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Come ottenere la cassaintegrazione

5 Aprile 2020 | Autore:
Come ottenere la cassaintegrazione

Che cosa deve fare il lavoratore per ottenere dalla banca le integrazioni del salario come cassaintegrazione ordinaria, in deroga e assegno ordinario?

Senti ripetere sempre più spesso che tutti i lavoratori dipendenti avranno presto diritto a un’indennità per le ore di lavoro perse a causa dell’epidemia di coronavirus. Anche la tua attività lavorativa è stata sospesa: il l’azienda in cui lavori è chiusa ormai da settimane.

Lo stipendio relativo al mese di marzo non ti è ancora stato corrisposto, in quanto il datore di lavoro si trova in grave crisi e non riesce a retribuire tutti i dipendenti. Dovrebbe però arrivarti l’indennità di cassa integrazione, ma non hai ricevuto un euro: come mai? Chi corrisponde le integrazioni del salario quando il datore di lavoro non può anticiparle, l’Inps oppure la banca, come alcune recenti notizie stanno riportando? Come ottenere la cassaintegrazione?

Hai provato a chiedere notizie al consulente del lavoro, ma il professionista ti ha riferito che non sei tu a dover chiedere la cassa integrazione, ma il datore di lavoro. Peraltro, l’integrazione salariale alla quale la tua azienda ha diritto non è la cassaintegrazione, ma l’assegno ordinario erogato dal Fis dell’Inps. E che cos’è questo Fis?

I “nomi in codice” non ti piacciono, ma apprezzi ancora di meno la scarsa chiarezza d’informazione da parte dei mass media. Quindi sono tutte bugie? Non hai diritto a nulla?

Non è così: se sei un lavoratore dipendente, risulti in forza alla data del 23 febbraio 2019 e l’attività del tuo datore di lavoro ha subito una riduzione o una sospensione, puoi aver diritto, a seconda della categoria e delle dimensioni dell’azienda, alla cassa integrazione ordinaria, all’assegno ordinario o alla cassa integrazione in deroga, a causa dell’emergenza Covid 19.

Puoi anche aver diritto a un anticipo dell’integrazione salariale dalla banca: attenzione, però. Per ottenere la cassaintegrazione, o la diversa integrazione salariale spettante, deve essere per forza il datore di lavoro a richiederla, in quanto la riduzione dell’attività riguarda non solo te, ma l’azienda, o l’unità operativa.

Se il datore di lavoro non chiede nulla, purtroppo l’integrazione del salario non ti spetta. Ma procediamo con ordine.

Che cos’è l’integrazione del salario?

L’integrazione salariale è un’indennità a carico dell’Inps, di un ente bilaterale o delle Regioni- Province autonome, normalmente pari all’80% della retribuzione spettante per le ore non lavorate.

Per l’emergenza coronavirus le aziende possono richiedere:

  • la cassaintegrazione ordinaria;
  • l’assegno ordinario erogato dai fondi bilaterali o dal fondo Fis;
  • la cassaintegrazione in deroga, o Cigd,a carico delle Regioni.

Cassaintegrazione ordinaria per coronavirus

Vediamo in primo luogo a chi spetta la cassaintegrazione ordinaria, o più precisamente quali datori di lavoro possono richiederla, e per quali lavoratori.

La cassaintegrazione ordinaria, o Cig, con causale “emergenza Covid 19 nazionale” (quindi per coronavirus), può essere richiesta dalle aziende che rientrano nel campo di applicazione della cassaintegrazione. Si tratta di:

  • imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, acqua e gas;
  • cooperative di produzione e lavoro assimilabili alle industrie;
  • imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini;
  • cooperative agricole/consorzi, per:
    • attività di produzione/trasformazione/commercializzazione prodotti agricoli;
    • dipendenti tempo indeterminato;
  • imprese produttrici di calcestruzzo;
  • imprese addette ad impianti elettrici/telefonici;
  • imprese di armamento ferroviario;
  • imprese artigiane con attività di escavazione, ad eccezione di quelle che svolgono attività in laboratori con organizzazione e strutture distinte dall’attività di escavazione

La cassaintegrazione è riconosciuta dall’Inps, con pagamento diretto oppure anticipo da parte del datore di lavoro, per un massimo di 9 settimane, sino al 31 agosto 2020.

La procedura di richiesta della cassaintegrazione, per i datori di lavoro, è notevolmente semplificata.

I lavoratori ai quali può essere erogata l’integrazione del salario devono risultare in forza al 23 febbraio 2020. Non è richiesta, come avviene normalmente, un’anzianità di 90 giornate di lavoro nell’unità produttiva.

Assegno ordinario per coronavirus

Se l’azienda non rientra tra quelle destinatarie della Cig, ma è obbligata a versare la contribuzione a un fondo bilaterale o bilaterale alternativo (ad esempio al Fsba, per le aziende artigiane), oppure al fondo residuale Fis dell’Inps, per i settori per i quali non sono stati istituiti fondi bilaterali, può chiedere il riconoscimento dell’assegno ordinario. Si tratta di un’integrazione del salario analoga alla Cig, dovuta per la sospensione o per la riduzione dell’attività.

Se l’azienda è iscritta al Fis, per richiedere l’assegno ordinario con causale “emergenza Covid 19 nazionale” deve occupare mediamente oltre 5 dipendenti.

L’assegno ordinario è riconosciuto dal fondo, con pagamento diretto oppure anticipo da parte del datore di lavoro, per un massimo di 9 settimane, sino al 31 agosto 2020.

La procedura di richiesta dell’assegno ordinario coronavirus, per i datori di lavoro, è notevolmente semplificata. I lavoratori ai quali può essere erogata l’integrazione del salario devono risultare in forza al 23 febbraio 2020.

Cassaintegrazione in deroga

Se l’azienda non rientra tra quelle coperte dalla Cig o dall’assegno ordinario, può richiedere, per la sospensione o la riduzione dell’attività dovuta all’emergenza coronavirus, la cassaintegrazione in deroga. Si tratta di un’integrazione del salario riconosciuta dalle Regioni con decreto e pagata direttamente dall’Inps.

Anche in questo caso, l’integrazione salariale è riconosciuta per un massimo di 9 settimane, sino al 31 agosto 2020, la procedura di richiesta per i datori di lavoro è notevolmente semplificata ed i lavoratori ai quali può essere erogata l’integrazione del salario devono risultare in forza al 23 febbraio 2020.

Pagamento dell’integrazione salariale

Una volta che il datore di lavoro effettua la richiesta e che l’integrazione salariale è autorizzata, chi paga il lavoratore? Per quanto riguarda la cassaintegrazione ordinaria e l’assegno ordinario, il datore può scegliere se anticipare l’indennità al lavoratore e conguagliarla in sede di versamento della contribuzione, oppure se chiedere all’Inps il pagamento diretto. In questo caso, deve inviare telematicamente i modelli SR 41 all’Inps. La cig in deroga può essere erogata solo come pagamento diretto.

Anticipo della cassaintegrazione dalla banca

Di recente, è stato reso noto che il lavoratore ha anche la possibilità di richiedere alla banca un anticipo della Cig, della Cigd o dell’assegno ordinario. Che cosa devi fare dunque per ottenere subito la cassaintegrazione?

Tieni, innanzitutto, presente che il datore di lavoro deve avere inoltrato richiesta della cassa integrazione per emergenza Covid-19, sospendendoti a zero ore e richiedendo di procedere con il pagamento diretto della Cig da parte dell’Inps.

Solo se ci sono questi presupposti, puoi chiedere alla banca l’anticipo dell’integrazione salariale, mediante apertura di credito.

Devi però accertarti:

  • che la tua banca rientri tra quelle che hanno firmato la convenzione per l’anticipo delle integrazioni salariali, altrimenti dovrai rivolgerti ad un’altra banca ed aprire un conto lì;
  • che il modulo fornito dalla banca specifichi l’estinzione del prestito al momento dell’erogazione dell’integrazione salariale.

Quanto anticipa la banca?

È stato detto che la banca anticipa sino a 1400 euro, ma fai attenzione: questo importo è forfettario ed è calcolato sulla base di 9 settimane di sospensione del lavoro a zero ore. Se la riduzione dell’attività è minore, anche l’importo dell’anticipo verrà ridimensionato in proporzione alla riduzione dell’attività.

L’apertura di credito dura 7 mesi e non sono previste garanzie.

Quando arrivano i soldi?

Dopo che avrai richiesto l’anticipo, l’accredito della somma dovrebbe avvenire in brevissimo tempo: non sono però state fornite tempistiche. Il prestito di 1.400 euro, o più precisamente l’apertura di credito, si estingue nel momento in cui l’Inps effettua il versamento della Cig.

Che cosa succede se non autorizzano la cassaintegrazione?

Se per qualche motivo l’Inps non accoglie la domanda di Cig, Cig in deroga o assegno ordinario che cosa succede? La banca in questo caso può rivalersi su di te- lavoratore- e richiederti l’estinzione dell’apertura di credito. Se non paghi, la banca comunicherà al tuo datore di lavoro il saldo a debito del conto corrente e questi verserà gli emolumenti che ti spettano (compresi Tfr e anticipazioni) per estinguere il prestito.



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