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Prelievo bancomat: ultime sentenze

15 Settembre 2022
Prelievo bancomat: ultime sentenze

Sistema informatico bancario; reato di indebita utilizzazione di carte di credito; reiterato prelievo di denaro contante presso lo sportello bancomat.

Prelievo illecito dal bancomat

In caso di furto del bancomat e conseguente prelievo illecito di somme dal conto del titolare, la banca deve rimborsare il cliente se non dimostra che il prelievo sia dovuto a colpa grave di quest’ultimo. Ai sensi del d.lg. n. 11/2010, la banca deve infatti fornire la prova della riconducibilità dell’operazione al cliente, in quanto grava sull’ente finanziatore l’onere di dimostrare che l’operazione posta in essere illecitamente dal terzo sia stata effettuata correttamente e che non vi sia stata anomalia che abbia consentito l’operazione fraudolenta.

Giudice di pace Ferentino, 10/02/2022

Il reato di indebito utilizzo di carta

Il reato di indebita utilizzazione, a fini di profitto, di una carta si consuma anche nell’ipotesi in cui l’utilizzazione di una carta bancomat, di provenienza furtiva, da parte di chi non è in possesso del ‘codice PIN’ sia effettuata mediante la digitazione casuale di sequenze numeriche presso uno sportello di prelievo automatico di denaro, senza ottenere alcun prelievo di contanti e, dunque, indipendentemente dall’effettivo conseguimento di un profitto o dal verificarsi di un danno, non essendo richiesto dalla norma che la transazione giunga a buon fine, sicché non si ha reato impossibile, in riferimento alla fattispecie criminosa in esame, nel caso in cui la carta di credito venga “bloccata” dal titolare.

Cassazione penale sez. V, 04/02/2022, n.7780

Età avanzata della vittima: può configurare l’aggravante della minorata difesa?

Ai fini della configurabilità della circostanza aggravante della minorata difesa, l’età avanzata della vittima, a seguito delle modificazioni introdotte dalla legge n. 94/2009, è rilevante nel senso che impone al giudice di verificare, allorché un reato sia commesso in danno di persona anziana, se la condotta criminosa posta in essere sia stata agevolata dalla scarsa lucidità o incapacità di orientarsi da parte della vittima nella comprensione degli eventi secondo criteri di normalità.

(Fattispecie in cui il Tribunale ha ravvisato la contestata aggravante in danno di una vittima che, lasciatasi avvicinare dall’imputato durante la fase di prelievo allo sportello bancomat, entrò – per sua stessa ammissione – in confusione, tanto da non capire che tasti stesse digitando e da non accorgersi che un complice prelevava il denaro al primo sportello utilizzato).

Tribunale Rovigo, 18/01/2022, n.1161

Reiterato prelievo di denaro presso lo sportello bancomat di una banca

Integra il reato di indebita utilizzazione di carte di credito, di cui all’articolo 55, comma 9, del decreto legislativo 231/2007 e non quello di frode informatica, di cui all’articolo 640-ter del codice penale, il reiterato prelievo di denaro contante presso lo sportello bancomat di un istituto bancario mediante utilizzazione di un supporto magnetico clonato, in quanto il ripetuto ritiro di somme per mezzo di una carta bancomat illecitamente duplicata configura l’utilizzo indebito di uno strumento di prelievo.

Nel caso di specie, la Corte d’appello ha rigettato la tesi della difesa secondo cui il fatto contestato doveva essere qualificato come accesso al sistema informatico ex articolo 640-ter del codice penale, data l’utilizzazione fraudolenta del sistema informatico, presupposto assorbente della generica indebita utilizzazione dei codici di accesso.

Corte appello Ancona, 23/09/2021, n.1550

Carta pago bancomat provento di furto

Integra il delitto di ricettazione l’acquisto o la ricezione di una carta elettronica di pagamento o prelievo contanti (c.d. “pagobancomat”) provento di furto, nella consapevolezza della sua illecita provenienza, a nulla rilevando, trattandosi di reato a dolo specifico, l’effettivo conseguimento del profitto per l’impossibilità di operare sul conto. (In applicazione del principio, la Corte ha escluso la configurabilità del reato impossibile in una fattispecie in cui l’imputato non aveva avuto conoscenza del codice identificativo personale per l’accesso ai servizi bancari – c.d. “pin” -, bloccato dal titolare, non potendosi escludere “ex ante” la circostanza che questi confidasse di poterne fare uso in qualche modo, così da ricavarne un vantaggio patrimoniale).

Cassazione penale sez. II, 08/07/2021, n.35239

Prelievi da bancomat altrui

Il prelievo ripetuto di denaro contante, mediante supporto magnetico clonato, integra il reato di cui all’art. 55, comma 9, d. lg. n. 231/2007. Mentre l’art. 640-ter c.p. sanziona la penetrazione fraudolenta e l’alterazione di un sistema informatico, l’art. 55, comma 9, d.lg. n. 231/2007, consistente nell’utilizzazione abusiva di carte di credito, non è caratterizzato dal quid pluris dell’alterazione del sistema informatico.

Cassazione penale sez. II, 30/10/2019, n.50395

Sportello bancomat: installazione scanner per la raccolta e la memorizzazione di dati

L’installazione, all’interno del sistema bancomat, di scanner per banche magnetiche per la raccolta e la memorizzazione di dati preordinate ad intercettare comunicazioni relative al sistema informatico integra il reato – di pericolo – di falsificazione dei mezzi elettronici di pagamento e di prelievo, reato che si pone, in termini prodromici e strumentali rispetto alla clonazione cui pure è finalizzato.

Cassazione penale sez. V, 11/03/2019, n.15665

Indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento

Ai fini della consumazione del reato di cui all’art. 493 ter c.p. è sufficiente una qualsivoglia modalità di utilizzazione della carta “bancomat”, a prescindere dall’effettivo conseguimento del denaro, al cui prelievo è funzionale la detta utilizzazione.

Tribunale Bari sez. uff. indagini prel., 08/02/2019

Utilizzazione di un supporto magnetico clonato

E’ configurabile il reato di cui all’art. 640 ter c.p., se la condotta contestata è sussumibile nell’ipotesi “dell’intervento senza diritto su informazioni contenute in un sistema informatico”. Integra il delitto di frode informatica, e non quello di indebita utilizzazione di carte di credito, la condotta di colui che, servendosi di una carta di credito falsificata e di un codice di accesso fraudolentemente captato in precedenza, penetri abusivamente nel sistema informatico bancario ed effettui illecite operazioni di trasferimento fondi.

Integra il reato di indebita utilizzazione di carte di credito di cui all’art. 493 ter c.p. e non quello di frode informatica, il reiterato prelievo di denaro contante presso lo sportello bancomat di un istituto bancario mediante utilizzazione di un supporto magnetico clonato.

Cassazione penale sez. II, 17/06/2019, n.30480

Estorsione e prelievo del denaro

In tema di estorsione è integrato il reato anche se l’imputato agisce con l’intento di far valere un preteso diritto se la forza intimidatoria è tale da rendere la condotta ingiusta.

(Nel caso di specie, si trattava del reato di estorsione in cui i due imputati, dietro minaccia accompagnavano la vittima al bancomat per il prelievo del denaro senza mai lasciarlo fino al giorno successivo quando gli consegnava l’intera somma di denaro richiesta).

Tribunale Chieti, 18/04/2018, n.321

Carta bancomat clonata 

La condotta criminosa dell’agente consistita nel ricaricare una carta di credito a sé intestata utilizzando l’altrui carta bancomat clonata, deve ritenersi del tutto assimilabile al mero prelievo di denaro presso uno sportello bancomat e, dunque, tale da integrare il reato di indebita utilizzazione di carte di credito di cui all’articolo 55, comma 9, del Dlgs 231/2007, potendosi configurare, a tal riguardo, l’illecito utilizzo di una carta bancomat altrui, seppur in versione clonata, al fine di conseguire un indebito profitto. Tale condotta non può essere, invece, ricondotta a una alterazione di sistema informatico o telematico, né all’abusivo intervento sui dati dello stesso, condotte incriminate dall’articolo 640-ter del Cp.

Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto la richiesta della difesa di riqualificare i fatti ai sensi della citata disposizione codicistica, in quanto per l’utilizzo in qualunque modo di una carta bancomat falsificata costituente clone è configurabile il diverso reato di indebita utilizzazione di carte di credito.

Tribunale Torino, 22/02/2018, n.260

La digitazione casuale di sequenze numeriche presso uno sportello abilitato al prelievo

L’utilizzazione di una carta bancomat di provenienza furtiva da parte di chi non sia in possesso del codice PIN, realizzata mediante la digitazione casuale di sequenze numeriche presso uno sportello di prelievo automatico di denaro, è sufficiente ad integrare la fattispecie consumata di utilizzazione indebita di carta abilitante al prelievo di denaro contante.

Cassazione penale sez. V, 12/01/2018, n.17923

Furto aggravato dall’abuso di relazioni domestiche

Integra il reato di furto aggravato dall’abuso di relazioni domestiche (art. 624, 61 n. 11 c.p.) e non di furto in appartamento (art. 624 bis c.p.) il prelievo da bancomat di cui si conosceva il pin e l’impossessamento di un braccialetto d’oro appartenenti alla convivente e ai di lei familiari).

Tribunale La Spezia, 06/06/2015, n.721

Codici di carte di credito scaricati dal sistema informatico

Integra il reato di detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a servizi informatici e telematici (art. 615 quater c.p.) e non quello di ricettazione la condotta di chi riceve i codici di carte di credito abusivamente scaricati dal sistema informatico, ad opera di terzi e li inserisce in carte di credito clonate poi utilizzate per il prelievo di denaro contante attraverso il sistema bancomat.

Cassazione penale sez. II, 03/10/2013, n.47021

Impossessamento del portafogli della vittima

La condotta criminosa di costrizione della vittima ad un prelievo con carta “bancomat” per poi impossessarsi della somma di denaro contante così ottenuta costituisce, nella forma tentata, un episodio di rapina autonomo che non assorbe il disvalore di quello, cronologicamente precedente ma pur sempre commesso dallo stesso soggetto in altro momento, costituito dall’impossessamento del portafogli della stessa vittima, ove era custodita la carta “bancomat”, per diversità di atteggiamento psicologico, oltre che di contesto temporale, e di elemento di profitto.

Cassazione penale sez. II, 09/06/2010, n.24362

Prelievo fraudolento con bancomat trattenuto dallo sportello automatico manomesso

La banca, svolgendo attività professionale, deve adempiere a tutte le obbligazioni, con la diligenza particolarmente qualificata dell’accorto banchiere, assunte nei confronti dei propri clienti, non solo con riguardo all’attività di esecuzione di contratti bancari in senso stretto, ma anche in relazione ad ogni tipo di operazione oggettivamente esplicata (art. 1176 c.c.).

Pertanto la banca risponde di tutti i rischi tipici della sua sfera professionale per la cui eliminazione non ha provveduto alla adozione di mezzi idonei (nella fattispecie è responsabile del prelievo fraudolento fatto con bancomat trattenuto dallo sportello automatico manomesso).

Cassazione civile sez. I, 12/06/2007, n.13777



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