Diritto e Fisco | Articoli

Pensione anticipata bancari

27 Giugno 2020 | Autore:
Pensione anticipata bancari

I lavoratori del settore bancario hanno diritto ad agevolazioni per conseguire prima l’uscita dall’impiego?

L’occupazione, nel settore bancario, è in crisi da diversi anni: È veramente alto il numero dei lavoratori degli istituti di credito in esubero. Con tutta probabilità, la situazione non migliorerà affatto a seguito della grave emergenza epidemiologica in atto, ma il settore potrebbe subire ulteriori scossoni.

Ci si domanda allora se i lavoratori del settore bancario abbiano diritto a delle agevolazioni per conseguire la pensione in anticipo, al fine di uscire dall’impiego senza ritrovarsi sprovvisti di un sostegno economico. Esiste la pensione anticipata bancari?

Allo stato attuale, non sussiste un trattamento pensionistico anticipato dedicato ai lavoratori del settore bancario: tuttavia, è stato da tempo ideato un trattamento di accompagnamento alla pensione. Si tratta, in particolare, di una prestazione di prepensionamento, l’assegno straordinario: non è una prestazione pensionistica, ma è un’indennità, di importo vicino alla futura pensione, che ha lo scopo di sostenere il lavoratore sino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia o per la pensione anticipata. Ma procediamo con ordine.

Come funziona l’assegno straordinario per anticipare la pensione?

L’assegno straordinario per il sostegno al reddito dei bancari [1] è una prestazione economica riconosciuta, nelle procedure di agevolazione all’esodo dei dipendenti, ai lavoratori non lontani dalla maturazione dei requisiti per la pensione anticipata o per la pensione di vecchiaia.

Nello specifico, la prestazione è riconosciuta nell’ambito di accordi per l’uscita volontaria degli esuberi: l’assegno spetta, sino all’anno 2020, ai dipendenti che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata ordinarie [2] entro 7 anni; successivamente, potrà essere erogato a favore dei lavoratori ai quali non mancheranno, al momento dell’uscita, oltre 5 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata.

L’assegno è a carico dell’azienda: alla fine del periodo di erogazione del trattamento, i lavoratori “in esodo” devono presentare domanda di pensione all’Inps, entro il mese precedente alla data della decorrenza della pensione stessa. È importante sottolineare che la pensione non è riconosciuta in automatico alla fine del periodo di godimento dell’assegno.

L’assegno straordinario è corrisposto dall’Inps, ma è il datore di lavoro che, nella generalità dei casi, ha l’onere di versare sia l’ammontare della prestazione mensile che dei contributi dovuti, fino al raggiungimento del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia.

Quali lavoratori hanno diritto all’assegno straordinario?

Non solo i lavoratori del settore bancario vicini alla pensione hanno diritto all’assegno straordinario, ma anche i dipendenti delle aziende destinatarie della tutela di particolari fondi di solidarietà.

Nel dettaglio, il trattamento è previsto solo per:

  • le aziende destinatarie dei fondi di Credito ordinario;
  • le aziende destinatarie dei fondi di Credito cooperativo;
  • le aziende del settore esattoriale;
  • Poste Italiane;
  • Ferrovie dello Stato;
  • le imprese assicuratrici;
  • le società di assistenza e del Trentino (in particolare del territorio di Trento);
  • coinvolte in processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale.

A quanto ammonta l’assegno straordinario dei bancari?

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti del settore bancario, Il trattamento è calcolato allo stesso modo della futura pensione, secondo il sistema retributivo, misto o contributivo, in base all’anzianità contributiva alla data del 31 dicembre 1995 (l’anzianità alla data deve essere rispettivamente pari o superiore ai 18 anni perché sia applicato il calcolo retributivo, inferiore ai 18 anni per il calcolo misto, insussistente per l’applicazione del sistema contributivo puro).

Il conteggio dell’assegno straordinario viene effettuato, nello specifico, calcolando la pensione teorica dell’interessato, tenendo conto anche dei contributi da versare nel periodo di erogazione dell’assegno (cioè dalla data di uscita dal lavoro a quella di maturazione del diritto alla pensione).

Il calcolo è fatto sulle retribuzioni percepite sino alla data di cessazione del rapporto lavorativo e di accesso al fondo, con l’aggiunta della quota di pensione calcolata sulla base dei contributi per i periodi necessari a raggiungere i requisiti pensionistici. Sono, dunque, compresi i periodi maturati nel fondo di solidarietà.

Nei confronti dei lavoratori la cui pensione si calcola col sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011, sulla parte dell’assegno calcolata col sistema retribuito si applica una penalizzazione pari:

  • all’8%, se l’ultima retribuzione annua risulta inferiore o pari a 38mila euro;
  • all’11%, se l’ultima retribuzione annua lorda risulta superiore a 38mila euro.

Nessuna penalizzazione è applicata a quei lavoratori aventi diritto al calcolo retributivo solo sino al 31 dicembre 1995, ossia la cui anzianità contributiva alla data è inferiore ai 18 anni (sistema misto).

In pratica, salvo la penalizzazione applicata ai cosiddetti “ex retributivi puri”, l’assegno straordinario è pari all’importo della pensione spettante alla data di cessazione del rapporto di lavoro, compresa la quota di pensione calcolata sulla base dei contributi mancanti per il diritto alla pensione di vecchiaia.

Sull’importo dell’assegno non è attribuita la perequazione automatica e non spettano i trattamenti di famiglia (assegni per il nucleo familiare Anf).

Il trattamento dei bancari, inoltre, non è reversibile: in caso di decesso del beneficiario dell’assegno, ai superstiti è liquidata la pensione indiretta, con l’aggiunta dei contributi figurativi versati dall’azienda.

Il trattamento non è esentasse, ma viene assoggettato all’imposizione ordinaria.

Sino a quando spetta l’assegno straordinario di prepensionamento?

L’assegno straordinario dei Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito, se la decorrenza è successiva al 1° gennaio 2019, spetta sino alla decorrenza della pensione, anche nell’ipotesi in cui sia prevista una finestra, a partire dalla maturazione dei requisiti, per l’accesso al trattamento pensionistico.

In particolare, il datore di lavoro deve provvedere al pagamento dell’assegno ai lavoratori fino alla decorrenza della pensione. Per quanto riguarda il versamento dei contributi figurativi correlati, invece, questi sono dovuti solo fino alla maturazione dei requisiti minimi previsti per il trattamento di pensione e non durante il periodo di finestra.

In altri termini, mentre l’assegno viene erogato sino alla data di liquidazione della pensione, i contributi figurativi sono accreditati solo sino alla maturazione dei requisiti per la pensione.


note

[1] Artt. 26 e ss., D.lgs. 148/2015.

[2] Art.24, Co. 6 e 10, DL 201/2011.

[3] Art.22, Co.4, DL 4/2019.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube