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Coronavirus: come procurarsi soldi liquidi

4 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: come procurarsi soldi liquidi

Le soluzioni per monetizzare il patrimonio immobiliare senza perdere il godimento del bene: vendita nuda proprietà con riserva di usufrutto e prestito vitalizio ipotecario.

In un periodo di piena emergenza Coronavirus come quello attuale l’impatto economico è altissimo per famiglie, lavoratori e imprese. Con la maggior parte delle attività chiuse i i redditi non arrivano e i soldi iniziano a scarseggiare. La riapertura è ancora lontana ma le necessità permangono e molti hanno bisogno di liquidità immediata per fronteggiare i costi quotidiani, dall’acquisto dei cibi e degli altri generi indispensabili al pagamento dell’affitto e delle bollette.

Non tutti possono contare su uno stipendio fisso e garantito o su una pensione e molti non hanno ancora accesso agli ammortizzatori sociali. I problemi si aggravano per commercianti, artigiani, lavoratori autonomi e anche liberi professionisti che in questo periodo non hanno introiti ed è una situazione che sembra destinata a protrarsi ancora a lungo.

Questa crisi di liquidità va tamponata con il denaro; ci sono diverse soluzioni per trovare soldi ai tempi del Coronavirus ma quando le strade del sostegno pubblico o del credito privato non sono percorribili esistono ancora altri metodi per procurarsi soldi liquidi.

Intaccare i risparmi in banca potrebbe essere una soluzione di emergenza ma anche una pessima scelta, per le perdite inevitabili in caso di smobilizzo anticipato di polizze, fondi di investimento e titoli obbligazionari o azionari. Invece una soluzione che potrebbe rivelarsi conveniente per alcuni è la vendita della nuda proprietà della propria casa, mantenendo l’usufrutto vita natural durante.

La nuda proprietà è cedibile come un diritto a sé e qui si riesce a spuntare un buon prezzo come ricavato della vendita, tanto più quanto il venditore è anziano e quindi – nella prospettiva di chi compra – l’immobile è più appetibile perché si prevede che si libererà prima.

Chi vende un suo immobile – non necessariamente la prima casa, anzi secondo i dati di Tecnocasa il 70% di queste transazioni riguarda immobili diversi dall’abitazione principale – può dunque ricavare una cifra anche consistente, fino al 30% o il 40% a seconda dell’età più o meno avanzata, continuando a mantenere il godimento del bene per tutta la sua vita; al termine, l’usufrutto cesserà e l’acquirente otterrà automaticamente la proprietà piena senza più vincoli.

In pratica l’acquirente quando compra fa una scommessa sulla speranza di vita del venditore, che dipende principalmente dal fattore statistico dell’età e dunque della prevedibile vita media residua. Ma il prezzo della casa rimane sempre ancorato alla sua quotazione di mercato, con l’abbattimento di una percentuale che rappresenta il costo del riconoscimento dell’usufrutto che rimane in capo al venditore.

Dunque potrebbe essere una soluzione per monetizzare una cifra consistente, tenendo conto però dei tempi non brevissimi del mercato immobiliare, che dipende anche dalle zone, dal tipo di immobile e dalle fasce di prezzo; possono essere necessari alcuni mesi per riuscire a realizzare la vendita, a meno che il bene non sia altamente commerciabile.

Spiega al Sole 24 Ore di oggi l’amministratore delegato di Immobiliare.it, Carlo Giordano: «Se fino a qualche anno fa vendere la nuda proprietà era un espediente per permettere ai genitori di vendere casa ai figli risparmiando sulle tasse, oggi chi decide di vendere la nuda proprietà è spinto soprattutto dalla crisi economica. Chi acquista, dal canto suo, continua a trovare nel mattone un bene di rifugio, risparmiando notevolmente rispetto al valore di mercato dell’immobile».

A questa possibile soluzione qualcuno ci ha già pensato, come dimostrano i dati degli annunci di vendita in nuda proprietà che in questo periodo sono in crescita, soprattutto nelle grandi città.

Una soluzione alternativa potrebbe invece essere quella del prestito vitalizio ipotecario: si possono ottenere prestiti bancari offrendo la casa in garanzia. È una strada percorribile da chi ha più di 60 anni di età e avrebbe difficoltà ad ottenere un finanziamento tradizionale. Non c’è nessuna rata da pagare, la banca è garantita dall’ipoteca ma nel frattempo gli interessi maturano e vengono calcolati in capitalizzazione. Anche qui è l’età del contraente proprietario a determinare il valore del prestito e si può arrivare a ottenere il 50% del valore dell’immobile se è molto avanzata.

Il capestro – o l’opportunità, a seconda del lato da cui si guarda – di questo contratto sta nel fatto che al termine della durata del piano, che coincide con la morte del mutuatario i suoi eredi dovranno restituire alla banca il capitale più gli interessi, altrimenti l’immobile sarà venduto. Ma se il ricavato della vendita risulterà inferiore al valore del debito, la banca non potrebbe pretendere di più; se invece fosse maggiore, la differenza andrà agli eredi.

È una strada percorribile anche da coppie anziane che possiedono immobili desueti e rimasti inutilizzati; in questo caso il finanziamento potrà essere cointestato a entrambi i coniugi, se sono comproprietari, e il rimborso scatterà dal momento della scomparsa del coniuge più longevo.


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