Coronavirus: bonus 600 a rischio per molti professionisti

6 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: bonus 600 a rischio per molti professionisti

Se non ci sarà un rifinanziamento dell’agevolazione, il 40% degli aventi diritto potrebbe restare a mani vuote. Ecco chi ha la priorità.

Mentre alcune Casse di previdenza si preparano ad erogare i primi soldi ai loro iscritti, per 4 professionisti su 10 il bonus da 600 euro, introdotto dal Governo come misura di sostegno per gli effetti negativi del coronavirus, rischia di restare una chimera. È una questione tecnica: se non ci saranno le risorse economiche per coprire tutte le richieste, il 40% degli aventi diritto potrebbe rimanere all’asciutto.

In pratica, come spiega questa mattina il Sole 24Ore partendo dai dati forniti dalle Casse, quasi 552mila iscritti alla previdenza privata potrebbero legittimamente aspirare all’indennità di 600 euro, almeno sulla carta e in base ai redditi 2018 dichiarati l’anno scorso. In pratica, il 57% del totale degli iscritti al sistema della previdenza libero professionale (dato, però, che comprende anche i pensionati attivi, esclusi dal bonus).

Restano fuori, invece, architetti e ingegneri perché Inarcassa non ha la disponibilità dei dati sui redditi dei propri iscritti. Esclusi anche i farmacisti, ma in questo caso perché la loro contribuzione non è legata al reddito. E comunque, come fanno notare a Enpaf, i farmacisti sono tra le professioni in prima linea e, pertanto, il calo dell’attività, tranne che in determinati casi, è meno evidente. Inoltre, va detto che quelli forniti dalle Casse sono i redditi professionali, mentre per l’accesso all’indennità vanno considerati pure eventuali redditi di locazione.

Numeri alla mano, i 200 milioni stanziati consentono di coprire solo 333.333mila richieste, cioè il 60% degli aventi diritto potenziali. Significa, quindi, che 4 su 10 tra i professionisti cui spettano i 600 euro (quasi la metà) rischia di restare a mani vuote, in attesa di un potenziamento della misura. Un rischio concreto se si pensa che già il 3 aprile si era superata la quota di oltre 376mila domande.

In prima fila tra i potenziali beneficiari dell’indennità ci sono gli psicologi (nove su dieci hanno dichiarato un reddito inferiore a 50mila euro), i geometri e gli iscritti all’ente pluricategoriale (chimici, attuari, fisici, geologi, dottori agronomi e forestali). Seguono la grande massa degli avvocati: sugli oltre 240mila iscritti alla Cassa forense, ben 90mila hanno dichiarato redditi sotto i 20mila euro e altri 60mila restano comunque al di sotto dei 50mila euro.

Più indietro agrotecnici, commercialisti, periti agrari, ragionieri, periti industriali e veterinari. Per non parlare dei notai che – come prevedibile – sono quelli meno esposti.

I primi pagamenti dovrebbero iniziare questa settimana, anche se le casse vogliono attendere ancora qualche giorno per avere maggiori chiarimenti sulla dinamica dell’agevolazione, in particolare proprio sulla copertura totale.



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