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Denuncia per intimidazione

26 Giugno 2020 | Autore:
Denuncia per intimidazione

Minaccia: cos’è la prospettazione di un danno ingiusto? Quando l’intimidazione è reato? Minaccia semplice e minaccia grave: qual è la differenza?

Abiti in condominio e, come spesso accade, la convivenza con i vicini è davvero difficile: rumori a tutte le ore del giorno e della notte, rifiuti che piovono dal balcone sovrastante, litigi durante l’assemblea e chi più ne ha più ne metta. Durante uno dei soliti battibecchi, il tuo vicino di casa ti dice che la prossima volta te le farà pagare cara, a te e alla tua famiglia. Per la prima volta senti che la tua incolumità personale e quella dei tuoi cari è messa a rischio dalla minaccia ricevuta. In un caso del genere, si può sporgere denuncia per intimidazione?

Facciamo un altro esempio. Mentre sei al pub con i tuoi amici, si accende un diverbio che ben presto diventa una lite in piena regola. Per fortuna non accade nulla e gli animi vengono subito calmati; ciononostante, proprio mentre stai per andartene, la persona con cui avevi avuto lo scontro più duro ti lascia intendere che non è finita là e che faresti bene a guardarti le spalle. Come comportarsi in caso di intimidazione? Quando scatta il reato di minaccia? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno soli cinque minuti per avere le risposte che cerchi.

Intimidazione: è reato?

L’intimidazione è reato? Sì, quando assume la forma della minaccia.

Secondo il codice penale [1], chiunque prospetta a qualcuno un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro. Se la minaccia è grave, la pena è della reclusione fino a un anno, con possibilità che per il reato si proceda d’ufficio.

Dunque, un’intimidazione può essere denunciata se essa è riconducibile a una minaccia penalmente rilevante. Vediamo quando ciò accade.

Minaccia: in cosa consiste?

Per capire quando si può denunciare un’intimidazione dobbiamo necessariamente comprendere in cosa consiste una minaccia.

Abbiamo detto che la minaccia è la prospettazione di un danno ingiusto. Cosa significa? Cosa si intende per danno ingiusto?

Il danno ingiusto è quello che legalmente una persona non meriterebbe come conseguenza della propria condotta. Detto in altre parole, la minaccia consiste nella prospettazione di una conseguenza negativa, illegittima secondo l’ordinamento giuridico.

Un esempio di danno ingiusto non è solo la prospettazione di un male fisico, ma è rappresentato anche dal datore di lavoro che prospetta ai propri dipendenti la minaccia del licenziamento.

Insomma: il danno ingiusto oggetto di intimidazione è la conseguenza negativa che non trova giustificazione all’interno dell’ordinamento giuridico.

Ciò significa che il danno ingiusto non è solamente quello che è sempre illegale (l’uso della violenza, ad esempio), ma anche quello che, in base alle circostanze, è comunque illegittimo: pensa al datore che minaccia arbitrariamente di togliere il lavoro ai dipendenti senza che questi abbiano fatto nulla di sbagliato.

Intimidazione: quando può essere denunciata?

Abbiamo detto che l’intimidazione è reato quando assume i contorni della minaccia. In effetti, possiamo tranquillamente dire che minaccia e intimidazione siano sinonimi. Bisogna però chiarire quando il danno prospettato sia effettivamente ingiusto e, quindi, costituisca reato.

Un’intimidazione può essere denunciata solamente quando il danno prospettato non solo sia ingiusto, ma sia anche ragionevolmente realizzabile.

Se qualcuno minaccia di distruggerti l’auto, ma tu non ne hai una, la minaccia non sarà concretamente attuabile. Alla stessa maniera, se una persona cerca di spaventarti millantando di avere conoscenze molto influenti ma tu sai per certo che si tratta solamente di fantasie, ugualmente non potrai sporgere denuncia per intimidazione.

Dunque, anche se per aversi il reato di minaccia non occorre che alle parole seguano i fatti, l’intimidazione deve avere almeno una parvenza di fattibilità: pensa a colui che minacci di farti rapire dagli alieni o di tornare dall’oltretomba per perseguitarti.

Può essere, invece, denunciata l’intimidazione fatta in assenza del destinatario: secondo la Corte di Cassazione [2], ai fini della configurabilità del delitto di minaccia, non è necessario che le espressioni intimidatorie siano pronunciate in presenza della persona offesa, potendo quest’ultima venirne a conoscenza anche attraverso altri, in un contesto dal quale possa desumersi la volontà dell’agente di produrre l’effetto intimidatorio.

Quasi inutile dire che l’intimidazione penalmente perseguibile può essere fatta indifferentemente per iscritto, verbalmente o mediante gesti; in pratica, in qualunque modo sia possibile minacciare una persona.

Minaccia: quando è grave?

Come detto nel primo paragrafo, la legge contempla due tipi di minaccia:

  • la minaccia semplice, punita a querela di parte con la sola multa;
  • la minaccia aggravata, punita con la pena fino a un anno di reclusione.

All’interno della categoria della minaccia aggravata possiamo distinguere altre due ipotesi:

  • la minaccia grave, che consiste nella prospettazione di un male particolarmente rilevante. Classico esempio è la minaccia di morte;
  • la minaccia aggravata dal ricorrere di alcune particolari circostanze indicate dalla legge, quali l’uso delle armi, il ricorrere di scritti anonimi, quella commessa da persona travisata o da almeno cinque persone riunite.

La differenza tra i due tipi di minaccia aggravata non riguarda la sanzione (entrambe sono punite con la reclusione sino a un anno), ma la procedibilità: solamente la minaccia aggravata dal ricorrere di alcune circostanze è procedibile d’ufficio, nel senso che chiunque può segnalarla alle autorità senza alcun limite di tempo.

Denuncia per intimidazione: come funziona?

Nei limiti di quanto detto nei paragrafi precedenti, l’intimidazione si può denunciare alle autorità competenti.

Nel caso di minaccia semplice, poiché trattasi di reato procedibile a querela di parte, solamente la vittima potrà recarsi presso le forze dell’ordine per sporgere la segnalazione. In sua vece può presentarsi un procuratore speciale (ad esempio, l’avvocato), ma l’atto dovrà comunque essere firmato dal destinatario dell’intimidazione.

La querela per minaccia può essere sporta entro tre mesi dal momento in cui la vittima ne ha avuto conoscenza. Decorso questo termine, non si potrà più procedere penalmente. Stesso dicasi per la minaccia grave (ad esempio, minaccia di morte).

Al contrario, la minaccia aggravata (ad esempio, quella fatta brandendo un’arma) può essere denunciata in qualsiasi tempo da chiunque, anche da persona diversa dal destinatario dell’intimidazione: trattasi infatti di delitto procedibile d’ufficio.


note

[1] Art. 612 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 38387/2017.

Autore immagine: Canva.com


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2 Commenti

  1. Bravo: e come si dimostra la minaccia o l’intimidazione se e’ soltanto verbale e nota soltanto alle due parti? Caso simile per la molestia nel luogo del lavoro, dove i falsi testimoni a favore dei dirigenti del datore del lavoro si trovano a profusione!

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