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Importazione prodotti cinesi: quali documenti per rivenderli?

11 Aprile 2020
Importazione prodotti cinesi: quali documenti per rivenderli?

Volevo sapere quali certificazioni devono fornirmi i produttori cinesi per importare in Italia, per rivendere online, depilatori elettronici laser uomo-donna. Peraltro so che spesso possono essere falsi quelli forniti.

Prima di poter essere venduti sul mercato europeo i prodotti devono soddisfare gli standard tecnici fissati dalle diverse direttive in materia di sicurezza dei prodotti e presentare (sul prodotto stesso, sul suo imballaggio o sui documenti di accompagnamento) la marcatura CE, cioè quel marchio con cui si dichiara che quel determinato prodotto è conforme agli standard tecnici europei prescritti per la categoria cui appartiene.

Nel caso si tratti di merci importate da Paesi extra-UE, il soggetto responsabile della veridicità della dichiarazione in cui si concreta appunto la marcatura CE è l’importatore, che è quindi il soggetto tenuto a far eseguire tutti i controlli necessari.

Normalmente, tutti i dispositivi elettronici devono riportare il marchio CE; per la precisione, la marcatura CE dei prodotti elettrici ed elettronici è una procedura obbligatoria per tutti i prodotti disciplinati dalle direttive comunitarie “bassa tensione e compatibilità elettromagnetica” (la direttiva di riferimento è la 2014/35/UE “Bassa tensione (LVD)” che disciplina i prodotti e componenti elettrici che funzionano tra 50 e 1.000 V in corrente alternata e tra 75 e 1.500 V in corrente continua).

Il marchio CE è impresso dal produttore dietro rilascio della dichiarazione di conformità, cioè della dichiarazione che il suo prodotto è conforme ai requisiti di sicurezza e salute previsti dall’UE.

Il problema, tuttavia, è che un produttore extra-UE non è tenuto a produrre o fornire un bene conforme alle direttive europee; pertanto, se una ditta italiana vuole comprare prodotti dalla Cina e si accorge che questi non hanno la marcatura CE, non potrà lamentarsi con l’impresa cinese la quale, come detto, non è obbligata a produrre merce conforme alle direttive europee. La vendita sul mercato europeo, dunque, diventa un problema dell’importatore che intende rivendere quella merce.

Come detto, quando i prodotti vengono realizzati al di fuori dell’Unione Europea (ad esempio, in Cina), è l’importatore ad essere responsabile della garanzia del rispetto della direttiva vigente per la marcatura CE.

Importare un prodotto non conforme agli standard dell’Unione Europea comporta due rischi:

  • il blocco della merce alla dogana;
  • l’impossibilità di mettere sul mercato il prodotto, pena il rischio di dover ritirare la merce e risarcire gli eventuali danni cagionati ai consumatori per la difformità alle direttive comunitarie, o comunque di dover procedere al rimborso del prezzo.

Per questi motivi, quando si selezionano i fornitori/produttori, occorre farsi garantire in anticipo la conformità CE.

La dichiarazione di conformità è un documento rilasciato dal produttore attestante che la merce è conforme a tutte le direttive comunitarie vigenti e, nello specifico, a quelle che disciplinano gli standard qualitativi e tecnici di quella determinata categoria di prodotto. La dichiarazione di conformità deve dunque elencare le direttive comunitarie specifiche a cui il prodotto è conforme.

È purtroppo noto che molti fornitori cinesi rilasciano una dichiarazione di conformità che attesta solo formalmente il rispetto delle normative, mentre in realtà il prodotto potrebbe essere ugualmente pericoloso.

In casi del genere, per essere certi della reale conformità alle direttive UE, è bene assicurarsi che il prodotto sia stato sottoposto a specifico test da parte di apposite società che si occupano di verificare la concreta conformità del prodotto alle direttive europee.

In alcuni casi i test svolti da società terze sono previsti dalle leggi: ciò significa che la dichiarazione di conformità rilasciata dal fornitore si deve basare su test svolti da una società terza autorizzata al controllo.

Dunque, per evitare di incorrere in responsabilità nei confronti degli acquirenti, è bene chiedere al fornitore/produttore non solo la dichiarazione di conformità, ma anche che i prodotti siano stati testati, con conseguente obbligo di indicare di quale società si tratti.

Oltre alla dichiarazione di conformità, il produttore è tenuto anche a rilasciare un fascicolo tecnico. Questo documento riguarda gli aspetti tecnici di un prodotto collegati alle procedure e ai documenti di collaudo e di controllo qualità.

Il fascicolo tecnico deve contenere:

  • la descrizione dei prodotti
  • lo schema di progettazione, disegni, circuiti elettrici e schemi dei circuiti (se elettrici), schemi dei componenti, sottoinsiemi, elenco delle parti;
  • l’elenco delle normative applicate integralmente o in parte
  • il test e le procedure di controllo qualità (da svolgere in sede o da parte di società terze);
  • i verbali di prova e i registri del controllo qualità;
  • la marcatura e l’etichettatura delle copie;
  • le copie delle istruzioni per l’uso.

Ad ogni modo, le informazioni specifiche contenute in un fascicolo tecnico vengono delineate nella direttiva CE di riferimento del prodotto. A differenza della dichiarazione di conformità, il fascicolo tecnico non deve essere pubblicato o messo a disposizione dei rivenditori o del cliente diretto. L’importatore deve presentare il fascicolo tecnico solo se richiesto dalle autorità comunitarie o locali.

Tirando le file di quanto detto sinora, chi intende importare dalla Cina per poi rivendere in Europa deve essere sicuro della conformità alle direttive CE e richiedere, oltre alla dichiarazione di conformità con conseguente marcatura del prodotto, anche il fascicolo tecnico. È bene poi effettuare tutti gli ulteriori controlli che si ritengono più opportuni, tipo contattare la società che ha testato il prodotto, verificare che il fascicolo tecnico sia completo ed esaustivo, ecc. Il consiglio è di acquistare solamente prodotti che siano stati testati da società terze che si occupano specificamente di questo aspetto.

Esistono siti online che permettono l’importazione di prodotti dalla Cina garantendone la conformità alle direttive europee (ad esempio, la piattaforma Yakkyofy.com): potrebbe essere un buon canale per ottenere merci sicure.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



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