conoscenza della natura indebita dell’erogazione effettuata, restando salva la possibilità di configurare la ricorrenza dell’ipotesi di sospensione della prescrizione di cui all’art. 2941, n. 8, c.c. nel mancato inoltro di comunicazioni obbligatorie da parte del beneficiario della prestazione (fattispecie relativa a percepimento indebito dell’indennità di cassa integrazione).

Cassazione civile sez. lav., 27/05/2019, n.14426

Investimenti effettuati nei due anni precedenti alla cassa integrazione

È legittimo il decreto a mezzo del quale il direttore generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali non ha approvato il programma di ristrutturazione aziendale presentato ai sensi dell’art.1 comma 3, della l. 23 luglio 1991 n. 223, come sostituito dall’art. 1 comma 4 del d.l. 16 maggio 1994, convertito con modificazioni nella l. 19 luglio 1994 n. 451, sul rilievo che gli investimenti effettuati nel periodo di cassa integrazione non sarebbero stati sensibilmente superiori alla media annua degli investimenti effettuati nei due anni precedenti alla cassa integrazione, computando tra questi ultimi investimenti anche i costi sostenuti per il pagamento dei canoni mensili di un contratto di leasing immobiliare.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 26/04/2019, n.345

Ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente

Gli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente sono trattamenti di integrazione salariale a sostegno di imprese e lavoratori non destinatari della normativa sulla cassa integrazione guadagni.  La Legge n. 92 del 28 giugno 2012 ha previsto la possibilità di concedere, per gli anni 2013-2016, sulla base di specifici accordi, gli ammortizzatori sociali in deroga, mentre il Decreto interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014 ha definito i criteri per la concessione di tali ammortizzatori sociali in deroga, tra i quali proprio la cassa integrazione guadagni in deroga.

Tribunale Trani sez. lav., 18/04/2019, n.949



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