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Coronavirus, un metodo per non toccarsi il viso

6 Aprile 2020
Coronavirus, un metodo per non toccarsi il viso

È la tecnologia bellezza. Inventata un’app che emette segnali sonori per avvisarci che stiamo per avvicinare le mani alla faccia. Basta avere uno smartwatch.

Il Coronavirus ha cambiato le nostre vite fin nei piccoli gesti: portare le mani al viso è sconsigliatissimo, considerando che il Covid può annidarsi anche sulle superfici che tocchiamo. Dite la verità: probabilmente, vi siete accorti di quanto spesso vi mangiavate le unghie o vi strofinavate occhi e naso soltanto adesso che non potete… è una sensazione comune. Lo facevamo – prima senza rendercene conto, ora coscientemente – centinaia di volte al giorno. Precisamente 23 in un’ora, secondo uno studio pubblicato su Pubmed.gov. Proprio per questo qualcuno ha pensato a un rimedio tecnologico. A pensarci bene, ricorda un po’ quei maialini da mettere in frigo che cominciano a suonare per scoraggiare chi è a dieta. La funzione è proprio questa: deterrente.

Un’app per proteggersi

A impedirci di toccarci il viso è un’app che si chiama No touch face, sviluppata dal professor Domenico Prattichizzo al SirsLab (Siena Robotics and Systems Lab) dell’università di Siena. Ce ne parla una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos. Il progetto è nato dalla collaborazione tra l’ateneo senese e l’istituto italiano di tecnologia. “Basta uno smartwatch e dei piccoli magneti acquistabili online – spiega il professor Prattichizzo all’Adnkronos – per ricevere una notifica vibro-sonora non appena si avvicina la mano al viso. Una semplice soluzione dal grande impatto sulla sicurezza delle persone, spesso esposte a contagi per colpa di disattenzioni. Combattere abitudini simili è fondamentale per diminuire il rischio di contrarre il Coronavirus”.

L’applicazione No Touch Face sfrutta i sensori dei più comuni smartwatch per misurare il campo magnetico circostante e rilevare la distanza a cui si trovano i magneti. Posizionando piccolissimi magneti su collane, orecchini e occhiali viene dunque delimitata una zona di sicurezza all’interno della quale l’applicazione genera una notifica di allarme. “È una soluzione facile e accessibile a tutti – continua Prattichizzo – per tenere costante l’attenzione all’igiene, ancor più utile nei luoghi pubblici, dove un momento di distrazione può far prendere all’abitudine il sopravvento”.

Perché ci tocchiamo il viso

Ma perché sentiamo il bisogno di toccarci il viso? Le ragioni possono essere le più diverse. Enrico Alleva, etologo e Accademico dei Lincei, le ha spiegate a Repubblica, paragonando il gesto a quello dei mammiferi che si lisciano il pelo o le penne, un atteggiamento tra i più studiati. È qualcosa che fa parte delle nostre interazioni sociali e del nostro modo di comunicare, può essere per esempio un segnale di seduzione. In altri casi è semplicemente un bisogno che abbiamo di sistemarci e controllare se abbiamo qualcosa fuori posto.

“Questi tipi di comportamento – dice Alleva a Repubblica – possono essere causati dal fatto che si ha motivazione a fare due cose diverse e se ne sceglie una terza: ci si gratta la testa per esempio non perché si ha un prurito ma perché nell’incertezza tra il fare due cose diverse è un modo per allentare la tensione“. Alcuni specifici gesti, infine, ci aiutano a pensare, come toccarsi la fronte o il mento. Riflessi incontrollati che sono parte integrante di un corredo di abitudini, alcune pessime come mangiarsi le unghie, ma che mai avremmo pensato potessero diventare pericolose.



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