Coronavirus: il Fisco si allunga la prescrizione

4 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: il Fisco si allunga la prescrizione

L’Agenzia delle Entrate chiarisce l’applicazione delle norme sui termini delle notifiche e quelle relative alla sospensione dei processi tributari.

Il Fisco se la prende «comoda» ed allunga fino al 31 dicembre 2022 il termine per far pervenire le notifiche su qualsiasi atto impositivo. Lo ha chiarito la stessa Agenzia delle Entrate con una circolare appena emanata. In pratica, in questo modo, l’Agenzia fa un favore a sé stessa allungando i tempi per gli accertamenti e per la comunicazione di eventuali sanzioni. E, di conseguenza, anche dei termini di prescrizione.

Il decreto Cura Italia, a proposito dell’attività del Fisco, applica in deroga allo Statuto del contribuente questa norma: per le sospensioni disposte in occasione di eventi eccezionali (come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza coronavirus) i termini di prescrizione e di decadenza che riguardano l’attività degli uffici e degli enti impositori, di riscossione, previdenziali e assistenziali in scadenza entro il 31 dicembre dell’anno in cui si verifica la sospensione, sono prorogati al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello della sospensione.

Tradotto: tutto ciò che scadeva entro il 31 dicembre 2020 va prorogato di due anni. In altre parole, sono differiti al 31 dicembre 2022 anche gli atti del registro che scadono entro la fine del 2020, dell’imposta sulle successioni e gli atti di irrogazione sanzioni da emettere entro un anno dal deposito delle memorie difensive da parte del contribuente.

Chiarimenti anche sul processo tributario. La sospensione prevista includeva le attività del contenzioso, che venivano rimandate al 31 maggio. Tuttavia, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, per il contribuente si applica la norma relativa ai processi, per i quali la sospensione va dal 9 marzo al 15 aprile 2020. Un’apparente incongruenza, visto che i termini per contribuente e Agenzia non combaciavano. Bene: secondo le Entrate, prevale la norma secondo cui «per la notifica del ricorso in primo grado e al termine per la conclusione del procedimento di mediazione» si applica la sospensione fino al 15 aprile.

Nulla è detto, invece, sull’ipotesi in cui sia l’Ufficio a dover impugnare, ad esempio, una sentenza, cioè se è valido il termine del 15 aprile riservato al contribuente o quello del 31 maggio relativo all’Amministrazione. Ed in mancanza di un chiarimento o di una norma esplicita, tutto quello che non è appositamente disciplinato non è oggetto di sospensione.



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