Coronavirus: com’è cambiato il virus

5 Aprile 2020
Coronavirus: com’è cambiato il virus

L’analisi sulle variazioni virali, spiegata dal Colonnello dell’Esercito Florigio Lista.

Il direttore del dipartimento scientifico del Policlinico Militare del Celio, il Colonnello dell’Esercito Florigio Lista, in campo dall’inizio dell’emergenza Covid-19, spiega le ultime scoperte all’Adnkronos Salute. L’Iss, in particolare, ha isolato in laboratorio il coronavirus e poi il dipartimento scientifico lo ha sequenziato e analizzato.

“Il nuovo coronavirus possiede 29 mila lettere che caratterizzano la sua sequenza genetica. Per un confronto, l’uomo ne possiede 3,3 miliardi, i batteri qualche milione. Sono proprio come lettere messe in sequenza dalla prima all’ultima, che abbiamo potuto ‘contare’ e studiare per schedarne ogni caratteristica, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità. E’ il suo codice genetico, attraverso il quale il virus si replica. E abbiamo scoperto che il ceppo di provenienza è unico, ma in Italia si sono registrate alcune variazioni. Sono informazioni importanti soprattutto per studiare un vaccino efficace”.

Lo studio del Sars-Cov-2, pubblicato su ‘Eurosurvelliance’ insieme a una serie di altri autori da varie istituzioni sanitarie italiane, è avvenuto attraverso “l’analisi di tamponi positivi – evidenzia Lista – dai quali si estrae l’Rna e si sequenzia. In questo caso abbiamo confrontato i campioni del paziente 1 di Codogno e della coppia di coniugi cinesi provenienti da Wuhan, ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma. In entrambi i casi, nella sequenza genetica virale, ci sono delle variazioni: 4 variazioni che differenziano il ceppo di Codogno da quello di riferimento cinese e 6 variazioni fra il ceppo di Codogno e quello del turista cinese. Abbiamo dunque osservato una variazione del genoma del virus ‘italiano’ sia rispetto al virus rilevato in Cina, sia a quello del paziente cinese a Roma. E’ come se ci fossero quattro mattoncini diversi all’interno dei 29mila totali. Ed è come se il virus avesse fatto ‘scalo’ in Europa e abbia metaforicamente indossato delle “collane speciali”. Così si traccia il viaggio del coronavirus e da qui si comprende anche che abbia fatto una tappa in Germania prima di arrivare da noi”.

“Il dipartimento scientifico – spiega il direttore – da circa 10 anni è inserito in una rete dei più avanzati laboratori europei che si occupano di biodifesa (tracciamento geneticodegli aggressivi biologici e dei virus rari). Il dipartimento del Policlinico Militare dipende dal Comando Logistico dell’Esercito ed è costituito da circa 40 unità (tra medici, biologi, ricercatori e tecnici) di tutte le Forze Armate e alla sue dipendenze vi è anche il neocostituito Centro Veterani della Difesa”.

Sono oltre 220 tra medici e infermieri della sanità militare impiegati su disposizione del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini nei vari ospedali civili (in particolare in Lombardia) e in alcuni degli ospedali da campo costruiti (Piacenza, Jesi, Crema, Cremona, Bergamo). Inoltre, altro personale sanitario è impiegato nell’ospedale militare del Celio di Roma e nel dipartimento Militare di medicina di Milano.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube