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Telefonia mobile: ultime sentenze

1 Maggio 2020
Telefonia mobile: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: impianto per telefonia mobile; strutture per servizi di telefonia mobile; individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi.

Realizzazione di impianto per telefonia 

Ai fini del rilascio della realizzazione di un impianto per telefonia mobile non è necessario il previo rilascio del permesso di costruire, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e), del D.P.R. n. 380/2001, ma è subordinata soltanto all’autorizzazione prevista dall’art. 87, comma 7, del D.Lgs. n. 259/2003, non escludendo ciò la necessità della valutazione della compatibilità urbanistico -edilizia dell’intervento in sede di rilascio dell’autorizzazione per l’installazione di infrastruttura di comunicazione elettronica.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. I, 09/12/2019, n.1625

L’attività di installazione di impianti di telefonia mobile

È illegittima l’ordinanza contingibile ed urgente con cui il Comune sospende tutte le operazioni in corso inerenti alle attività di installazione di impianti di telefonia mobile, laddove manchi il requisito del pericolo imminente (urgenza di provvedere) e non fronteggiabile con i mezzi ordinari apprestati dall’ordinamento giuridico (contingibilità dell’emergenza).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 16/10/2019, n.11898

La fornitura del servizio di telefonia mobile 

In materia di impianti di telefonia mobile, il regolamento di cui all’art. 8, comma 6, della L. n. 36/2001 può fissare dei criteri localizzativi che possono anche comportare divieti di localizzazione puntuali per i siti sensibili, ma non può ostacolare la fornitura del servizio con dei limiti generalizzati o con delle previsioni che esulino dalla minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici, né può vietare l’aggiornamento alle nuove tecnologie e l’ammodernamento della rete esistente.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. II, 17/09/2019, n.978

Disservizi sulla rete mobile

In tema di telefonia, solo per le attività sussumibili nel servizio universale può riscontrarsi il concetto di attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o comunitario per le quali vi è obbligo della società resistente a consentire l’accesso in base alla l. n. 241/1990.

Pertanto, la telefonia mobile per la quale la ricorrente lamenta il disservizio non rientra nell’alveo di attività di pubblico interesse né nel suo nucleo di servizio universale, sicché la tutela degli artt. 22 ss. l. n. 241/1990 non può essere riconosciuta.

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. I, 14/03/2019, n.532

Autorizzazione all’installazione di un impianto di telefonia mobile

In tema di autorizzazione all’installazione di un impianto di telefonia mobile, considerata la procedura semplificata di cui all’art. 87 D.Lgs. 259/2003, l’Amministrazione non può esigere documenti diversi da quelli di cui all’all. 13, mod. A del medesimo testo normativo, date le finalità acceleratorie del procedimento e l’esigenza di evitare ogni forma di aggravamento procedimentale da parte del Comune.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 07/05/2019, n.2440

Il provvedimento di autotutela di annullamento del silenzio assenso 

In materia di insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telefonia mobile, deve ritenersi che il provvedimento di autotutela di annullamento del silenzio assenso sia da considerarsi legittimo quando emerga dall’istruttoria la non conformità urbanistica dell’impianto.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 15/04/2019, n.2135

Stazioni radio base per la telefonia mobile e distanza dalle strade

La realizzazione delle stazioni radio base per la telefonia mobile non deve rispettare i limiti di distanza dalle strade, previste per le ordinarie costruzioni, pertanto è assimilabile alle infrastrutture di urbanizzazione primaria .

T.A.R. Potenza, (Basilicata) sez. I, 27/03/2019, n.321

Diritti di installazione gli operatori non proprietari 

L’art. 13 della Direttiva 2002/20/Ce (c.d. direttiva autorizzazioni) deve essere interpretato nel senso che il contributo per i diritti di installare strutture su proprietà pubbliche o private, al di sopra o sotto di esse, non si applica agli operatori non proprietari di tali strutture, che utilizzino le medesime per prestare servizi di telefonia mobile.

Consiglio di Stato sez. VI, 27/03/2019, n.2033

Corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile

Va dichiarato l’obbligo del Ministero dell’ambiente, del Ministero della salute e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di provvedere, in attuazione di quanto disposto dall’art. 10 della legge n. 36/2001, ad adottare una campagna informativa, rivolta alla intera popolazione, avente ad oggetto la individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi.

La predetta campagna di informazione e di educazione ambientale dovrà essere attuata nel termine di sei mesi dalla notifica o, se anteriore, dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, avvalendosi dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 15/01/2019, n.500

Decisioni sulla localizzazione degli impianti di telefonia mobile

E’ illegittima la deliberazione comunale concernente la localizzazione di un impianto di telefonia mobile che, rinviando le relative decisioni ad un esame della Commissione Statuto e Regolamenti finalizzato a rivedere il Regolamento per l’installazione e l’esercizio degli impianti di telefonia mobile, finisce anche per rinviare il soddisfacimento dei correlati interessi pretensivi ad un accadimento futuro ed incerto, così determinando un arresto a tempo indeterminato del procedimento amministrativo e generando un’immediata lesione dei medesimi interessi.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. II, 28/12/2018, n.1062

Impianti di telefonia mobile: l’individuazione dei siti sensibili 

In tema di concessioni per gli impianti di telefonia mobile, l’individuazione dei siti sensibili non è influenzata dal fatto che la destinazione sia stata, o meno, attuata nel momento in cui si presenta un’istanza o una SCIA ex art. 87 e ss. del D.Lgs. 259/2003, essendo invece necessario constatare, ai fini dell’individuazione dei siti, la sussistenza di un effettivo contrasto tra l’opera da realizzare e la destinazione dell’area impressa dallo strumento urbanistico generale, in applicazione del potere conformativo proprio dell’Amministrazione comunale.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. III, 06/11/2018, n.1032

L’installazione di impianti di telefonia mobile su aree sottoposte a vincolo paesaggistico

Se è vero che gli artt. 86 e 87 del d.lgs. n. 259/2003, nel disciplinare il rilascio dell’autorizzazione all’installazione di impianti di telefonia mobile, prevedono un procedimento autorizzatorio tendenzialmente unico, capace di assorbire ogni giudizio di conformità urbanistica, assolvendo anche alle funzioni del relativo titolo abilitativo edilizio, è altrettanto vero che tale autorizzazione, proprio perché efficace anche ai fini edilizi, non può essere rilasciata a prescindere da ogni valutazione della compatibilità del relativo progetto con il vincolo paesaggistico.

La presenza del parere della preposta autorità sulla compatibilità paesaggistica, costituendo un presupposto di validità dell’autorizzazione, appare necessaria anche ai fini della decorrenza del termine di cui all’art. 87, comma 9, del D.Lgs. n. 259/2003, per la formazione del silenzio – assenso.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. I, 20/02/2019, n.264

Diniego definitivo all’installazione di una stazione radio base per telefonia mobile 

Deve ritenersi illegittimo il diniego definitivo all’installazione di una stazione radio base per telefonia mobile, nel caso in cui lo stesso sia fondato su una mera carenza documentale, spettando comunque all’Amministrazione l’onere di completare l’istruttoria mediante richieste integrative, potendo poi comunque pronunciarsi in caso di ingiustificata inerzia dell’interessato.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 30/01/2019, n.458



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