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Caldaia a meno di due metri dal confine con il vicino: nessuna pericolosità a priori

9 Ottobre 2013
Caldaia a meno di due metri dal confine con il vicino: nessuna pericolosità a priori

La sola caldaia può stare a meno di due metri dal confine, salvo che alla medesima distanza si trovino anche i tubi del gas che da essa si irradiano nell’abitazione.

Cisterne, condutture e tubi del gas metano devono stare a non meno di due metri dal confine con la proprietà del vicino di casa: a prescriverlo è il codice civile [1] per via dei rischi connessi a tali oggetti. Ma questa norma non si applica alla caldaia. Infatti non si può presumere che tale apparecchio abbia una sua intrinseca e assoluta pericolosità; esso pertanto può ben essere installato e restare a meno dei due metri dal confine. A dirlo è una sentenza di ieri della Cassazione [2].

Non rileva che, secondo la comune esperienza, la caldaia sia collegata proprio alle tubazioni del gasolio che da essa si diramano all’interno dell’abitazione. Va, infatti, specificamente provato che anche tali tubi si trovino a meno di due metri dal confine. Diversamente, non si può lamentare una generica situazione di pericolo solo per la presenza di una caldaia. Infatti, la presunzione di assoluta pericolosità vale esclusivamente per le condutture all’interno delle quali c’è “un flusso costante di sostanza liquida o gassosa”.

Dunque, non basta lamentare il fatto che la caldaia si trovi a meno di due metri dal confine per chiederne la rimozione; al contrario, bisognerà anche provare che, alla medesima distanza, si trovino – collegati alla caldaia – i tubi con il gas.


note

[1] Cass. sent. n. 22888/13 dell’8.10.2013.


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