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Come diventare giudice amministrativo

28 Agosto 2020 | Autore:
Come diventare giudice amministrativo

Procedure, norme, concorsi, consigli utili per diventare magistrato. Informazioni sulla strada da seguire per fare il lavoro dei tuoi sogni.

Molti ragazzi sognano di diventare magistrato: è il desiderio di tutta una vita e per questo motivo intraprendono uno specifico percorso universitario.

L’iter da seguire è lungo e complesso, ma raggiungere il traguardo non è impossibile. Bisogna studiare tanto, avere una buona preparazione e spirito di sacrificio, esercitarsi molto nella scrittura, essere determinati e avere un forte desiderio di arrivare alla meta. Si tratta di elementi essenziali per superare il concorso in magistratura: non ci si improvvisa giudici, ma è necessario essere selezionati attraverso un’apposita procedura pubblica.

In questo articolo, intendiamo fornire qualche chiarimento sul ruolo del magistrato e soprattutto dare delle indicazioni su come diventare giudice amministrativo. Infatti, il magistrato (o referendario) del Tar segue un percorso ulteriore rispetto a quello del giudice ordinario.

Occorre, quindi, partire con alcune distinzioni preliminari indispensabili per evitare di generare inutili confusioni.

Che cosa si intende per magistratura?

Il riferimento principale alla magistratura è contenuto nella Costituzione. Attraverso la nostra carta fondamentale è, infatti, possibile conoscere le caratteristiche essenziali dell’attività di amministrazione della giustizia.

Secondo quanto stabiliscono le disposizioni in essa contenute, il cosiddetto ordine giudiziario è autonomo e indipendente rispetto a ogni altro potere dello Stato. I giudici sono, infatti, sottoposti soltanto al rispetto della legge e all’autorità del loro organo di autogoverno, ossia il Consiglio superiore della magistratura. A quest’ultimo e a nessun altro spetta la possibilità di assumerli, traferirli, sanzionarli, assegnarli a una sede o promuoverli.

Il magistrato deve osservare una serie di prescrizioni nell’esercizio delle sue funzioni. In particolare, egli deve essere terzo e imparziale rispetto agli interessi coinvolti nella questione sottoposta alla sua attenzione; in altri termini, non deve avere alcun legame con le parti in causa e non può compiere favoritismi per nessuno.

Tipologia di giudici: quali sono?

In Italia, non è possibile istituire giudici speciali o giudici straordinari, ma è consentito prevedere delle sezioni specializzate in determinate materie (pensa, ad esempio, alle sezioni sull’immigrazione) all’interno della magistratura ordinaria. In altri termini, non è possibile istituire figure diverse da quelle naturalmente previste dal nostro ordinamento giudiziario.

Fatte queste premesse, occorre però evidenziare come, per ragioni organizzative, di efficienza ed efficacia e di corretto funzionamento degli uffici, le competenze dei vari giudici possono essere diverse. In particolare, la distinzione principale è quella tra:

  • magistratura requirente: è rappresentata dal complesso dei giudici che lavorano presso l’ufficio del pubblico ministero e costituiscono la cosiddetta pubblica accusa;
  • magistratura giudicante: appartengono a tale specie i giudici chiamati a decidere sulla questione sottoposta alla loro attenzione e a trovare una soluzione (sono coloro che pronunciano le sentenze).

All’interno di quest’ultima categoria occorre poi differenziare tra:

  • magistratura ordinaria: si tratta dei giudici che si occupano della maggior parte delle controversie, ossia quelle di carattere civile e quelle di natura penale;
  • magistratura contabile: è affidata alla Corte dei Conti e si riferisce a tutte le questioni relative alla contabilità dello Stato e degli enti pubblici;
  • magistratura militare: ha giurisdizione sui reati militari commessi dalle forze armate;
  • magistratura amministrativa: si compone dei tribunali amministrativi regionali e del Consiglio di Stato e si occupa di tutti i ricorsi presentati contro atti e provvedimenti degli organi dello Stato o di altri enti pubblici.

Come funziona il concorso in magistratura?

Eccezion fatta per le ipotesi in cui è possibile nominare dei magistrati onorari con funzioni limitate e per un periodo di tempo determinato, al ruolo di giudice si accede soltanto per pubblico concorso.

La selezione si svolge di solito con cadenza annuale, nel periodo di giugno, e si compone di tre prove scritte (tre temi di diritto) e una orale (esame svolto dalla commissione su più di dieci materie).

La sede del concorso è sempre Roma: non sono previste possibilità di decentramento (come avviene, per esempio, nei concorsi per il personale scolastico).

Per poter accedere al concorso bisogna avere i requisiti richiesti dal bando e occorre contribuire alle spese concorsuali con un versamento di circa cinquanta euro. In particolare, è indispensabile essere in possesso della laurea in giurisprudenza e di un ulteriore titolo di idoneità, quale, ad esempio, l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato o il diploma post laurea conseguito presso una scuola di specializzazione per le professioni legali.

Se si superano tutte le prove messe a concorso e si entra in graduatoria tra gli idonei vincitori, occorre prestare formale giuramento e accettare la sede di assegnazione indicata dal Csm. Prima di prendere pieno possesso delle proprie funzioni occorre, però, svolgere un periodo di tirocinio con affiancamento a un giudice più anziano.

Il concorso in magistratura consente di accedere all’attività ordinaria, ossia alla giurisdizione civile e a quella penale. Se però si vuole diventare giudice amministrativo, gli sforzi non si possono limitare alla prima selezione.

Come si diventa magistrato amministrativo?

La magistratura amministrativa si occupa di quel complesso di condizioni che nel nostro ordinamento prendono il nome di interessi legittimi, ossia di quelle situazioni giuridiche di cui è titolare un soggetto privato rispetto a una qualsiasi Pubblica Amministrazione.

Per accedere a tale carriera non è sufficiente possedere la laurea in giurisprudenza, ma occorre avere, in prima battuta, tutti i titoli necessari per partecipare al concorso come magistrato ordinario. A tali requisiti, poi, se ne aggiungono altri specificamente previsti per il ruolo che si vuole ricoprire.

Possono presentare domanda soltanto:

  • magistrati ordinari;
  • magistrati contabili o militari;
  • avvocati e procuratori dello Stato alla seconda classe di stipendio;
  • docenti delle università in materie giuridiche;
  • avvocati con almeno otto anni di iscrizione all’albo professionale;
  • dipendenti delle regioni e degli enti pubblici locali appartenenti alla qualifica dirigenziale muniti di laurea in giurisprudenza;
  • consiglieri regionali, provinciali e comunali con laurea in diritto.

Per diventare giudice amministrativo, oltre alle condizioni previste dal bando, occorre superare quattro prove in materie giuridiche, di cui due in diritto amministrativo (una scritta e una pratica). Segue una prova orale su tutte le materie dello scritto (privato, amministrativo e scienze delle finanze) alle quali si aggiungono diritto costituzionale, penale, internazionale, procedura civile e penale, lavoro ed economia politica.

Soltanto a conclusione delle prove, dopo aver valutato i titoli di ciascun candidato, la commissione stilerà la graduatoria dei vincitori.



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