Nuovo Decreto Liquidità aprile: le prime anticipazioni

4 Aprile 2020 | Autore:
Nuovo Decreto Liquidità aprile: le prime anticipazioni

In arrivo i provvedimenti del Governo per irrobustire le misure del Cura Italia: in prima fila Reddito di emergenza, indennità per lavoratori autonomi e prestiti alle imprese. 

Il Governo in queste ore sta predisponendo il nuovo Decreto per gestire la fase 2 dell’emergenza durante il mese di aprile. Secondo le anticipazioni che trapelano, sarà un intervento più “robusto” di quello stabilito con il Decreto Cura Italia che conteneva le prime misure economiche di sostegno.  “Nelle prossime ore arriverà un ulteriore decreto sulla liquidità che darà ossigeno”, dice oggi a Sky Tg24 il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.

Adesso infatti c’è da garantire con urgenza la liquidità necessaria a milioni di lavoratori, commercianti, artigiani e piccoli imprenditori in tutti i settori – dal turismo alla ristorazione, dall’abbigliamento al florovivaistico – colpiti da una crisi della quale non si intravede ancora la via d’uscita e i tempi di ripresa.

Così, in attesa di eventuali aiuti dall’Unione Europea ancora da stabilire nell’entità e nei modi di concessione, il Governo sta mettendo in campo altri 25 miliardi, oltre ai primi 25 già stanziati per il Cura Italia, che potrebbero salire a 30 miliardi e oltre se sarà necessario finanziare alcuni interventi potenziati ed estesi rispetto alle misure attuali, che tutti giudicano ormai insufficienti a fornire il sostegno adeguato in questa fase.

Innanzitutto ci sarà – sembra confermato – il nuovo Reddito di emergenza che potrebbe andare a beneficio di chi attualmente è privo di altre forme di sussidio, come il Reddito di cittadinanza, la Cig o la Naspi ed anche di chi lavora in nero, o più precisamente lavorava perché anche molti posti in questo settore sono stati spazzati via. Una platea di almeno 3 milioni di beneficiari ai quali si pensa di dare un assegno di 500 o di 600 euro mensili e che comprende almeno un milione di colf e badanti irregolari.

Poi c’è la stabilizzazione dei sostegni già concessi dal Cura Italia ma per il solo mese di marzo, come l’indennità di 600 euro per le piccole partite Iva, lavoratori autonomi e professionisti, che si vorrebbe potenziare fino a 800 euro (ma quella già concessa non arriverà, come erogazione materiale, prima del 15 aprile) ed il bonus di 100 euro per chi continua a lavorare, da confermare anche per aprile e maggio.

Si pensa anche alla reintroduzione dei voucher per l’agricoltura, in modo da incentivare l’occupazione nel settore e garantire la raccolta di molti prodotti adesso in maturazione, altrimenti destinati a marcire nei campi o a essere venduti sottocosto dai produttori alle industrie di trasformazione alimentare; ma la misura è molto contrastata dai sindacati e da alcune forze di maggioranza.

Dalla maggioranza trapelano ancora poche indicazioni sui contenuti del nuovo Decreto: sarà “un provvedimento ad hoc per garantire la liquidità a imprese e famiglie resosi necessario perché la stretta è stata più precoce e più grave del previsto, e dunque non possiamo attendere metà aprile”, afferma oggi il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta.

Con il decreto aprile – prosegue Baretta in un’intervista a ‘Il Foglio’, “bisognerà tra le altre cose, dare una garanzia a chi ora non ce l’ha”. Sulle cifre esatte di Reddito di emergenza “si lavorerà nelle prossime ore. Quel che è certo – rileva – è che si tratterà di una platea di beneficiari che hanno un problema semplice e brutale: l’esistenza. E dunque gli andrà assicurato un sostegno. Parliamo di colf, badanti e tirocinanti; e poi di stagionali e lavoratori nel settore del turismo a cui scade la Naspi. Tutte categorie finora non tutelate dal reddito di cittadinanza e neppure coperte dal Cura Italia”.

Sul fronte delle imprese, spunta anche l’ipotesi di un prestito straordinario: il ministero dell’Economia e Finanze pensa a prestiti con garanzie dello Stato fino al 90% (che potrebbe arrivare fino al 100% con l’ok della Commissione Ue) e rimborsi agevolati, con rate fino a 10 anni e che partirebbero non subito ma dal 2022.

L’importo da concedere alle aziende potrà essere stabilito in base al fatturato raggiunto nel 2019, con una percentuale del 25%: così una piccola impresa con un milione di euro di ricavi ordinari riportati in bilancio potrebbe ottenere in termini brevi 250mila euro, che consentirebbero di ripianare i costi e di fronteggiare le emergenze fino alla riapertura e alla ripresa degli affari. Ma le stesse condizioni potrebbero valere anche per gli autonomi e professionisti, sempre in base alla percentuale dei ricavi e compensi dichiarati lo scorso anno.



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