Prescrizione buoni postali

6 Aprile 2020 | Autore:
Prescrizione buoni postali

Entro quale termine puoi riscuotere le somme in giacenza alle poste e, con esse, gli interessi maturati?

Fare degli investimenti è sempre una scelta importante anche perché, in momenti storici come questo, può essere un’arma a doppio taglio: chi aveva del denaro investito, con la pandemia in atto, si è visto volatilizzare una parte cospicua del proprio capitale a seconda della tipologia di rendimento prescelto. In questo ambito, i buoni fruttiferi sono di certo un investimento a bassissimo rischio, che permette al risparmiatore di avere la certezza quasi assoluta di non perdere il proprio capitale e di ottenere negli anni la maturazione di interessi. Ovviamente, per ottenere dei frutti, occorrerà lasciare quelle somme in giacenza per molto tempo. Ma qual è il rischio? Quello di dimenticarne l’esistenza e di ricordarsene troppo tardi. Se ti sei ricordato di avere titoli a te intestati, grazie all’idea dei tuoi nonni, e vuoi sapere quando matura la prescrizione buoni postali, basterà leggere questo articolo.

Cosa sono i buoni postali?

Sono dei titoli di credito che permettono al risparmiatore di avere, dopo il decorso di un certo lasso di tempo, la restituzione delle somme versate, oltre ad un’ulteriore somma, a titolo di interessi maturati.

Sono chiamati buoni postali proprio perché sono dei titoli emessi dalla società Poste italiane e, quindi, garantiti direttamente dallo Stato (in particolare, dalla Cassa depositi e prestiti, società a partecipazione statale).

Una volta rilasciati, non può essere più cambiata l’intestazione originaria dei titoli, visto che si tratta di titoli di credito nominativi, non cedibili a terzi. I buoni postali possono anche essere cointestati ad un numero non superiore di quattro persone, con la possibilità di ottenere un rimborso disgiunto per ciascun intestatario.

Per emettere questi titoli basta recarsi presso un qualsiasi ufficio postale, o anche tramite servizio internet. Ai tempi esistevano solo i buoni cartacei, che venivano preziosamente conservati mentre, oggi, girano per lo più i formati dematerializzati.

Se hai dei dubbi sull’esistenza o meno di buoni a tuo nome, puoi fare chiarezza, facendo richiesta ad un qualsiasi ufficio postale. Pagando una commissione per la ricerca da effettuare, di pochi spiccioli, dovrai fare un’istanza indicando le tue generalità, in modo tale da permettere ai responsabili di fare le dovute ricerche presso le banche dati e, così, avere un riscontro certo.

Tassi di rendimento

Tempo fa, i tassi di rendimento dei buoni postali erano davvero incredibili: dopo trent’anni di interessi maturati, il risparmiatore riusciva a riscuotere anche il doppio del capitale depositato.

Oggi, invece, la situazione è cambiata e i tassi di rendimento si sono allineati agli investimenti a basso rischio previsti dalle banche:

  • investimenti fino a sei anni sono garantiti con un rendimento allo 0,35%;
  • investimenti a dodici anni, possono fruttare fino all’1% annuo;
  • i buoni ordinari, a vent’anni, possono fruttare l’0,80% ogni dodici mesi;
  • il rendimento più alto è previsto per i minorenni, per i quali il buono frutterà il 2,50% fino al raggiungimento della maggiore età.

Quando possono essere riscossi?

Secondo la legge [1], i buoni postali fruttiferi emessi fino al 27 dicembre 2000, possono essere riscossi entro la fine del trentesimo anno solare successivo a quello di emissione. E, infatti, nel loro retro può leggersi la frase: “dal 1° gennaio del trentunesimo anno solare successivo a quello di emissione, il buono non riscosso cessa di essere fruttifero”.

Da quella data, la durata dei buoni è mutata; pertanto, per i titoli venuti ad esistenza dal 28 dicembre 2000, la durata sarà ventennale. Oggi abbiamo anche dei titoli particolari, detti buoni fruttiferi postali a 3 anni plus, con scadenza triennale e che permettono, quindi, un investimento a breve termine con una maturazione di interessi, ovviamente, meno importante.

Una volta scaduto il buono, potrai presentarti presso un qualsiasi ufficio postale e richiedere il rimborso. Se lo chiederai nello stesso ufficio dove è stato emesso il buono, otterrai il rimborso immediatamente, salvo mancanza di liquidità. Se, invece, ti presenterai presso altro ufficio, dovrai attendere quattro giorni lavorativi, al fine di permettere agli addetti di effettuare i dovuti controlli.

Non potrai decidere di riscuotere gli interessi maturati anticipatamente, in quanto potranno essere richiesti solo alla scadenza, o con la richiesta anticipata del rimborso.

Prescrizione

I diritti dei buoni postali fruttiferi si prescrivono a favore dell’emittente trascorsi dieci anni dalla loro scadenza. Questo termine inizierà a decorrere a far data dal giorno in cui questi possono essere riscossi.

Dopo il maturare della prescrizione non potranno più essere rimborsati al sottoscrittore, né gli interessi maturati, né il capitale.

Menzione a parte va fatta per i buoni dematerializzati che, per la loro natura, non cadono in prescrizione. La ragione è semplice: non esistendo in natura, alla loro scadenza, vengono direttamente accreditati in favore del risparmiatore, nel conto corrente indicato al momento del rilascio del buono.


note

[1] Art. 176 del D.P.R. n. 156/73


1 Commento

  1. Penso che la prescrizione sia una grande ingiustizia per il cosidetto comune mortale. E’ uno strumento che di legale non ha nulla e favorisce solitamente la classe dirigente a qualsiasi livello, tanto è vero che le pene inflitte sono irrelevanti a confronto del comune cittadino. E’ uno strumento creato appositamente a tutela del malaffare.

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