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Come determinare fascia di reddito

22 Giugno 2020 | Autore:
Come determinare fascia di reddito

La legge riconosce un trattamento privilegiato a chi versa in condizioni economiche precarie. Norme, suggerimenti, procedure da seguire in materia fiscale e tributaria.

Il sistema tributario italiano è caratterizzato dal principio della progressività delle imposte: ogni cittadino deve contribuire alle spese statali in proporzione alle proprie risorse economiche. Si tratta di un’applicazione del principio di eguaglianza sostanziale contenuto nella prima parte della nostra Costituzione. In altri termini non è equo chiedere a chi versa in condizioni economiche precarie di pagare le stesse tasse di chi ha un tenore di vita agiato. Peraltro, il sistema costituzionale e la struttura di assistenza sociale italiana contemplano una serie di disposizioni a tutela degli indigenti (pensa, ad esempio, al diritto di cura e alla tutela della salute).

Ecco perché, in molti settori della quotidianità è importante sapere come determinare la fascia di reddito. L’appartenenza a uno scaglione piuttosto che a un altro può avere conseguenze diverse in termini di assistenza e di previdenza.

In tale settore operano diversi professionisti disposti a darti un parere sulla tua situazione (avvocato, consulente commerciale, caf e patronati). Nel nostro articolo ti forniamo delle linee guida che ti consentano di orientarti nella gestione della tua vita patrimoniale.

Cosa si intende per fascia di reddito?

La fascia di reddito è la categoria all’interno della quale il contribuente viene collocato dallo Stato sulla base dei profitti percepiti nel corso dell’ultimo anno.

La legge di bilancio approvata dal Parlamento ogni dodici mesi conferma gli scaglioni già esistenti o li modifica creandone di nuovi.

Attualmente, sulla base delle ultime disposizioni di legge, sono previste cinque fasce reddituali, valide soprattutto ai fini del calcolo Irpef:

  1. R1 da 0 a 15.000 euro;
  2. R2 da 15.001 a 28.000 euro;
  3. R3 da 28.001 a 55.000 euro;
  4. R4 da 55.001 a 75.000 euro;
  5. R5 oltre i 75.001 euro;

Resta ferma la soglia degli 8.174 euro per l’esenzione dal pagamento di alcuni tributi: entro tale fascia, infatti, vale la presunzione di inoccupazione o disoccupazione del soggetto.

Come determinare le fasce di reddito?

L’appartenenza a una fascia di reddito può essere dimostrata attraverso un’autocertificazione oppure attraverso la presentazione dell’Isee (indicatore della situazione economica equivalente). In entrambi i casi è necessario effettuare un preciso calcolo matematico per evitare di incorrere in errore e, conseguentemente, di essere sanzionati.

Peraltro, il possesso dell’Isee è espressamente richiesto per presentare le domande di agevolazioni, esenzioni o riduzioni nei casi previsti dalla legge. Tale documento viene predisposto gratuitamente dai centri di assistenza fiscale (Caf) presenti su tutto il territorio nazionale. A dire il vero, così come per il 730, la procedura oggi è stata di molto semplificata grazie alla precompilazione dei moduli.

A tal fine devono essere prodotti al centro presso il quale ti rivolgi tutta una serie di documenti richiesti dall’Agenzia delle Entrate:

  • contratti di locazione o titolo di proprietà di immobili;
  • estratto conto trimestrale e giacenza media dei conti correnti e delle carte prepagate;
  • documenti di identità e codice fiscale dei componenti del nucleo familiare;
  • certificato di proprietà dell’automobile, dei motocicli di cilindrata superiore a 500, di navi e imbarcazioni;
  • autocertificazione dello stato di famiglia;
  • ultima dichiarazione dei redditi.

In linea di massima, per la determinazione dello scaglione di appartenenza occorre prendere in considerazione il reddito complessivo lordo fiscale, corrispondente alla somma dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare dell’anno precedente a quello della dichiarazione. La definizione di famiglia che bisogna utilizzare a tal fine è quella fiscale e non quella anagrafica. Ne deriva che il nucleo può essere costituito anche da un’unica persona. Inoltre sono considerati soggetti a carico del dichiarante – per i quali è possibile ottenere speciali detrazioni – coloro che non raggiungono la soglia di circa tremila euro annui.

Quali sono le agevolazioni per chi appartiene alle fasce più basse?

Coloro che appartengono alle fasce più basse di reddito hanno diritto per legge a godere di speciali agevolazioni. L’ordinamento giuridico non è, infatti, indifferente alla loro condizione di disagio economico. Per tal motivo si prendono in considerazione tutti gli aspetti più rilevanti dell’esistenza: salute, istruzione, famiglia, sostegno al reddito.

Vediamoli nel dettaglio.

Ticket sui farmaci e sulle prestazioni assistenziali

Il sistema sanitario italiano ha carattere nazionale e quindi ha natura essenzialmente gratuita. La sua definizione è lasciata alla competenza concorrente di Stato e Regioni: il primo ha il compito di individuare i livelli essenziali di assistenza; le seconde devono occuparsi della programmazione e della gestione della sanità all’interno del loro territorio.

In tale complesso organizzativo un particolare contributo è chiesto all’utente dei servizi assistenziali. Coloro che usufruiscono delle prestazioni del servizio di diagnosi e cura devono contribuire alle spese amministrative con il pagamento di un ticket, il cui ammontare varia a seconda della prestazione alla quale si accede (importo fisso è previsto soltanto per l’accesso al pronto soccorso in caso di codice bianco o giallo).

Inoltre, il contributo alle spese sanitarie varia anche a seconda della fascia di reddito alla quale si appartiene. La distinzione fondamentale a tal proposito è tra utente esente e soggetto non esente; il primo, in quanto facente capo a uno scaglione basso, è esonerato dal versamento richiesto a tutti gli altri cittadini.

Nel dettaglio, sono soggetti esenti:

  • i minori di sei anni e coloro che hanno un’età superiore a 65 anni se non superano un reddito annuo di 36.151,98 euro;
  • i titolari di pensioni minime con un’età superiore ai 60 anni e i loro familiari;
  • i disoccupati che non superino il reddito annuo di 8.174 euro (11.362,05 se con coniuge a carico; elevato di circa cinquecento euro per ogni figlio presente nel nucleo familiare);
  • i titolari di pensioni sociali a prescindere dall’età e i  loro familiari.

Analogo discorso vale per l’acquisto dei farmaci.

Sistema scolastico e universitario

Il diritto all’istruzione inferiore e superiore è garantito dalla nostra Costituzione. In particolare, frequentare la scuola è obbligatorio sino a sedici anni di età. Proprio per questo motivo il legislatore ha predisposto una serie di vantaggi per i ragazzi delle scuole e delle università.

Tra questi possiamo ricordare:

  • bonus libri e incentivi mensa scolastica: le istituzioni comunali o regionali possono partecipare totalmente o parzialmente all’acquisto dei libri scolastici e alla copertura della retta per il pranzo in caso di tempo pieno o prolungato;
  • borse di studio per reddito: gli studenti che hanno un reddito esiguo possono accedere a dei premi economici che consentono loro di proseguire gli studi con maggiore serenità;
  • riduzione tasse universitarie: i contributi per l’immatricolazione e per il percorso universitario si pagano in proporzione agli scaglioni di appartenenza.

Strumenti di sostegno al reddito

Il sistema assistenziale e previdenziale italiano periodicamente mette a disposizione degli indigenti, ossia di coloro che hanno un reddito minimo e non idoneo a garantire una vita dignitosa, degli strumenti di sostegno che, a seconda del fine perseguito, assumono denominazioni diverse.

L’ultimo, in ordine di tempo, è il reddito di cittadinanza, ossia un beneficio economico erogato attraverso una carta prepagata nominativa alle famiglie più povere con l’obiettivo di reinserirle, attraverso un piano lavorativo individualizzato, nel circuito economico. L’ammontare riconosciuto varia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare ed è assoggettato al rispetto delle condizioni di legge (ad esempio, non è possibile rifiutare un’offerta di lavoro per tre volte consecutive senza una valida motivazione).

Sistema fiscale e tributario

Anche il sistema fiscale e tributario italiano è informato al principio della progressione economica: il pagamento delle tasse è, cioè, commisurato al reddito di appartenenza. Ciò vale per tutte le imposte che non hanno un’aliquota fissa e, quindi, soprattutto per l’Irpef, ossia l’imposta sul reddito delle persone fisiche.



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