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Parcella notaio per rinuncia all’eredità

27 Giugno 2020
Parcella notaio per rinuncia all’eredità

Rivolgersi al notaio per rifiutare i beni del defunto: quali sono i costi?

Dopo la morte di un familiare sei stato chiamato all’eredità. Il defunto ha lasciato un testamento in cui sono scritte, per filo e per segno, le sue ultime volontà. Non sai come comportarti, è la prima volta che ti capita una cosa del genere. Se ci sono dei debiti, puoi rifiutare? A chi bisogna rivolgersi? Quali sono le spese da sostenere? Se ci devi rimettere i tuoi soldi, tanto vale non accettare nulla. In questo articolo parleremo, in particolare, della parcella del notaio per la rinuncia all’eredità. Quindi, mettiti comodo e prosegui nella lettura.

Rinuncia all’eredità: cos’è?

Se l’eredità non è così proficua, perché ci sono molti debiti, sorge il desiderio di rinunciarci. La decisione di non voler accettare il patrimonio ereditario può essere fatta solo dopo l’apertura della successione, entro il termine di 10 anni (o di 3 mesi qualora tu sia in possesso dei beni ereditari). Ti faccio un esempio.

Tizio abita insieme al nonno Caio nella casa di proprietà di quest’ultimo. Alla sua morte, il nonno lascia a Tizio la casa e alcuni debiti.

Nell’esempio riportato, è chiaro che Tizio ha solo 3 mesi di tempo per decidere se accettare o meno l’eredità lasciata dal nonno. In caso contrario, si verifica quella che viene chiamata accettazione tacita. In altre parole, l’erede compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare.

Tuttavia, chiunque abbia interesse (ad esempio, un creditore del defunto) può chiedere al tribunale che sia fissato un termine preciso, trascorso inutilmente il quale l’erede perde il diritto sia di accettare che di rinunciare all’eredità.

Rinuncia all’eredità: come farla? 

Per rinunciare all’eredità puoi rivolgerti:

  • al notaio: in tal caso, devi firmare una dichiarazione in cui manifesti espressamente la volontà di rifiutare il patrimonio ereditario del defunto (de cuius). Sarà poi cura del notaio, entro dieci giorni, chiedere che la rinuncia sia inserita nel registro delle successioni presso il tribunale in cui si è aperta la successione;
  • al cancelliere del tribunale (del luogo in cui si è aperta la successione): in tal caso, devi recarti nella sezione della volontaria giurisdizione e compilare un apposito modello.

In entrambi i casi, dovrai munirti della seguente documentazione:

  • certificato di morte del de cuius;
  • certificato di residenza o domicilio del defunto;
  • copia del documento di identità valido e del codice fiscale del rinunciante;
  • copia del codice fiscale del defunto;
  • copia autentica dell’eventuale testamento;
  • copia autentica dell’autorizzazione del giudice tutelare (se il rinunciante è minorenne oppure interdetto);
  • un’autocertificazione con l’elenco di tutti gli eredi.

Rinuncia all’eredità: caratteristiche

La dichiarazione di rinuncia all’eredità non può essere parziale, né può contenere condizioni o termini. Ti faccio un esempio.

Tizio è chiamato all’eredità di Caio e dichiara di voler rinunciare solo al suo pezzo di terreno, ma accetta tutto il resto (la villa, la barca, i soldi, ecc.).

Nell’esempio riportato, la dichiarazione di rinuncia contiene una limitazione, pertanto è nulla (ossia non produce alcun effetto). Stesso discorso vale se la rinuncia viene fatta prima della morte del de cuius. Pensa, ad esempio, al malato grave che ha i giorni contati.

La revoca della rinuncia è ammessa a condizione che:

  • l’eredità non sia stata accettata da altri eredi;
  • non siano passati 10 anni.

Parcella notaio per rinuncia all’eredità

Se hai intenzione di recarti dal tuo notaio di fiducia, sappi che la parcella per la rinuncia all’eredità varia da professionista a professionista. In ogni caso, devi pagare:

  • 200 euro da versare all’Agenzia delle Entrate tramite modello F23. La ricevuta del versamento va poi consegnata al cancelliere della sezione di volontaria giurisdizione del tribunale in cui si è aperta la successione;
  • 16 euro di marca da bollo da apporre sulla dichiarazione della rinuncia.

Diciamo che, solitamente, il costo totale della pratica per la rinuncia all’eredità dinanzi al notaio si aggira intorno ai 750-800 euro circa. 

Rinuncia all’eredità: quali sono gli effetti?

Se hai scelto di rinunciare all’eredità, la tua parte viene suddivisa equamente fra gli altri coeredi testamentari o legittimi a seconda che ci sia o meno un testamentoTi faccio un esempio che ti aiuti a capire.

Alla sua morte, Tizio lascia l’eredità alla moglie Caia e ai due figli, Sempronio e Mevio. Se Caia rinuncia, la sua quota viene spartita tra i due figli in parti uguali.

Una volta che hai rinunciato all’eredità non sarai chiamato a rispondere di eventuali debiti ereditari, contratti dal defunto quando era ancora in vita. Inoltre, la rinuncia opera retroattivamente, nel senso che sarai considerato come se non fossi mai stato chiamato.

Va precisato, altresì, che non è ammessa la rinuncia dietro corrispettivo o a favore di altri chiamati all’eredità. In caso contrario, la rinuncia equivale ad accettazione dell’eredità.

Da ultimo, chi rinuncia all’eredità non deve presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate. In pratica, si tratta di un documento – da trasmettere entro 12 mesi dalla data del decesso – finalizzato ad indicare il complesso dei beni ereditari del defunto (immobili, titoli, donazioni, ecc.) su cui poi l’Ente deve calcolare le imposte che gli eredi devono pagare se hanno intenzione di entrare nel possesso dei suddetti beni.

Rinuncia all’eredità: da chi può essere impugnata?

Possono impugnare la rinuncia:

  • i creditori del defunto, i quali possono chiedere al tribunale l’autorizzazione ad accettare l’eredità in nome e luogo del loro debitore. In questo modo, possono soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti;
  • il rinunciante: questo è il caso che si verifica quando l’erede ha rinunciato dietro minaccia oppure perché preso con l’inganno.

L’impugnazione è ammessa entro 5 anni che decorrono, nel primo caso, dalla rinuncia, nel secondo caso, dal momento in cui è cessata la minaccia o è stato scoperto il raggiro.



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