Come mantenere il rapporto coi figli in tempo di Coronavirus

6 Aprile 2020 | Autore:
Come mantenere il rapporto coi figli in tempo di Coronavirus
Il provvedimento del tribunale civile di Terni indica la strada: le videochiamate, organizzate dal Comune, possono essere una buona soluzione per tutelare la salute e permettere a un genitore separato di continuare a vedere i suoi bambini.
Il Coronavirus non sia un pretesto per allontanarsi dai figli. Arriva un provvedimento del tribunale di Terni a ribadire che, anche in piena emergenza Covid, ci sono due esigenze da proteggere: quella dei bambini/ragazzi alla bigenitorialità e quella dei padri/madri che non vivono più con loro, a seguito di separazione, di frequentarli comunque, seppur virtualmente.
Il tribunale, sezione civile, rispondeva al ricorso urgente di un padre separato, che chiedeva di proseguire la frequentazione con i tre figli, malgrado le limitazioni imposte dalle misure anticontagio. Siamo nell’ambito di una classica situazione familiare molto tesa: genitori separati e litigiosi, con la madre descritta dall’ex marito come decisa a impedire i rapporti padre-figli.
Il tribunale ha valutato che quattro sono i principali interessi in gioco: il benessere dei ragazzi, il loro diritto a contare su entrambi i genitori, quello del padre a vederli e la tutela della salute. Basta sostituire gli incontri vis-à-vis con le videochiamate, di cui deve farsi carico lo stesso Comune, attraverso l’ufficio servizi sociali. Il tribunale affida quindi alla pubblica amministrazione il compito di organizzare gli incontri, proprio come sarebbe accaduto se si fossero svolti in modo tradizionale: gli assistenti sociali avrebbero partecipato e parteciperanno anche ora. L’unica differenza è che il genitore vedrà i figli attraverso Skype o Whatsapp, “assicurando che sia l’operatore a mettere in contatto il padre con ciascuno dei figli e assicurando la propria presenza per l’intera durata della chiamata”.
Il ricorso, scrive il giudice, è effettivamente urgente, perché serve a tenere in piedi le relazioni tra il padre e i bambini. È chiaro che, con le restrizioni causa Covid, l’incontro fisico pone il problema di un eventuale rischio contagio ma anche di un’opportuna sanificazione dello spazio neutro dove permettere a genitore e figli di vedersi. Motivi che rendono il ricorso alla videochiamata la soluzione più semplice e sicura. Saranno poi gli assistenti sociali a decidere nello specifico come organizzarsi: a che ora, se far partecipare tutti e tre i figli insieme o in momenti diversi, se estromettere dagli incontri uno dei tre fratellini che non vuole vedere il padre. Eventuali comportamenti scorretti dovranno poi essere annotati dagli assistenti sociali in una relazione al tribunale.
Un orientamento, quello di ricorrere alla tecnologia per garantire i rapporti genitori-figli, che si è fin da subito fatto strada nei tribunali italiani (leggi l’articolo: Coronavirus, padre separato non può visitare i figli fuori città). Comprensibile, dal momento che le videochiamate sono un buon compromesso nel bilanciamento tra i tanti diritti da assicurare. Un modo per essere lontani ma vicini.


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