Cronaca | News

Coronavirus, ecco quanti sono i malati secondo nuovi studi

6 Aprile 2020
Coronavirus, ecco quanti sono i malati secondo nuovi studi

Ci sono i numeri della Protezione civile e poi ci sono i contagi reali. Appare sempre più evidente come esista uno scollamento tra il bollettino quotidiano e il numero effettivo complessivo di positivi e vittime.

Potremmo aver superato quota cinque milioni di malati di Covid-19 senza essercene accorti. Una quantità spropositata e ben lontana dalle cifre comunicate ogni giorno dai bollettini della Protezione civile. Ne parla Repubblica citando due ricerche.

Il numero reale dei positivi, secondo gli studi

Una è del professor Carlo La Vecchia, professore di Statistica epidemiologica dell’università di Milano, a capo del team che ha lavorato a un’indagine Doxa sul Coronavirus: qui l’ipotesi è quella di un 10 per cento di italiani contagiati, per un totale di sei milioni, di cui uno nella Lombardia.

Un altro approfondimento, di cui ha parlato anche La Stampa, è stato eseguito da un’équipe di ricercatori italiani: “The Covid-19, infection in Italy, a statistical study of an abnormally severe disease”. Secondo lo studio, a fronte degli oltre 74mila casi di Coronavirus accertati in Italia al 25 marzo dalla Protezione civile, il vero numero di contagi sarebbe stato compreso tra i 600mila e i 3,3 milioni. Oggi, che abbiamo oltrepassato i 90mila, si arriverebbe a 5,7 milioni. Una quantità in linea con quella ipotizzata da La Vecchia e colleghi.

Questo secondo studio si sofferma anche sulle cause di mortalità. In Italia il rapporto malati-vittime di Coronavirus sarebbe pari al 12%. Molto più alto che in altri Paesi europei. Vengono presi in considerazione fattori di incremento della mortalità, come la quantità di fumatori (il 23% degli italiani sul totale della popolazione), di anziani con patologie concomitanti, l’inquinamento che colpisce l’area italiana più interessata dal Coronavirus, cioè la Lombardia. Ma si obietta, per esempio, come la media europea dei fumatori sia intorno al 29%. O come Paesi che hanno più anziani di noi si attestino comunque su minori livelli di mortalità. O che esistono zone molto più inquinate della Lombardia, dove il virus ha mietuto meno vittime.

La conclusione dello studio è che il numero dei contagiati è sottovalutato. Ecco perché in Italia il dato della mortalità appare così alto, in proporzione ai malati, e diminuirebbe qualora si avesse il numero complessivo e reale dei positivi. Si cita, a questo proposito, il caso della nave Diamond Princess, dove tutti i 3711 passeggeri sono stati sottoposti a tampone: 705 erano positivi, 7 sono morti. Risultato: un per cento di mortalità.

Al ribasso anche il numero dei morti

C’è anche da aggiungere, però, che non solo la quantità dei contagiati è al ribasso, nei bollettini quotidiani della Protezione civile: anche il numero dei morti è probabilmente inferiore a quello reale. Abbiamo provato in un precedente articolo a capire qual è stato, in questo stesso periodo l’anno scorso, il numero dei decessi per varie cause e a confrontarlo con i decessi del 2020 (leggi l’articolo: Mortalità a marzo 2020, il confronto con il 2019). Possiamo concludere soltanto che c’è stato un aumento dei morti in molte città italiane, ma non disponiamo di un totale dei decessi del 2019, il che rende impossibile un raffronto col presente. Un’analisi dell’Istituto Cattaneo di Bologna ci dice che “il numero di decessi riconducibili a Coronavirus in Italia risulta comunque il doppio di quello a cui si arriva sulla base dei numeri relativi ai pazienti deceduti positivi al test per Covid-19, comunicati dalla Protezione civile”. C’è anche chi parla, al contrario, di “sovrastima” dei morti per il virus, considerando la mancata distinzione tra decessi “per” Covid (cioè uccisi specificamente dal Coronavirus) e morti “da/con” Covid (cioè quelli in cui il Coronavirus ha aggravato talmente tanto il quadro clinico da diventare letale). Ma, qui, bisogna considerare un dato che gli esperti hanno sottolineato più volte durante le conferenze stampa della Protezione civile. Dato che sembra inspiegabilmente sfuggirci, quando ci indigniamo perché “noi conteggiamo più morti degli altri Paesi”: le vittime “da/con” Covid, quelle con un quadro clinico compromesso, oggi sarebbero ancora tra noi se non avessero contratto il virus. Forse non tutte. Una quota di esse sicuramente sì.

Entrambi i dati quindi, sia quello sui contagi, sia quello sulla mortalità, vanno rivisti al rialzo. Resta da capire di quanto: in questo momento, non siamo ancora in grado di dirlo con precisione.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube