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Coronavirus: servono immigrati per la raccolta agricola

6 Aprile 2020
Coronavirus: servono immigrati per la raccolta agricola

La manodopera necessaria per il funzionamento della catena alimentare va incrementata ricorrendo a lavoratori stranieri anche stagionali, afferma la ministra Bellanova.

L’emergenza Coronavirus acuisce il bisogno di immigrati per la raccolta agricola: lo afferma oggi il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, che sta proponendo al Consiglio dei ministri misure straordinarie per consentire l’ingresso e la regolarizzazione di manodopera straniera.

In un’intervista radiofonica a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital riportata dall’agenzia stampa Adnkronos la ministra afferma: “Avere una norma che sbatte fuori le persone è sbagliato; averla adesso, in questo momento, è doppiamente sbagliato”.

Bellanova spiega così il motivo che rende necessaria e urgente la loro presenza in Italia: “Noi abbiamo bisogno degli immigrati per portare avanti anche il normale funzionamento della catena alimentare. E anche perché questi processi o li regola lo Stato o la mafia. E io voglio che sia lo Stato”.

E alle polemiche replica così: “A chi mi obietta di dare troppa attenzione ai lavoratori nei ghetti e all’emersione del lavoro nero, rispondo che senza soluzioni di manodopera legale, il rischio è esporre le imprese alla mano della criminalità, pronta a fornire braccia e servizi. In questo caso non c’è una terza via: o è lo Stato a garantire incrocio regolare tra domanda e offerta di lavoro e rete integrata dei servizi necessari o c’è la criminalità”.

Inoltre nel nord, spiega Bellanova, “c’erano tanti lavoratori dell’est nelle campagne per la raccolta e, nonostante il corridoio verde europeo, non si vogliono spostare. Oggi incontrerò l’ambasciatore romeno per parlarne”.

Per velocizzare l’iter e incrementare la manodopera necessaria, la ministra sta pensando anche, insieme alla collega titolare del dicastero del Lavoro, Nunzia Catalfo, ad un collocamento agricolo d’emergenza a cui potranno iscriversi i lavoratori che ad oggi percepiscono sussidi, quali il Reddito di cittadinanza o la cassa integrazione, per trovare facilmente lavoro nei campi.

“Stiamo ipotizzando un collocamento agricolo d’emergenza dove ci si possa iscrivere in maniera semplice candidandosi per un lavoro anche stagionale“, anticipa in un’intervista all’Adnkronos. “Si tratta di individuare soluzioni ad hoc consapevoli dell’emergenza che il settore agricolo vive ma sapendo anche che è verso soluzioni strutturali che dobbiamo muovere”, spiega.

Il problema – aggiunge – “evidentemente è complesso. Mi arrivano, anche a mezzo posta elettronica, disponibilità di singole persone e lavoratori prima occupati in altri settori, come ad esempio quello turistico, oggi bloccati. Mi chiedono come fare per trovare lavoro in agricoltura“.

“Chi può, deve dare una mano”, insiste Bellanova . “Per questo ho chiamato ad un apporto quei lavoratori e quelle categorie che già percepiscono sussidi e che potrebbero, senza perdere i diritti acquisiti, rendersi disponibili. Continuo in ogni caso a ritenere urgente accelerare su quanto già previsto: la costruzione di una piattaforma dove incrociare in modo immediato e trasparente domanda e offerta”, conclude la ministra. “La filiera agricola e alimentare, così centrale adesso, lo sarà sempre di più perché ha potenzialità enormi. E noi non dovremo farci trovare impreparati”.



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