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Privacy condominio: ultime sentenze

14 Aprile 2021
Privacy condominio: ultime sentenze

Affissione sulla bacheca condominiale di notizie riguardanti procedimenti giudiziali a carico di un soggetto; diffusione dei dati personali dei condomini da parte dell’amministratore; videosorveglianza.

Privacy in materia di condominio

In tema di privacy in materia di condominio, è punita la condotta dell’amministratore che non collabora con il Garante per la protezione dei dati personali, a prescindere dall’esito del procedimento aperto a seguito della segnalazione fatta, al cui esame era correlata la richiesta di informazioni inevasa.

Cassazione civile sez. II, 12/06/2018, n.15332

Tutela della privacy: registrazione dell’assemblea condominiale

Ogni condomino ha diritto di chiedere all’amministratore che la riunione condominiale sia registrata senza che il diritto alla segretezza della comunicazione venga compromesso. Difatti il contenuto della registrazione viene legittimamente appreso solo da chi legittimamente vi assiste; nonostante ciò, è espresso il divieto di divulgare a terzi tale contenuto. Tale fattispecie integra il reato di cui all’art. 167 D.Lgs. 196/2003, salvo il caso in cui si sia ottenuto il consenso alla divulgazione da parte di tutti i partecipanti all’adunanza o che la diffusione si renda necessaria per tutelare un proprio diritto.

Tribunale Roma, 03/07/2018, n.13692

Informazioni sui condomini morosi: limiti alla privacy

L’amministratore di condominio ha il potere-dovere di fornire al terzo creditore del Condominio le informazioni necessarie sui condomini morosi. Tale potere non viola la privacy dei condomini stessi ed è espressamente previsto dal Codice della Privacy nell’ipotesi in cui, come nel caso di specie, sia esercitato per dare esecuzione ad obblighi derivanti da un contratto stipulato dai partecipanti alla compagine condominiale.

Tribunale Catania sez. III, 04/09/2017

Bacheca condominiale e privacy

La bacheca condominiale non può essere utilizzata per divulgare informazioni su procedimenti giudiziari in corso a carico di qualcuno, in quanto ciò consente la divulgazione delle notizie a terzi estranei al condominio. Tale tipo di notizia non è, infatti, riservata ai soli condomini i quali hanno il diritto di averne conoscenza, ma la diffusione deve avvenire con metodi che scongiurino divulgazioni esterne a terzi. In tal caso si configura una violazione della privacy.

(Nel caso di specie, un condomino dopo aver avuto un acceso diverbio con il portiere dello stabile, aveva denunciato quest’ultimo per lesioni e aveva affissa nella bacheca condominiale un avviso in cui si informava che il portiere si era allontanato per recarsi presso la Procura per rispondere del fatto denunciato. Per i giudici, si tratta di una condotta che ha screditato la reputazione e professionalità sul luogo di lavoro del portiere.)

Cassazione penale sez. III, 23/11/2016, n.15221

Il ‘trattamento illecito di dati‘, ex art. 167 del d.lg. n. 196 del 2003, punisce la condotta di colui che procede al trattamento di dati personali, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno; tuttavia è necessario che dal fatto derivi un effettivo nocumento (riconosciuta la responsabilità di un condomino che aveva affisso un foglio nella bacheca condominiale nel quale si riferiva di un procedimento pendente ai danni del portiere).

Cassazione penale sez. III, 23/11/2016, n.15221

Violazione della privacy in condominio

L’atto di accusa in assemblea condominiale da parte di un condomino sull’operato dell’amministratore con riferimento a somme di danaro appartenenti al condominio e il successivo invio dei verbali riportanti tali dichiarazioni da parte del nuovo amministratore subentrante verso i condomini non costituiscono condotte illecite in ambito civile per violazione della privacy.

In qualsiasi momento, ciascun condomino può chiedere all’amministratore di avere sia notizie riguardanti i condomini morosi sia notizie sullo svolgimento dell’assemblea condominale svoltasi. Nella seconda ipotesi è compito istituzionale dell’amministratore trasmettere ai condomini copia del verbale di assemblea.

Cassazione civile sez. III, 23/01/2013, n.1593

Le informazioni relative al riparto delle spese

In materia di privacy, dal momento che ai sensi dell’art. 4, comma 1°, lett. b), “dato personale” oggetto della tutela apprestata dal D.Lgs. 196/2003 (cosiddetto Codice della privacy, e già dalla legge 675/1996) è “qualunque informazione” relativa a “persona fisica, persona giuridica, ente o associazione”, che siano “identificati o identificabili”, anche “indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione”, i dati dei singoli partecipanti al condominio raccolti e utilizzati per le fi nalità di cui agli artt. 1117 e segg. cod. civ. sono senz’altro da ricondurre a tale nozione, e conseguentemente assoggettati alla disciplina posta dalla suindicata fonte.

Tuttavia, in ambito condominiale, le informazioni relative al riparto delle spese, all’entità del contributo dovuto da ciascuno e alla mora nel pagamento degli oneri pregressi possono essere peraltro oggetto di trattamento anche senza il consenso dell’interessato.

Corte di Cassazione, Sezione 3, Civile, Sentenza, 23/01/2013, n. 1593

Videosorveglianza

In materia di videosorveglianza, il proprietario unico di un immobile, ancorché parzialmente concesso in locazione o in comodato, deve considerarsi, ai sensi dell’art. 5 comma 3 d.lg. 30 giugno 2003 n. 196 (cd. “codice della privacy”), persona fisica che agisce per fini esclusivamente personali, come tale non assoggettabile alla disciplina del codice nei casi in cui i dati non siano destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione.

Cassazione civile sez. I, 09/08/2012, n.14346

Tutela della riservatezza dei condomini

Il condominio (e per esso l’amministratore) non è legittimato ad agire in giudizio per tutelare interessi personali e particolarissimi dei singoli condomini, quali la c.d. “privacy”, non potendo certo ricomprendersi le esigenze di riservatezza tra i “beni comuni condominiali”. Nel caso di specie, la circostanza che l’assemblea condominiale abbia dato mandato all’amministratore di tentare di risolvere in via bonaria e stragiudiziale la questione insorta con le convenute, non osta a tale conclusione, posto che l’azione giudiziari si dimostra, comunque, volta alla tutela non di beni condominiali, ma di diritti personali dei singoli condomini, costituzionalmente tutelati ed azionabili in via individuale. (Fattispecie in tema di installazione di telecamere).

Tribunale Taranto, Sezione 3, Civile, Sentenza, 8/06/2012, n. 1215

Diffusione dei dati personali dei condomini

In tema di diffusione dei dati personali dei condomini da parte dell’amministratore, non si realizza necessariamente una violazione della legge a tutela della privacy, dovendosi comunque effettuare una comparazione, affidata al giudice di merito, tra gli interessi coinvolti La divulgazione di dati personali, infatti non realizza, “sic et simpliciter”, una violazione della privacy (nella specie, i condomini-ricorrenti avevano inviato una comunicazione personale all’amministratore avvisandolo della loro intenzione di procedere all’installazione di un ascensore.

Poiché il progetto coinvolgeva beni comuni, l’amministratore aveva diffuso tale comunicazione personale tra gli altri partecipanti al condominio. La Corte ha ritenuto che tale comunicazione non fosse lesiva della privacy proprio perché i lavori, in definitiva, avrebbero coinvolto beni comuni e, quindi, tutti gli altri condomini).

Cassazione civile sez. II, 08/09/2011, n.18421

L’installazione di telecamere di controllo

Il condomino non può installare delle telecamere di controllo riprendendo gli ambienti condominiali comuni, anche se l’installazione è a tutela della propria sicurezza ed è stata fatta a seguito di diversi furti ed effrazioni. L’impianto va dunque rimosso immediatamente a spese del condomino che lo ha installato e sotto la sua responsabilità. Infatti, nel silenzio della Legge, il condomino non ha alcun potere di installare, per sua sola decisione, delle telecamere in ambito condominiale, idonee a riprendere spazi comuni o addirittura spazi esclusivi degli altri condomini.

Non solo, ma nemmeno il Condominio ha la potestà normativa per farlo, eccezion fatta per il caso in cui la decisione sia deliberata all’unanimità dai condomini, perfezionandosi in questo caso un comune consenso idoneo a fondare effetti tipici di un negozio dispositivo dei diritti coinvolti.

Tribunale Varese, Sezione 1, Civile, Ordinanza, 16/06/2011, n. 1273

Controversia tra condomini

Nell’ambito di un unico immobile condominiale le norme che regolano i rapporti di vicinato trovano applicazione solo in quanto compatibili con la struttura dell’edificio e con le caratteristiche dello stato dei luoghi. Pertanto, qualora esse siano invocate in una controversia tra condomini, spetta al giudice del merito valutare se, nel singolo caso, dette norme debbano essere osservate o meno, in considerazione dell’esigenza di contemperare i diversi interessi di più proprietari conviventi in un unico edificio, al fine dell’ordinato svolgimento di tale convivenza, propria dei rapporti condominiali.

(Nella specie la Corte di cassazione, applicando tale principio, ha rigettato il ricorso avverso la pronuncia del giudice di merito che aveva ritenuto legittima la tettoia in lamiera di una tenda parasole (quest’ultima conforme al tipo e colore previsti dal regolamento condominiale) installata da un condomino, ritenendola necessaria – nel caso concreto – per la tutela della sua privacy e per il riparo dagli agenti atmosferici, nonostante fosse di dimensioni maggiori rispetto a quella di analoghi manufatti di altri condomini, provocasse fastidiosi riverberi di luce a causa della copertura metallica, e comprimesse l’esercizio del diritto di veduta in appiombo del condomino dell’appartamento sovrastante).

Cassazione civile sez. II, 30/03/2000, n.3891

Privacy del proprietario del lastrico solare

La normativa vigente prevede, nel rispetto della libera manifestazione del pensiero, il diritto di installare sul tetto di un edificio apparecchi ricetrasmittenti e provvedere alla loro manutenzione con la possibilità di comprimere il diritto di proprietà altrui, operando però un contemperamento delle due diverse esigenze che devono armonizzarsi in modo che il diritto del proprietario non risulti sacrificato oltre il lecito (nel caso di specie, dovendo il proprietario dell’antenna attraversare vari ambienti nella proprietà altrui per accedere al terrazzo, la riservatezza e la “privacy” del proprietario del lastrico solare risultavano ingiustamente violati, con notevole disagio al libero godimento del terrazzo, specie in estate, a causa del ruotare dell’antenna e del notevole ingombro della stessa e, infine, dei disturbi ed interferenze al televisore, al telefono ed all’impianto stereo, per cui il giudice ha disposto il suo trasferimento su una parte condominiale dell’edificio).

Tribunale Terni, 19/01/1998



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8 Commenti

  1. In un condominio, per gli apparati di videosorveglianza é possibile nominare un responsabile della privacy diverso dall’amministratore? Alcuni miei condomini vorrebbero far installare un impianto di videosorveglianza a causa di ripetuti atti di vandalismo al cancello e alla sbarra elettrica per l’accesso al parcheggio. Sia il cancello d’ingresso che la sbarra sono su strada privata aperta al passaggio pubblico pedonale. L’amministratore si dice contrario a tale eventuale iniziativa a causa delle numerose e pesanti incombenze che sarebbe chiamato a rispettare. Si può nominare uno dei condomini come responsabile del trattamento dati? Si può nominare per la stessa ragione di cui sopra l’intero condominio, evitando così di riportare sull’apposito cartello nome e cognome di una singola persona, fermo restando che nel secondo caso, credo, ricadrebbe per intero sull’amministratore la responsabilità di gestione e del trattamento dati?

    1. Sebbene non sia stato possibile trovare giurisprudenza in merito, il condominio, in qualità di titolare dei dati, può a parere dello scrivente nominare, quale responsabile del trattamento, con riferimento specifico alla videosorveglianza, una figura diversa dal proprio amministratore, qualora si ritenga che questi non possa o non voglia assumere l’incarico. In ciò derogando a quanto avviene normalmente, poiché, in virtù del mandato conferito dal condominio all’amministratore, questi assume automaticamente l’incarico di responsabile del trattamento. Tale convincimento dello scrivente deriva dalla lettura del vademecum del Garante per la protezione dei dati personali in materia di privacy e condominio, ove, in merito alla figura dell’amministratore, si legge che «L’assemblea può decidere di designarlo anche formalmente “responsabile del trattamento” dei dati personali dei partecipanti al condominio». Pertanto, responsabile del trattamento dati del condominio potrà essere l’amministratore, uno dei condomini oppure un addetto della ditta installatrice e sarà colui che dovrà accertarsi che le immagini vengano periodicamente cancellate (le immagini possono essere conservate per 24/48 ore e massimo fino a 7 giorni). La nomina potrà essere formalizzata in sede assembleare (art. 1122-ter cod. civ.), quando verrà approvata la delibera concernente l’installazione di impianti di videosorveglianza. È da escludere che i condomini siano tenuti a nominare anche il responsabile per la protezione dei dati, in quanto la nuova normativa sulla privacy lo rende obbligatorio solo per coloro che effettuano un trattamento dei dati su larga scala e non può essere certamente questo il caso di un singolo condominio. Ad avviso dello scrivente è da escludersi la seconda ipotesi, quella cioè che prevede la nomina dell’intero condominio quale responsabile: ciò perché il condominio è già titolare del trattamento dati e, per tale ragione, non può esserne anche il responsabile. Secondo il Gdpr (articolo 4), il titolare del trattamento è «la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o altro organismo che, singolarmente o insieme ad altri, determina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali». Il responsabile del trattamento, al contrario, è «la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o altro organismo che tratta dati personali per conto del titolare del trattamento».

  2. Non è facile vivere in condominio. Alle normali beghe che possono verificarsi durante le riunioni dell’assemblea, quando c’è da decidere sull’approvazione di lavori o sulla ripartizione delle spese, si possono aggiungere le interferenze nella vita privata, frequenti per chi sta a così diretto contatto. Proprio la natura del condominio, che impone una stretta convivenza tra persone estranee, impone il massimo rispetto della riservatezza di ciascuno, oggi più che mai garantita dal GDPR, il nuovo regolamento europeo che tutela la privacy e che ha ricadute anche in ambito condominiale.

  3. È sbagliato pensare al condominio come un ente a sé stante, distinto dai proprietari degli appartamenti, così come invece succede con le società che sono soggetti autonomi e differenti dai propri soci. Come spiegato più volte dalla Cassazione, il condominio non è altro che la sommatoria degli interessi dei vari condomini: è un ente di gestione, privo però di “personalità giuridica”. In buona sostanza non è titolare di propri diritti ma rappresenta i diritti dei vari proprietari. Questo significa che il condominio, in sé, non può rivendicare un proprio diritto alla privacy, né può agire a tutela della privacy dei condomini. Sono questi ultimi i diretti interessati che, se del caso, potranno ricorrere al giudice per far valere eventuali lesioni.

    Nello stesso tempo, però, poiché la gestione del condominio interessa tutti i proprietari, il diritto alla riservatezza si attenua nel momento in cui questi intendono accedere ai dati della gestione, ai documenti dell’amministrazione, all’elenco dei condomini che non sono in regola con i pagamenti. Le regole di privacy nel condominio non consentono di frapporre un muro di omertà attorno a chi non paga le proprie quote. Anzi: l’amministratore è tenuto a fornire i loro nomi ai creditori – i fornitori del condominio che non sono stati pagati – affinché possano agire, con i pignoramenti, prima nei confronti di questi ultimi e poi verso quelli che sono in regola.

    1. L’assemblea di condominio deve attribuire all’amministratore il ruolo di “responsabile del trattamento dei dati” personali dei vari proprietari, almeno per quanto riguarda i dati in suo possesso. Difatti l’amministratore è tenuto a gestire, compilare e custodire il Registro dell’anagrafe condominiale, un documento in cui raccoglie i dati dei vari condomini (proprietari) o degli inquilini (locatari, usufruttuari, comodatari, ecc.). Tale registro non può contenere dati ulteriori rispetto a quelli strettamente necessari per le sue funzioni. Ad esempio, l’amministratore non può chiedere il numero di cellulare dei condomini. Dunque il condominio delega l’amministratore alla messa in atto delle misure adeguate a garantire il rispetto della normativa. La delega, che in passato era facoltativa, ora è obbligatoria.

  4. Si intende regolamentare e nominare l’amministratore di un condominio orizzontale su cui insistono singole unità immobiliari (ville uni/bifamiliari) indipendenti tra di loro. È necessaria la convocazione dei proprietari delle singole unità immobiliari ma non si è a conoscenza di chi sia il proprietario di ciascuna unità. Le visure ipotecarie, fatte dal proprietario di una delle unità immobiliari e da eseguire tramite il servizio fornito dall’Agenzia delle Entrate, violano la “privacy” dei soggetti implicati nella consultazione?

    1. La consultazione dei registri immobiliari, per gli scopi descritti in quesito, è consentita senza che sia necessario ottenere il consenso dell’interessato ai dati in essi contenuti.I registri immobiliari contengono, infatti, delle informazioni (cioè relative gli atti aventi ad oggetto beni immobili) che per legge [1] devono essere pubbliche cioè accessibili a tutti, senza alcuna limitazione di regola: tra queste, ovviamente, anche i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili.I registri immobiliari sono, quindi, delle fonti d’informazione pubbliche e pertanto la loro consultazione non segue le rigide regole in materia di tutela della privacy.Anche se non era necessario, la predetta conclusione è stata altresì confermata dall’Autorità Garante della Privacy, in vari provvedimenti a riguardo, dove è stato esplicitamente precisato che il trattamento di dati provenienti da pubblici registri può essere effettuato anche in assenza del consenso dell’interessato.Resta ovvio che, il soggetto/utente che consulta un registro pubblico, quale quello immobiliare, non potrà utilizzare le informazioni acquisite, ad esempio, a titolo commerciale. In tal caso, sarebbe un utilizzo dei dati, acquisiti legittimamente, trasformatosi in illecito, ma sembra chiaro dal quesito posto, che il lettore non commetterà certo questa mancanza.

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