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Aggressione cane responsabilità: ultime sentenze

25 Aprile 2020
Aggressione cane responsabilità: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: responsabilità del proprietario del cane; prevenzione delle possibili aggressioni a terzi; lesioni arrecate dal cane; imprevedibilità del comportamento del danneggiato; domanda di risarcimento del danno a seguito dell’aggressione di un cane.

Il proprietario del cane è responsabile delle lesioni arrecate dall’animale, a meno che non ricorra l’imprevedibilità della condotta del danneggiato.

Responsabilità del proprietario del cane

In tema di lesioni colpose, la posizione di garanzia assunta dal detentore di un cane, discendente anche dalle ordinanze del Ministero della Salute del 3 marzo 2009 e del 6 agosto 2013, impone l’obbligo di controllare e custodire l’animale adottando ogni cautela per evitare e prevenire le possibili aggressioni a terzi.

(Fattispecie relativa ad aggressione da parte di un cane ai danni di un minore, all’interno di un’area per cani in un parco pubblico, in cui la Corte ha ritenuto esente da censure la sentenza che aveva riconosciuto la responsabilità del proprietario del cane per non aver mantenuto un costante controllo visivo dell’animale tenendo a portata di mano la museruola, in violazione di quanto disposto dal “Decalogo aree cani” adottato dalla regione Lombardia).

Cassazione penale sez. IV, 27/06/2019, n.31874

Esclusione di ogni responsabilità del proprietario del cane

Il proprietario dell’animale che non può immaginare che persona da lui non conosciuta, si introduca repentinamente nella propria auto, lo esonera da ogni eventuale responsabilità, circa l’aggressione dell’animale allo sconosciuto stesso.

Questo è il caso in cui il comportamento del danneggiato ha il carattere dell’imprevedibilità, inevitabilità ed assoluta eccezionalità e vale quindi ad escludere ogni responsabilità del proprietario del cane.

Tribunale Siena, 24/10/2018, n.1218

Aggressione cane: domanda di risarcimento del danno

Va accolta la domanda di risarcimento del danno a seguito dell’aggressione di un cane di razza pitbull essendo la stessa stata accertata in sede penale come risulta dalla sentenza penale confermata in appello prodotta in giudizio, nonché dalla documentazione medica (nella specie un pitbull, lasciato incustodito e privo di museruola, ha morso una persona cagionandogli profonde ferite al braccio destro e alla mano).

Tribunale Savona, 09/12/2017

Danni provocati da animali randagi: chi ne risponde?

In caso di aggressione da parte di un cane randagio, la responsabilità è esclusivamente del Comune; nessuna responsabilità per l’Azienda sanitaria, cui sono affidati semplici compiti di generale controllo della popolazione canina.

Cassazione civile sez. III, 18/05/2017, n.12495

Responsabilità per lesioni provocate da un animale

Ai fini della responsabilità per lesioni provocate da un animale, la pericolosità di questo non può essere ritenuta solo in relazione agli animali feroci, ma può sussistere anche per gli animali domestici che, in date circostanze, possono divenire pericolosi, ivi compreso il cane, animale normalmente mansueto, la cui pericolosità deve essere accertata in concreto, considerando la razza di appartenenza e ogni altro elemento rilevante.

Ne consegue che al proprietario del cane fa capo una posizione di garanzia per la quale egli è tenuto a controllare e custodire l’animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire possibili aggressioni a terzi, anche all’interno dell’abitazione.

Né in proposito il proprietario può dirsi esonerato dal custodire adeguatamente l’animale per il solo fatto di avere apposto un cartello con la scritta “attenti al cane”, perché un tal genere di cartello costituisce mero avviso della presenza del cane, che non esaurisce gli obblighi del proprietario di evitare che l’animale possa recare danni alle persone (obblighi da adempiere assicurando il cane a un guinzaglio o a una catena ovvero custodendolo in una zona dell’abitazione o del giardino che non gli consenta di avvicinarsi agli estranei o di scappare) (fattispecie in tema di aggressione con lesioni a opera di un cane in danno di un “postino”, avvenuta del resto quando l’aggredito si trovava fuori dal cancello dell’abitazione, dopo che l’animale era scappato alla presa del padrone).

Cassazione penale sez. IV, 13/01/2017, n.17133

Responsabilità colposa del proprietario di un cane

Sussiste la responsabilità colposa del proprietario di un cane (nella specie pastore tedesco) per le lesioni provocate ad una persona dai morsi dell’animale, qualora non abbia adottato alcuna misura di protezione e controllo dello stesso, nonostante fosse proprietario di una pluralità di altri cani di grosse dimensioni e avesse avuto contezza dell’aggressività del pastore tedesco in virtù di una di poco antecedente aggressione del cane a terzi.

Tribunale Pisa, 22/01/2015, n.16

Aggressione del cane: da cosa dipende la responsabilità del proprietario?

Sussiste la responsabilità del proprietario, ove non risulti dimostrato alcun evento riconducibile al caso fortuito – idoneo ad interrompere il nesso causale tra l’animale in proprietà ed il fatto pregiudizievole – né alcun comportamento imprevedibile del danneggiato (Nella specie, un lavoratore che, durante la sistemazione del cancello, veniva azzannato improvvisamente dal cane di proprietà nel cortile), tale da assumere significato assorbente nella manifestazione eteroaggressiva dell’animale.

Tribunale Reggio Emilia sez. II, 12/11/2014, n.1506

Condotta del proprietario di un cane

Va riconosciuta la responsabilità del proprietario di un cane che, accidentalmente colpito ad una zampa da un’altra persona, azzannava altro soggetto, risultando imprudente la condotta del proprietario dell’animale. A nulla rileva la circostanza che l’animale sia stato pestato accidentalmente, evenienza questa del tutto probabile, come era probabile che l’animale rispondesse in simili casi con un’aggressione, avendo, invece, significativa rilevanza penale il fatto che l’animale non fosse stato custodito in un luogo non accessibile agli ospiti o, quanto, meno non fosse stato munito di museruola, risultando libero di muoversi tra le persone.

Cassazione penale sez. IV, 19/03/2013, n.23352

Lesioni provocate dall’aggressione di un pitbull

Ai fini della responsabilità per lesioni provocate dall’aggressione di un pitbull, l’abrogazione dell’elenco di razze canine ritenute pericolose di cui all’ordinanza del ministero della salute 12 dicembre 2006 – che prevedeva per i predetti cani l’obbligo di guinzaglio e museruola – intervenuta con ordinanza 3 marzo 2009, non spiega alcun rilievo in ordine all’applicazione del principio di cui all’art. 2, comma secondo, cod. pen., trattandosi di previsione rientrante nel novero delle norme amministrative cautelari, la cui violazione integra colpa specifica, che esauriscono la loro funzione di imputazione per colpa al momento del verificarsi del fatto, ma non incidono sulla fattispecie, sicché la modifica della norma precauzionale non muta la fattispecie incriminatrice – neanche sotto il profilo soggettivo, perché non mutano i criteri di imputazione soggettiva della colpa – rispetto alla quale non può, pertanto, assumere alcuna efficacia abrogante.

Inoltre, la pericolosità degli animali non può essere ritenuta solo in relazione agli animali feroci, ma può sussistere anche per gli animali domestici che, in date circostanze, possono divenire pericolosi, ivi compreso il cane, animale normalmente mansueto, la cui pericolosità deve essere accertata in concreto, considerando la razza di appartenenza ed ogni altro elemento rilevante. Ne consegue che al proprietario del cane fa capo una posizione di garanzia per la quale egli è tenuto ad adottare tutte le cautele necessarie a prevenire le prevedibili reazioni dell’animale.

Cassazione penale sez. IV, 10/01/2012, n.6393

Diritto al risarcimento del danno

Mentre la responsabilità ex art. 2054 c.c. può sussistere esclusivamente quando l’evento dannoso si verifichi in una zona aperta al pubblico transito e ordinariamente adibita al traffico veicolare (a prescindere dal carattere pubblico o privato della zona stessa), in quanto la pericolosità del fenomeno circolatorio è legata alla pluralità dei soggetti coinvolti, la speciale responsabilità prevista dall’art. 2052 c.c. per i danni cagionati da animali trova applicazione sia con riguardo ad eventi dannosi verificatisi in aree aperte al pubblico che in relazione ad eventi dannosi occorsi in zone non aperte al pubblico.

Siffatta applicazione dell’art. 2052 c.c. è conforme a Costituzione, poiché la pericolosità dell’animale permane anche in luoghi chiusi al pubblico. Pertanto, il postino che, mentre si trovava a bordo della propria “Vespa”, sia stato aggredito dal cane sul vialetto privato di accesso all’abitazione del destinatario della corrispondenza, ha diritto al risarcimento del danno da parte del proprietario dell’animale.

Cassazione civile sez. III, 06/12/2011, n.26205

Aggressione di un cane in un giardino

La responsabilità di cui all’art. 2052 c.c., prevista a carico del proprietario di animale per i danni cagionati dallo stesso, trova un limite solo nel caso fortuito, ossia nell’intervento di un fattore esterno nella causazione del danno, che presenti i caratteri dell’imprevedibilità, dell’inevitabilità e dell’assoluta eccezionalità, con la conseguenza che all’attore compete solo di provare l’esistenza del rapporto eziologico tra il comportamento dell’animale e l’evento lesivo, mentre il convenuto, per liberarsi, deve provare l’esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere detto nesso causale, non essendo sufficiente la prova di aver usato la comune diligenza nella custodia dell’animale.

(Nella specie, la S.C. ha giudicato erroneo il ragionamento del giudice di merito il quale aveva ritenuto che integrasse l’ipotesi di caso fortuito la condotta della danneggiata, minorenne di anni tre, rimasta ferita per l’aggressione da parte di un cane che si trovava all’interno di un giardino il cui ingresso era costituito da un cancello non assicurato da idonea chiusura, tanto da potere essere facilmente aperto dalla bambina stessa).

Cassazione civile sez. III, 20/07/2011, n.15895

Lesioni causate dall’aggressione di un cane incustodito

L’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo a scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni e, quindi, di predisporre gli accorgimenti necessari affinché nei locali scolastici non si introducano persone o animali che possano arrecare danno agli alunni; ne consegue che, in caso di danno da lesioni causate dall’aggressione di un cane incustodito nei locali e pertinenze scolastiche, l’attore deve provare che tale danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, mentre l’amministrazione ha l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa ad essa non imputabile, essendo stati predisposti gli accorgimenti idonei ad evitare l’accesso di terzi.

Cassazione civile sez. III, 15/02/2011, n.3680

Aggressione di un cane di grossa taglia

In caso di lesioni cagionate dall’aggressione di un cane di grossa taglia affidato dal proprietario ad un terzo (nel caso di specie la moglie) non in grado di controllare l’animale e quindi di impedire l’evento lesivo, deve riconoscersi la concorrente responsabilità del proprietario non in virtù di una responsabilità oggettiva bensì in ragione degli obblighi che per lui derivano dalla posizione di garanzia collegata alla “ratio” di essere lui solo la persona che dispone dell’animale e che può controllarne le reazioni. (Fattispecie relativa all’aggressione ad un bambino da parte di un pitbull privo di museruola e non adeguatamente custodito).

Cassazione penale sez. IV, 03/04/2008, n.34765

L’aggressione di un cane randagio

Il Comune, cui la l. 14 agosto 1991 n. 281 attribuisce specifici compiti di vigilanza e controllo del fenomeno del randagismo, è responsabile dei danni alla persona subiti da un minore a causa dell’aggressione di un cane randagio.

Giudice di pace Ruvo di Puglia, 12/01/2004

L’aggressione di un cane randagio lungo una via comunale

Va cassata la pronuncia di merito con cui è stata negata la responsabilità del Comune per i danni subiti da una persona anziana a seguito dell’aggressione di un cane randagio lungo una via comunale, violando le norme che impongono ai comuni di assumere provvedimenti per evitare che gli animali randagi arrechino disturbo alle persone e ritenendo erroneamente che la tarda età della vittima e la piccola taglia del cane valessero a porre a carico della danneggiata l’intera responsabilità dell ‘incidente.

Cassazione civile sez. III, 28/04/2010, n.10190

Comportamento dell’animale ed evento lesivo

La responsabilità di cui all’art. 2052 c.c., prevista a carico del proprietario o di chi si serve dell’animale per il periodo in cui lo ha in uso, in relazione ai danni cagionati dallo stesso, trova un limite solo nel caso fortuito, ossia nell’intervento di un fattore esterno nella causazione del danno, che presenti i caratteri della imprevedibilità, della inevitabilità e della assoluta eccezionalità: con la conseguenza che all’attore compete solo di provare l’esistenza del rapporto eziologico tra il comportamento dell’animale e l’evento lesivo, mentre il convenuto, per liberarsi, deve provare l’esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere detto nesso causale, non essendo sufficiente la prova di aver usato la comune diligenza nella custodia dell’animale.

(Nella specie, il giudice del merito aveva ritenuto che integrasse l’ipotesi di caso fortuito la condotta del danneggiato, vittima di lesioni per l’aggressione da parte di un cane pit bull che si trovava all’interno di uno stabile, al quale il danneggiato stesso aveva avuto accesso tramite il cancello di ingresso aperto, assumendo che i proprietari e custodi del cane avevano adottato tutte le misure idonee ad evitare, in regime di normalità, l’aggressione – apposizione sul cancello di un cartello con la scritta « attenti al cane », sebbene non visibile proprio per essere il cancello aperto; catena lunga tre metri alla quale il cane era legato; posizionamento del cane in luogo distante dal cancello di ingresso – mentre era da reputarsi imprevedibile la circostanza della visita per affari da parte della vittima la mattina del 26 dicembre, allorché i proprietari del cane erano assenti dall’abitazione, e rilevando altresì la sua età – ottanta anni – tale da non consentirgli di ritirarsi con prontezza dall’attacco di un cane legato ad una catena. La S.C., in applicazione del principio sopra riportato, ha cassato la sentenza impugnata, reputando inconferente l’argomentazione relativa all’età del danneggiato ed osservando che, in un contesto in cui il cartello di pericolo non era visibile, non poteva assumersi come atto determinante l’aggressione del cane il solo fatto di varcare un cancello aperto con accesso ad uno stabile).

Cassazione civile sez. III, 15/04/2010, n.9037



12 Commenti

  1. Stavo passeggiando nel cortile del mio condominio, quando ad un certo punto sono stato morso da un cane. Spaventato, ho chiesto aiuto perché l’animale mi ha provocato delle lesioni profonde alla gamba e non riuscivo a camminare. Qualcuno ha chiamato l’ambulanza e sono stato subito trasportato al pronto soccorso dove i medici mi hanno medicato la ferita e mi hanno dato 30 giorni di prognosi. Dopo qualche giorno, ho scoperto che il cane in questione appartiene al tuo vicino di casa. Ovviamente, intendo chiedere il risarcimento per tutti i danni subiti.Come posso agire?

    1. Innanzitutto, devi chiedere al padrone (o detentore del cane) le sue generalità: nome, cognome, data e luogo di nascita e indirizzo di residenza. Se il padrone del cane si dovesse mostrare poco collaborativo è utile chiedere l’intervento dei vigili urbani oppure dei carabinieri. Se ci sono dei testimoni che hanno assistito all’aggressione, allora è importante annotare anche le loro generalità in modo da citarli in un eventuale processo.Fatto ciò, dovrai recarti immediatamente al pronto soccorso per farti visitare, medicare ed ottenere un certificato che riporti le lesioni e i giorni di prognosi. Attenzione: il certificato del pronto soccorso, e tutti gli altri certificati che ti verrano rilasciati, dovranno essere conservati perché serviranno per la quantificazione del danno subito.
      Pertanto, se hai ricevuto un morso dal cane del tuo vicino puoi agire:
      penalmente: presentando una querela entro 3 mesi dal fatto contro il padrone dell’animale per il reato di lesioni personali colpose. In buona sostanza, dichiari di essere stato aggredito dall’animale a causa del comportamento negligente del padrone che non ha vigilato sul cane e lo ha lasciato incustodito. In un eventuale processo penale, dovrai costituirti parte civile se hai intenzione di ottenere un risarcimento del danno;
      civilmente: in tal caso, dovrai intentare una causa civile contro il padrone del cane per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.
      Puoi agire indifferentemente in un modo o nell’altro o anche consecutivamente (il processo civile, però, verrà sospeso in attesa dell’esito del giudizio penale).

    2. Se non c’è accordo tra le parti in merito all’ammontare del danno, il giudice nominerà un perito per valutare se a seguito dell’aggressione tu abbia riportato:una inabilità temporanea: intesa come giorni di malattia che ti hanno costretto a restare a casa, incapace di svolgere le tue attività quotidiane. Ad esempio, una persona che dopo aver subito il morso di un cane alla gamba non riesce a camminare per un mese;
      una inabilità permanente: cioè l’invalidità che durerà per l’intera vita del soggetto danneggiato.In assenza di una specifica previsione normativa, per la quantificazione del danno vengono prese in considerazione le tabelle previste per gli incidenti stradali, infortuni sul lavoro ecc. elaborate, in particolare, dal tribunale di Milano.Dunque, per stabilire a quanto ammonta il risarcimento del danno da morso di un cane bisogna consultare la tabella e individuare, con precisione, quale tipo di lesione è stata riportata e gli eventuali postumi della vittima per poi tradurre i numeri ottenuti in una percentuale di invalidità. Ne consegue, dunque, che il risarcimento varia a seconda della gravità delle lesioni subite.Ad esempio, nel caso in cui tu abbia riportato lesioni lievi e guaribili in poco tempo, il risarcimento che ti spetterà sarà una cifra simbolica; nel caso, invece, di postumi invalidanti o traumi emotivi la somma che verrà risarcita sarà più cospicua. Tuttavia, dipende molto anche dall’età della vittima.

    3. Facciamo un esempio: supponiamo che un cane abbia morso un giovane di 25 anni, a cui siano stati riscontrati ben 4 punti di percentuale di invalidità. In tal caso, la vittima avrà diritto a 6.353,57 euro di risarcimento. A cui si aggiungeranno ovviamente i danni patrimoniali, cioè tutte le spese sostenute per le cure, le medicine, per i giorni di lavoro non retribuiti ecc..
      Se la vittima è un anziano di 70 anni, con 5 punti di invalidità, ha diritto a un risarcimento più ristretto pari a 6.050,60 euro in considerazione anche dell’età avanzata.Il danno patrimoniale comprende:danno emergente, ovvero la perdita economica e le spese sostenute (ad esempio spese mediche);danno da lucro cessante, cioè la perdita del guadagno derivante dall’invalidità (in sostanza, i giorni di lavoro non retribuiti).Dal giorno in cui si è verificato il fatto, hai 5 anni di tempo per esercitare l’azione risarcitoria e ottenere quanto ti spetta.Infine, tieni presente che la richiesta di risarcimento per danni provocati dal morso di un cane è ammessa sia nel caso in cui il cane abbia un microchip, quindi un proprietario certo, sia nel caso in cui si tratti di un cane randagio. In quest’ultima ipotesi, dovrai inoltrare la richiesta di risarcimento al Comune del luogo in cui si è verificata l’aggressione.Il Comune, infatti, è responsabile insieme all’Asl del controllo del territorio locale volto ad evitare e prevenire i danni provocati da cani randagi. Per questo motivo, mentre al Comune spetta la costruzione, la sistemazione e la gestione dei canili; le Asl hanno il compito di gestire il servizio di accalappiamento dei cani vaganti, trasferendoli presso i canili pubblici.

  2. Se il morso del cane è stato provocato dall’imprudenza della vittima, in tal caso, potrebbe configurarsi al massimo un concorso di colpa con il proprietario ma non vale ad escluderne la responsabilità. Si pensi al caso in cui la vittima abbia minacciato il cane con un bastone e questi poi lo abbia aggredito.

  3. C’è una responsabilità penale o civile se l’animale domestico azzanna un ladro? È obbligatorio il cartello che avvisa della sua presenza?

    Il mio vicino di casa ha un cartello appeso sul cancello che riporta la foto del suo cane e questa scritta: «Hai dei dubbi sull’esistenza della vita eterna? Scavalca la recinzione e li risolverai». Un modo spiritoso di sostituire la solita avvertenza «attenti al cane» che campeggia all’entrata di molte villette. Ma se qualche sprovveduto ignora il messaggio e prova, comunque, a entrare in casa tua senza permesso e sfidando l’animale, che cosa può succedere? Se un cane aggredisce un intruso, si può essere denunciati?

    1. La prima cosa che penserai è che se non avesse violato il tuo domicilio, cioè se non fosse entrato nella tua proprietà senza essere autorizzato a farlo, non avrebbe dovuto fare i conti col tuo mastino. Ma il fatto che lui abbia scavalcato la recinzione giustifica il danno eventualmente subìto? Oppure sei obbligato a tenere il cane legato ad una catena quando tu non sei con lui (ad esempio di notte) in modo che non possa provocare delle lesioni a qualcuno? Se non lo fai ed il tuo cane aggredisce un intruso, si può essere denunciati? Ecco che cosa dicono in proposito il Codice civile ed il Codice penale.Per sapere se quando un cane aggredisce un intruso si può essere denunciati, bisogna vedere se e quando è reato impedire che l’animale possa provocare delle lesioni.Leggendo con attenzione il Codice penale, troviamo un articolo che esclude la responsabilità per qualsiasi reato di fronte all’esercizio di un diritto. Ora tu penserai che difendere la tua proprietà e la tua famiglia da eventuali intrusioni, soprattutto di notte, sia un tuo diritto. E, in effetti, è così. Purché, però, lo strumento della difesa sia proporzionato all’offesa.

      È su quest’ultimo aspetto che bisogna fare molta attenzione, cioè su come ci si difende per evitare che entrino i ladri in casa. La legge vieta degli strumenti drastici per proteggere l’esterno dell’abitazione, come ad esempio una cancellata elettrica che possa provocare delle ustioni o delle lesioni gravi all’intruso. Ma nulla ti vieta di mettere del filo spinato o dei cocci di bottiglia attaccati con il cemento al muretto. Così come nessuno ti vieta di tenere un cane sciolto di notte per farti la guardia, anzi: il nuovo regolamento condominiale considera nulla ogni clausola o disposizione che impedisca ad un vicino di tenere con sé un animale di compagnia, a meno che tale divieto venga approvato all’unanimità dall’assemblea.Altro discorso è che tu abusi del tuo mezzo di difesa. Per capirci. Immagina che un ladro tenta di scavalcare il tuo muretto di notte per entrare a rubare nella tua proprietà. Il cane lo sente, abbaia, va incontro al ladro e questo tenta la fuga. Tu, che hai sentito il trambusto, ti alzi dal letto, scendi ed aizzi il cane contro il ladro, ormai prossimo al muretto per scavalcarlo di nuovo e scappare a gambe levate. Il cane, però, è più veloce, lo raggiunge e lo aggredisce procurandogli delle lesioni. Ecco, in questo caso commetti reato, poiché hai voluto che il tuo animale aggredisse una persona che, ormai, non rappresentava più un pericolo, visto che stava fuggendo. Quella persona potrebbe denunciarti.

    2. Come abbiamo appena visto, per il cane che aggredisce un intruso entrato furtivamente della tua proprietà non si può essere denunciati, cioè non si commette reato, a meno che si aizzi l’animale contro una persona in fuga che non rappresenta più un pericolo. Ma ci sono altri tipi di responsabilità?Per avere una risposta a questa domanda, dobbiamo cambiare libro e consultare il Codice civile che, in proposito, recita: il proprietario o chiunque si serva dell’animale è responsabile per i danni da questo cagionati salvo dimostrare che l’evento si è verificato per caso fortuito. In quest’ultimo caso, e solo in questo, il padrone di un cane non ha alcuna responsabilità per il comportamento dell’animale.Ora: che cosa si intende per «caso fortuito»? Si tratta di tutto ciò che può essere imprevisto o inevitabile. Immagina, ad esempio, il cane che perde la testa a Capodanno per il rumore dei botti (per lui insopportabili) o che viene innervosito da un gioco troppo vivace di un ragazzino. Lo stesso vale per lo sconosciuto che penetra furtivamente nella tua proprietà e che il cane non riconosce. Si tratta, come sostiene la giurisprudenza, di un fatto gravemente colpevole e non preventivabile dalla vittima, che si procura una morsicata dal cane per aver tenuto un comportamento negligente o doloso. In conclusione: il proprietario dell’animale non ha alcuna responsabilità se il cane aggredisce l’intruso.

    3. Sull’obbligo di affiggere all’ingresso di una proprietà il cartello «Attenti al cane» si è pronunciata la Cassazione. E, secondo la Suprema Corte, non è affatto obbligatorio. Il che non esime il proprietario dalle sue responsabilità se l’animale aggredisce e provoca delle lesioni ad un ospite o ad un parente che cerca di fargli una carezza. Il padrone, insomma, è tenuto a vigilare e a custodire il cane anche se fuori ha messo un cartello a caratteri cubitali con cui avverte della presenza dell’amico a quattro zampe.

  4. Il proprietario del cane deve adottare tutte le misure possibili per scongiurare il rischio di lesioni ad altre persone. Misure come: dotare l’animale di una museruola, tenerlo al guinzaglio in modo che non si avvicini ad altri, evitare che estranei possano accarezzarlo. Sono condotte che, di norma, vengono compiute senza tanti accorgimenti; addirittura, c’è chi lascia il quadrupede libero di correre nel parco comunale. Ma bisogna essere consapevoli delle conseguenze legali del morso del cane qualora quest’ultimo, in un impeto istintivo, faccia male a terzi.

  5. L’unico modo, per il proprietario dell’animale, di evitare il risarcimento del danno è provare che l’evento si è verificato per caso fortuito, ossia per colpa esclusiva del danneggiato, come nel caso in cui questo entri in un terreno recintato con la coscienza e volontà di introdurvisi o di chi calpesta la coda al cane. Non basta dimostrare la normale mansuetudine dell’animale, né di aver usato nella custodia di esso la comune diligenza.

    1. La giurisprudenza ha definito il caso fortuito come un fattore esterno, estraneo cioè alla sfera di azione del proprietario e da questi non neutralizzabile. Tale fattore esterno deve essere imprevedibile, inevitabile ed eccezionale.Non configura il caso fortuito il fatto che il cane sia fuggito dal recinto o sia sfuggito al guinzaglio, trattandosi di circostanza imputabile ad inadeguata vigilanza e controllo del proprietario.Il caso fortuito è quasi sempre legato al comportamento del danneggiato (colposo o doloso) purché avente carattere di imprevedibilità e inevitabilità. Quindi, non può essere il fatto di aver accarezzato l’animale in un momento d’ira dello stesso o di averlo fatto contropelo o sul muso: si tratta di eventualità che il padrone deve calcolare in anticipo. Ma potrebbe esserlo il fatto di averlo infastidito tirandogli la coda o calpestandogliela, fingendo di volerlo picchiare o altre condotte che possano aver determinato una reazione difensiva del quadrupede. Il padrone deve prendere le contromosse in anticipo: laddove si tratti di cane di taglia grossa e, per sua natura, aggressivo, non può farlo circolare senza guinzaglio e museruola.

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