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Come diventare giudice antimafia

1 Luglio 2020
Come diventare giudice antimafia

Qual è il percorso da seguire per intraprendere la carriera in magistratura e occuparsi di reati mafiosi?

Diventare magistrato è il sogno di molti laureati in giurisprudenza. Il percorso è assai arduo perché, una volta conseguita la laurea, è necessario uno studio mirato e approfondito per affrontare uno dei concorsi più difficili. Nell’articolo che segue vedremo, in particolare, come diventare giudice antimafia. Una figura fondamentale a cui è affidata la competenza sui procedimenti relativi ai reati mafiosi e terroristici. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire, innanzitutto, cosa si intende per magistratura e quali sono le sue funzioni.

Magistratura: cos’è e quali sono i suoi compiti?

La magistratura è un insieme di organi che esercitano la funzione giurisdizionale, ossia garantire la corretta applicazione della legge quando sorge una controversia.

I magistrati possono essere:

  • ordinari (o togati): istituiti secondo le norme dell’ordinamento giudiziario;
  • speciali: si occupano di particolari controversie secondo un criterio di specializzazione. Pensa, ad esempio, ai tribunali militari, alla Corte dei Conti, al Consiglio di Stato, ecc.;
  • onorari: professionisti (ad esempio, avvocati) che svolgono la funzioni tipica di giudice o di pubblico ministero per determinate controversie. Per diventare magistrato onorario non occorre aver superato un concorso (come per i magistrati ordinari) ma basta essere nominati a seguito di valutazione dei titoli. 

L’attività del magistrato si divide in:

  • giudicante: svolta dal giudice, il quale si pronuncia sulle controversie di propria competenza;
  • requirente: vale a dire la figura del pubblico ministero, il quale ha il compito di condurre le indagini.

Magistratura: caratteristiche

In base alla nostra Costituzione, la magistratura rappresenta un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Per questo motivo è stato istituito il Consiglio Superiore della Magistratura (cosiddetto CSM), il quale si occupa di trasferimenti, promozioni, assegnazioni e provvedimenti disciplinari nei confronti dei giudici.

Ne consegue, quindi, che il giudice:

  • è soggetto soltanto alla legge: vuol dire che nessuno (neppure il ministro della Giustizia) può dargli ordini o suggerimenti;
  • è inamovibile: la sua rimozione può essere decisa esclusivamente dal CSM e solo per motivi espressamente previsti dall’ordinamento giudiziario:
  • ha l’obbligo di motivare i suoi provvedimenti giurisdizionali. Ad esempio, se emette una sentenza di condanna deve spiegare le ragioni di fatto e di diritto che lo hanno portato a questa decisione;
  • è un funzionario dello Stato. L’accesso alla magistratura, infatti, avviene tramite concorso pubblico.

Come diventare giudice antimafia

Per diventare un giudice antimafia occorre prima conseguire la laurea in giurisprudenza. Il percorso di studi dura 5 anni e prevede moltissimi esami, tra cui diritto penale e procedura penale.

Una volta conseguito il pezzo di carta hai diverse alternative:

  • svolgere un periodo di praticantato di 18 mesi e sostenere l’esame di abilitazione per ottenere il titolo di avvocato;
  • svolgere un tirocinio di 18 mesi presso il tribunale del tuo circondario. In tal caso, occorre presentare una domanda, indicando la sezione di preferenza (civile o penale). Durante il tirocinio formativo, affiancherai un magistrato durante le udienze, parteciperai alle camere di consiglio e scriverai i provvedimenti. Insomma, impari il mestiere;
  • iscriverti alla scuola di specializzazione per le professioni legali: si stratta di scuole post-universitarie di durata biennale. Anche in tal caso è necessario presentare una domanda per essere ammessi, oltre a sostenere un esame finale.

Arrivati a questo punto, devi aspettare che venga pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando di concorso per magistrati ordinari. Solitamente, si svolge una volta l’anno e i posti disponibili sono circa 300. Il concorso si divide in:

  • tre prove scritte: in pratica, si tratta di svolgere un tema in tre materie (civile, penale e amministrativo);
  • una prova orale: volta ad accertare la preparazione su tantissime materie e alla quale puoi accedere solo dopo aver superato gli scritti.

Se hai la fortuna di vincere il concorso, allora devi svolgere un periodo di formazione, detto uditorato, della durata di 18 mesi, durante il quale affianchi un magistrato (sia giudice che pubblico ministero) e hai la possibilità di approfondire la tua preparazione e l’esercizio delle funzioni a cui sei destinato.

Superato positivamente il tirocinio, vieni assegnato ad una sede in qualità di magistrato ordinario di tribunale (MOT). Dopo 11 anni di servizio puoi essere nominato magistrato di Corte d’Appello e dopo altri sette anni puoi essere nominato magistrato di Cassazione. In ogni caso, tutti gli avanzamenti di carriera o le promozioni sono decisi dal CSM.

Per diventare giudice antimafia devi entrare a far parte della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (cosiddetta DNAA), cioè l’ufficio di coordinamento delle procure distrettuali. Per farlo, devi specializzarti nella trattazione di procedimenti relativi alla criminalità organizzata (reati mafiosi).

La responsabilità dei magistrati

I magistrati sono funzionari dello Stato, indipendenti da ogni altro potere. Ciò non toglie, però, che rispondono degli atti compiuti in violazione di diritti. In particolare, il magistrato è soggetto:

  • responsabilità disciplinare: che può essere attivata anche dal ministro della Giustizia con l’intervento del CSM;
  • responsabilità penale al pari di ogni cittadino: se, ad esempio, commette dei reati;
  • responsabilità civile: in tal caso, è possibile agire contro lo Stato per ottenere un risarcimento dei danni in caso di atto, comportamento o provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni (ad esempio, se il giudice travisa le prove o i fatti) oppure per diniego di giustizia (cioè il rifiuto, l’omissione o il ritardo nel compimento degli atti del suo ufficio). Entro due anni dal risarcimento, lo Stato si rivale contro il magistrato per una cifra pari alla metà delle annualità della retribuzione (al netto delle trattenute fiscali) percepita al tempo in cui l’azione di risarcimento è stata proposta.


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2 Commenti

  1. Nella cultura della Magna Grecia, se la realtà è in contrasto con la carta straccia, deve prevalere la carta straccia.

    Nella realtà oggettiva un magistrato italiano può essere antimafia quanto un piromane può essere il capo dei vigili del fuoco…

    1. Un piromane potrà anche essere il capo dei vigili del fuoco, ma arriverà quel giorno in cui un vero servitore dello stato, un vero vigile del fuoco, lo sorprenderà ad appiccare un incendio e di certo non starà con le mani in mano ad aspettare che questo possa contrastare il suo lavoro che svolge ogni giorno, rischiando la vita e mettendo in gioco il suo futuro.
      La stessa cosa succederà ad un magistrato che non sa svolgere il suo lavoro, quando incontrerà un suo collega che crede ardentemente in quello che fà.

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