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Tempistica successione ereditaria

5 Aprile 2020
Tempistica successione ereditaria

Quanto tempo ci vuole per entrare in possesso dei beni del defunto?

Immagina che sia morto uno dei tuoi genitori. Un evento spiacevole certo, ma inevitabile. Quando si verifica il decesso di un familiare, però, bisogna sapere bene come muoversi in tema di eredità. Gli adempimenti burocratici sono parecchi, per questo vuoi conoscere la tempistica per la successione ereditaria. Spesso, si pensa, infatti, che alla morte di una persona, gli eredi entrino in possesso dei suoi beni in automatico. In realtà, le cose sono molto più complicate, ma non preoccuparti. Prenditi cinque minuti di tempo e prosegui nella lettura, ti spiego tutto nel seguente articolo. 

Successione ereditaria: cos’è?

A seguito della morte di una persona si apre la successione ereditaria affinché il patrimonio del defunto (rappresentato da beni mobili, beni immobili, crediti, debiti, ecc.) venga devoluto ai suoi eredi con modalità che cambiano a seconda che ci sia o meno un testamento. Se il deceduto (de cuius) ha redatto un testamento, la legge prevede che debba essere rispettata la volontà del testatore. Tuttavia, non è possibile escludere dalla successione i soggetti (cosiddetti legittimari) legati al defunto da rapporti di parentela e coniugio (come, ad esempio, la moglie e i figli). 

Dichiarazione di successione: cos’è e cosa contiene?

La dichiarazione di successione è un atto che gli eredi devono presentare all’Agenzia delle Entrate per entrare in possesso dei beni ereditari del defunto.

In particolare, nella dichiarazione devono essere indicati:

  • i dati del defunto e degli eredi;
  • gli immobili;
  • le azioni, i titoli e le aziende;
  • le donazioni eventualmente effettuate dal defunto mentre era in vita;
  • i debiti.

Inoltre, occorre allegare la seguente documentazione:

  • il certificato di morte;
  • lo stato di famiglia del defunto;
  • la copia dei documenti di identità e dei codici fiscali del defunto e degli eredi e legatari;
  • l’estratto dell’atto di matrimonio del defunto (se separato o divorziato occorre la copia del decreto di separazione o della sentenza di divorzio);
  • le schede catastali degli immobili;
  • la copia degli atti di proprietà del defunto (ad esempio, l’atto di compravendita di un immobile);
  • la certificazione da cui risultano gli estremi dei conti correnti;
  • la copia dell’atto di donazione eventualmente effettuata dal defunto;
  • la copia della rinuncia all’eredità da parte di uno dei chiamati.

Attenzione: se non presenti l’atto di successione, oltre a incorrere nelle sanzioni amministrative previste dalla legge, non puoi:

  • vendere i beni caduti in successione;
  • trascrivere un passaggio di proprietà;
  • recuperare i crediti del defunto presso terzi;
  • richiedere il trattamento di fine rapporto (Tfr) presso il datore di lavoro;
  • ritirare le somme giacenti presso conti correnti (anche postali).

Tempistica successione ereditaria

Dal giorno della morte del defunto, si hanno 12 mesi di tempo per trasmettere all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione, ossia il documento che descrive i beni ereditari su cui poi gli eredi dovranno pagare le tasse.

Il termine di 12 mesi decorre, generalmente dall’apertura della successione, quindi dal giorno del decesso. 

In casi particolari, tuttavia, i 12 mesi decorrono:

  • dalla scadenza del termine per la formazione dell’inventario: in caso di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario;
  • dalla data della rinuncia: in caso di rinuncia all’eredità o al legato;
  • dal giorno della notizia legale della nomina del curatore, dell’esecutore testamentario o del rappresentante legale dell’erede o del legatario;
  • dalla data di immissione degli eredi nel possesso dei beni o, in mancanza, da quella in cui diventa eseguibile la sentenza dichiarativa di morte presunta: in caso di successione aperta a seguito di dichiarazione di assenza o di morte presunta;
  • dal raggiungimento della maggiore età: in caso di erede minorenne (che non abbia già accettato e fatto inventario tramite rappresentante legale).

Se il defunto era titolare di un conto corrente è necessario presentare alla banca il certificato di morte dell’intestatario. L’istituto procederà a bloccare il conto fin quando non saranno individuati tutti gli eredi.

Ti è chiaro, quindi, che le tempistiche per la successione ereditaria possono variare. Nonostante la legge conceda un anno di tempo per presentare la dichiarazione successione, ti consiglio di farlo quanto prima. Difatti, per chiudere la pratica e sbloccare i soldi in banca sarà necessario presentare la dichiarazione di successione. A questo punto, nel giro di 6 mesi circa, l’istituto dovrà distribuire agli eredi le rispettive somme in base alla propria quota di eredità.

In sintesi, possiamo dire che se gli eredi si attivano subito dopo la morte del de cuius, la successione si conclude nel giro di un annetto circa.

Dichiarazione di successione: chi è tenuto a presentarla?

I soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione sono:

  • gli eredi: cioè coloro che hanno già accettato l’eredità;
  • i chiamati all’eredità; coloro che non hanno ancora accettato;
  • i legatari vale a dire i soggetti beneficiari di beni o diritti determinati;
  • gli amministratori dell’eredità: previsti, ad esempio, se il testamento indica un erede sotto condizione: ad esempio, quando il testare scrive “nomino mio erede Tizio a condizione che rimanga a vivere in Italia”;
  • i curatori delle eredità giacenti: nominato quando il chiamato non ha accettato l’eredità;
  • l’esecutore testamentario: soggetto a cui il defunto ha dato l’incarico di far eseguire correttamente le sue ultime volontà scritte nel testamento;
  • gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente. Tale situazione si verifica quando una persona è scomparsa da due anni e ne è stata dichiarata l’assenza;
  • trustee: ossia chi amministra i beni del defunto nell’interesse di altri soggetti, ossia i beneficiari.

Ovviamente, in caso di più eredi basta che la dichiarazione di successione sia presentata da uno solo di essi.

Dichiarazione di successione: quando non è necessaria?

Il coniuge e i parenti in linea retta del defunto (ad esempio, i genitori, i nonni, i figli) sono esenti dal presentare la dichiarazione di successione, condizione che il complesso dei beni ereditari:

  • non sia superiore a 100.000 euro;
  • non comprenda beni immobili (ad esempio, appartamenti, terreni, ecc.) o diritti reali immobiliari (usufrutto, servitù, diritto di superficie, enfiteusi).

È necessario che le suddette condizioni si verifichino contemporaneamente. Ti faccio un esempio.

Tizio è morto e ha lasciato in eredità, a moglie e figli, un patrimonio di 60.000 euro, tra somme di denaro e proprietà.

Nell’esempio riportato, dato che l’asse ereditario è al di sotto del limite, gli eredi di Tizio non sono obbligati a trasmettere all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione. Se, invece, sopraggiungono dei beni ereditari che fanno aumentare il volume del patrimonio oltre il limite di 100.000 euro (ad esempio, una casa), allora gli eredi devono presentare la dichiarazione.

Infine, in caso di rinuncia all’eredità (perché, ad esempio, ci sono troppo debiti del de cuius) non occorre presentare alcunché.



2 Commenti

  1. A dire il vero non è affatto vero che devono essere allegati tutti i documenti di cui dite nell’articolo. Servono i documenti del solo erede dichiarante, non servono le schede catastali degli immobili nè tanto meno gli atti di acquisto degli immobili; molti altri documenti da voi indicati come da allegare da secoli sono sostituiti dall’autocertificazione. Tralascio di perdere altro tempo. Evitate di disinformare

    1. Mi può indicare, per cortesia, quali documenti è possibile presentare in autocertificazione? Perché, a quanto pare, l’agenzia delle entrate è indietro di secoli. Grazie

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