Diritto e Fisco | Articoli

Quando l’insegnate minaccia l’alunno: reato di abuso dei mezzi di correzione

9 ottobre 2013


Quando l’insegnate minaccia l’alunno: reato di abuso dei mezzi di correzione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 ottobre 2013



La quotidiana vessazione nei confronti dei bambini sviluppa un pericolo di malattia nel corpo e nella mente: scatta il reato di abuso dei mezzi di correzione per l’insegnante che strattona e minaccia l’alunno vivace.

O con le buone o con le… buone! L’educazione e la disciplina, a scuola e nella vita, si possono infatti insegnare senza bisogno di generare paure e psicosi negli alunni. A dirlo è la Cassazione che, con una sentenza di ieri, è tornata a definire il reato di abuso dei mezzi di correzione in cui cadono spesso gli insegnanti dalla “mano pesante”.

Così, la Suprema Corte ricorda che una quotidiana vessazione della maestra nei confronti dei bambini, quando rischia di sviluppare un pericolo di malattia nel corpo e/o nella mente, è considerata dalla nostra legge un reato.

L’illecito in questione si chiama “abuso dei mezzi di correzione” e ricorre quando i modi bruschi e violenti (tra cui strattoni, spinte, sculacciate) si concretizzano in una condotta basata sulla quotidiana vessazione nei confronti dei piccoli sviluppando un pericolo di malattia nel corpo e/o nella mente degli alunni.

Ovviamente, in questi casi, sarà necessario procurarsi una valida prova testimoniale prima di procedere ad avventate denunce contro gli insegnanti. Nel caso deciso dalla Cassazione, infatti, l’accusa era stata avvalorata dalle deposizioni testimoniali.

note

[1] Cass. sent. n. 41571 dell’8.10.2013.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI