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Monitoraggio della navigazione Internet dei dipendenti

10 ottobre 2013


Monitoraggio della navigazione Internet dei dipendenti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 ottobre 2013



I software che controllano il percorso sul web tracciato dal browser cui si connette il lavoratore sono contrari allo Statuto dei lavoratori.

 

Il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito che è illecito monitorare in modo sistematico e continuativo la navigazione in Internet dei propri dipendenti. Nella specie una società aveva monitorato per nove mesi la navigazione on line di un lavoratore attraverso un software in grado di memorizzare “in chiaro”, tra l’altro, le pagine e i siti web visitati, il numero di connessioni, il tempo trascorso sulle singole pagine.

Nel definire il reclamo il Garante ha riconosciuto che l’installazione di un software appositamente configurato per tracciare in modo sistematico la navigazione in internet del lavoratore viola lo Statuto dei Lavoratori che vieta l’impiego di apparecchiature per il controllo a distanza dell’attività dei dipendenti.

Un controllo di tale tipo dovrebbe, al contrario, essere motivato da “esigenze organizzative e produttive”, dietro accordo con le rappresentanze  sindacali o, in assenza di questo, su autorizzazione della Direzione provinciale del lavoro (DPL).

In base alle Linee guida fissate dall’Autorità i datori di lavori possono infatti procedere a eventuali controlli ma in modo graduale, mediante verifiche di reparto, d’ufficio, di gruppo di lavoro prima di passare a controlli individuali.

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