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Prelievo bancomat: ultime sentenze

29 Aprile 2020
Prelievo bancomat: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: frode informatica; sistema informatico bancario; reato di indebita utilizzazione di carte di credito; reiterato prelievo di denaro contante presso lo sportello bancomat; utilizzazione di una carta bancomat di provenienza furtiva.

Utilizzazione di un supporto magnetico clonato

E’ configurabile il reato di cui all’art. 640 ter c.p., se la condotta contestata è sussumibile nell’ipotesi “dell’intervento senza diritto su informazioni contenute in un sistema informatico”. Integra il delitto di frode informatica, e non quello di indebita utilizzazione di carte di credito, la condotta di colui che, servendosi di una carta di credito falsificata e di un codice di accesso fraudolentemente captato in precedenza, penetri abusivamente nel sistema informatico bancario ed effettui illecite operazioni di trasferimento fondi.

Integra il reato di indebita utilizzazione di carte di credito di cui all’art. 493 ter c.p. e non quello di frode informatica, il reiterato prelievo di denaro contante presso lo sportello bancomat di un istituto bancario mediante utilizzazione di un supporto magnetico clonato.

Cassazione penale sez. II, 17/06/2019, n.30480

Estorsione e prelievo del denaro

In tema di estorsione è integrato il reato anche se l’imputato agisce con l’intento di far valere un preteso diritto se la forza intimidatoria è tale da rendere la condotta ingiusta.

(Nel caso di specie, si trattava del reato di estorsione in cui i due imputati, dietro minaccia accompagnavano la vittima al bancomat per il prelievo del denaro senza mai lasciarlo fino al giorno successivo quando gli consegnava l’intera somma di denaro richiesta).

Tribunale Chieti, 18/04/2018, n.321

Carta bancomat clonata 

La condotta criminosa dell’agente consistita nel ricaricare una carta di credito a sé intestata utilizzando l’altrui carta bancomat clonata, deve ritenersi del tutto assimilabile al mero prelievo di denaro presso uno sportello bancomat e, dunque, tale da integrare il reato di indebita utilizzazione di carte di credito di cui all’articolo 55, comma 9, del Dlgs 231/2007, potendosi configurare, a tal riguardo, l’illecito utilizzo di una carta bancomat altrui, seppur in versione clonata, al fine di conseguire un indebito profitto. Tale condotta non può essere, invece, ricondotta a una alterazione di sistema informatico o telematico, né all’abusivo intervento sui dati dello stesso, condotte incriminate dall’articolo 640-ter del Cp.

Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto la richiesta della difesa di riqualificare i fatti ai sensi della citata disposizione codicistica, in quanto per l’utilizzo in qualunque modo di una carta bancomat falsificata costituente clone è configurabile il diverso reato di indebita utilizzazione di carte di credito.

Tribunale Torino, 22/02/2018, n.260

Furto aggravato dall’abuso di relazioni domestiche

Integra il reato di furto aggravato dall’abuso di relazioni domestiche (art. 624, 61 n. 11 c.p.) e non di furto in appartamento (art. 624 bis c.p.) il prelievo da bancomat di cui si conosceva il pin e l’impossessamento di un braccialetto d’oro appartenenti alla convivente e ai di lei familiari).

Tribunale La Spezia, 06/06/2015, n.721

Codici di carte di credito scaricati dal sistema informatico

Integra il reato di detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a servizi informatici e telematici (art. 615 quater c.p.) e non quello di ricettazione la condotta di chi riceve i codici di carte di credito abusivamente scaricati dal sistema informatico, ad opera di terzi e li inserisce in carte di credito clonate poi utilizzate per il prelievo di denaro contante attraverso il sistema bancomat.

Cassazione penale sez. II, 03/10/2013, n.47021

Impossessamento del portafogli della vittima

La condotta criminosa di costrizione della vittima ad un prelievo con carta “bancomat” per poi impossessarsi della somma di denaro contante così ottenuta costituisce, nella forma tentata, un episodio di rapina autonomo che non assorbe il disvalore di quello, cronologicamente precedente ma pur sempre commesso dallo stesso soggetto in altro momento, costituito dall’impossessamento del portafogli della stessa vittima, ove era custodita la carta “bancomat”, per diversità di atteggiamento psicologico, oltre che di contesto temporale, e di elemento di profitto.

Cassazione penale sez. II, 09/06/2010, n.24362

La digitazione casuale di sequenze numeriche presso uno sportello abilitato al prelievo

L’utilizzazione di una carta bancomat di provenienza furtiva da parte di chi non sia in possesso del codice PIN, realizzata mediante la digitazione casuale di sequenze numeriche presso uno sportello di prelievo automatico di denaro, è sufficiente ad integrare la fattispecie consumata di utilizzazione indebita di carta abilitante al prelievo di denaro contante.

Cassazione penale sez. V, 12/01/2018, n.17923

Prelievo fraudolento con bancomat trattenuto dallo sportello automatico manomesso

La banca, svolgendo attività professionale, deve adempiere a tutte le obbligazioni, con la diligenza particolarmente qualificata dell’accorto banchiere, assunte nei confronti dei propri clienti, non solo con riguardo all’attività di esecuzione di contratti bancari in senso stretto, ma anche in relazione ad ogni tipo di operazione oggettivamente esplicata (art. 1176 c.c.).

Pertanto la banca risponde di tutti i rischi tipici della sua sfera professionale per la cui eliminazione non ha provveduto alla adozione di mezzi idonei (nella fattispecie è responsabile del prelievo fraudolento fatto con bancomat trattenuto dallo sportello automatico manomesso).

Cassazione civile sez. I, 12/06/2007, n.13777



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