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Documenti per successione banca

5 Aprile 2020
Documenti per successione banca

Cosa occorre per sbloccare il conto corrente dopo la morte dell’intestatario?

Quando muore il titolare di un conto corrente, l’istituto di credito procede immediatamente al blocco delle somme fino a quando non vengono identificati tutti gli eredi. È una forma di precauzione finalizzata ad evitare che, ad esempio, qualcuno possa prelevare fino all’ultimo centesimo per poi scappare via senza dire niente a nessuno. Ma quali sono i documenti per la successione da presentare in banca? Entro quanto tempo vengono sbloccate le somme di denaro? E se il conto è cointestato? Niente paura. Trovi le risposte a queste domande nel presente articolo.

Cos’è la successione?

Quando muore una persona si apre la successione, vale a dire la pratica finalizzata a individuare gli eredi del defunto (anche detto de cuius) ai quali verrà trasmesso il suo patrimonio (composto da beni mobili, beni immobili, crediti, debiti, ecc.). L’individuazione del soggetto chiamato all’eredità (pratica nota nel linguaggio giuridico come vocazione) può avvenire per:

  • testamento: in tal caso, si parla si successione testamentaria;
  • legge: in tal caso, si parla di successione legittima.

Una volta chiamato all’eredità, il soggetto è libero di accettare oppure rinunciare con una dichiarazione espressa o tacita.

Fin quando il soggetto chiamato non accetti l’eredità e non sia in possesso dei beni ereditari, il tribunale del circondario in cui si è aperta la successione può – su istanza degli interessati o d’ufficio – nominare un curatore che ha il compito di amministrare il patrimonio ereditario (cosiddetta eredità giacente).

Cosa fare una volta aperta la successione?

Dal giorno dell’apertura della successione (quindi dalla data del decesso) gli eredi devono trasmettere – entro 12 mesi – la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate. In questo modo, l’Ente ha il quadro complessivo del patrimonio ereditario e può calcolare le imposte che gli eredi devono pagare se vogliono entrare in possesso dei beni del defunto (ad esempio della casa, di un terreno, ecc.). Per questo motivo è importante riportare nella dichiarazione gli immobili, i titoli, i debiti, le aziende, le eventuali donazioni e così via. Insomma, tutto ciò che apparteneva al defunto mentre era in vita. 

Attenzione: se non presenti la dichiarazione di successione non puoi ritirare le somme di denaro giacenti in banca.

Non è necessario presentare la dichiarazione di successione se il patrimonio ereditario non:

  • è superiore a 100.000 euro;
  • comprende immobili (ad esempio, appartamenti, terreni, ecc.) o diritti reali immobiliari (usufrutto, servitù, ecc.).

Le due condizioni devono sussistere entrambe.

Cosa accade al conto corrente del defunto?

Se la persona che è morta era titolare di un conto corrente, la banca effettua il blocco temporaneo del conto fino a quando non sarà conclusa la pratica di successione. In questo modo, nessuno potrà prelevare nulla, neppure dieci euro.

A questo punto, possiamo distinguere due ipotesi.

Conto corrente intestato solo al defunto

Se il defunto era l’esclusivo titolare del conto, la banca procede al blocco fino a quando non vengono individuati tutti gli eredi. Quindi, ad esempio, la moglie non può prelevare denaro, a meno che la banca non l’autorizzi per sostenere le sole spese del funerale. Si tratta di una precauzione che la banca mette in atto per evitare eventuali diatribe, ad esempio che qualcuno possa far “sparire” il denaro.

Ma non è tutto. L’istituto bancario provvede a bloccare anche eventuali deleghe concesse in vita dal defunto a soggetti terzi (ad esempio, al coniuge, al figlio, ecc.), i quali non possono compiere alcuna operazione fino a quando la pratica di successione non sarà terminata.

Conto corrente cointestato

In tal caso, i titolari del conto sono due o più persone. Pensa, ad esempio, al marito che ha aperto un conto cointestato con la moglie per avere un maggior controllo delle spese.

Ebbene, se il conto corrente cointestato è:

  • a firma congiunta: vuol dire che ogni operazione può essere effettuata solo con l’autorizzazione di tutti gli altri contitolari. Pertanto, la banca dapprima provvede al blocco totale del conto e, una volta conclusa la successione, deve ripartire le somme tra gli eredi in base alle rispettive quote;
  • a firma disgiunta: ciascun contitolare può operare liberamente, senza il consenso degli altri. Se uno dei contitolari muore, quello superstite ha il diritto di disporre della propria quota (ad esempio, il 50%), mentre la parte restante (l’altro 50%) viene bloccata per essere poi suddivisa tra gli eredi. Tuttavia, la banca può anche decidere di bloccare l’intero conto per evitare eventuali contenziosi con gli eredi.

Come puoi comprendere, il blocco del conto è una misura temporanea e cautelativa.

Documenti per successione banca

Ed eccoci arrivati al nocciolo della questione. Dopo il decesso del de cuius, gli eredi devono trasmettere alla banca i seguenti documenti:

  • il certificato di morte del titolare del conto; 
  • l’atto di notorietà o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Nel primo caso, si tratta di un atto pubblico reso dinanzi al notaio o al cancelliere del tribunale, mentre nel secondo caso si tratta di una dichiarazione resa e sottoscritta direttamente dall’interessato. Quanto al contenuto, entrambi i documenti attestano i fatti che riguardano la devoluzione dell’asse ereditario. È necessario indicare che non vi siano altri eredi all’infuori di quelli elencati e che gli stessi abbiano capacità di agire;
  • copia conforme di un eventuale testamento;
  • copia della dichiarazione di successione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, da cui si evince chiaramente il complesso dei beni ereditari (tra cui il conto bancario);
  • l’attestazione di avvenuto pagamento delle imposte calcolate dall’Agenzia delle Entrate in base al valore dei beni ereditari.

Naturalmente, insieme alla suddetta documentazione occorre restituire alla banca le carte di credito, i bancomat, il libretto con gli assegni non utilizzati, ecc.



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1 Commento

  1. buongiorno, la nostra banca dopo aver ricevuto tutti i documenti sopra elencati ha preteso per liquidare il conto corrente di mia madre che noi fratelli (siamo 3, di cui uno residente all’estero) ci presentiamo a firmare un non so quale documento, senza presentarci tutti e 3 si rifiuta di versare i soldi dal conto di mia madre ai nostri 3 conti (ognuno intestato ad uno di noi). Il problema è che in questo momento non è possibile rientrare in Italia dall’estero a causa della situazione Covid. E’ una pretesa coerente quella della Banca? c’è un modo alternativo affinchè si possa procedere con la liquidazione?

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