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Furto bancomat: ultime sentenze

29 Aprile 2020
Furto bancomat: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: beni esposti per impellenti bisogni della vita quotidiana; furto di un bancomat custodito in un borsello all’interno di un’autovettura parcheggiata sulla pubblica via; asportazione della carta bancomat dal portabagagli dell’autovettura della persona offesa .

Commette furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento chi ottiene bancomat e pin e li utilizza per impossessarsi di contante contro la volontà della vittima.

Furto: l’esposizione del bene alla pubblica fede 

In tema di furto la circostanza aggravante dell’esposizione del bene alla pubblica fede è riconoscibile non solo per i beni che sono esposti per destinazione consuetudine ma anche per quelli che si trovino in tale condizione in ragione di impellenti bisogni della vita quotidiana.

(Nel caso di specie si trattava del furto di un bancomat custodito in un borsello all’interno di un’autovettura parcheggiata sulla pubblica via laddove tale circostanza non è stata riconosciuta poiché la persona offesa non aveva esigenze indifferibili tali da impedirle di approntare una forma più adeguata di tutela dei propri beni ovvero di portarli con sé trovandosi la tessera bancomat in un borsello facilmente trasportabile con sé).

Corte appello L’Aquila, 31/10/2019, n.1847

Furto di un portafogli contenente bancomat

In caso di furto di un portafogli contenente bancomat e documenti di identità, non è applicabile la circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, in considerazione del valore non determinabile, o comunque di non speciale tenuità, del documento, che non si esaurisce nello stampato, nonché degli ulteriori effetti pregiudizievoli subiti dalla persona offesa, quali le pratiche relative alla duplicazione dei documenti sottratti.

Cassazione penale sez. V, 05/07/2019, n.38904

L’omessa diligente custodia del pin del bancomat

In caso di prelievi illeciti da conto corrente effettuati a seguito di furto di carta bancomat si deve ritenere decisiva la brevità del lasso temporale tra il furto e i prelievi e l’utilizzo del pin corretto, derivando da ciò il convincimento che il pin fosse conservato assieme alle carte, e rubando la borsa il ladro si è impossessato anche del codice segreto. Appare quindi evidente la negligenza della parte nella custodia e nell’utilizzo del bancomat, con conseguente assenza di responsabilità della banca.

Giudice di pace Modena, 12/04/2019, n.286

Furto di bancomat contenuto in una borsa 

In tema di furto aggravato di cose esposte alla pubblica fede, il requisito della esposizione per “necessità” richiede che sia puntualmente accertata in concreto la sussistenza di una situazione determinata da impellenti e non differibili esigenze che abbiano impedito alla persona offesa di portare con sé o custodire più adeguatamente la “res” furtiva.

(Fattispecie in cui la Corte ha escluso la sussistenza dell’aggravante relativamente al furto di una tessera bancomat sottratta da una borsa riposta dentro un furgone, poichè la persona offesa aveva parcheggiato e lasciato aperto il predetto furgone senza rappresentare esigenze particolari che le avessero impedito di approntare forme più adeguate di tutela dei propri beni).

Cassazione penale sez. V, 08/06/2018, n.33863

Reato di furto aggravato dall’uso di mezzo fraudolento

In tema di reati contro il patrimonio, integra il reato di furto aggravato dall’uso di mezzo fraudolento, e non quello di truffa, la condotta di chi dapprima ottenga in maniera fraudolenta il consenso del titolare della tessera bancomat e del relativo codice per effettuare un prelievo di denaro per conto di costui e, successivamente, si impossessi del contante contro la volontà della vittima.

Cassazione penale sez. V, 22/05/2018, n.36138

Furto della carta bancomat

Ai fini della preclusione connessa al principio “ne bis in idem”, l’identità del fatto sussiste quando vi sia corrispondenza storico-naturalistica nella configurazione del reato, considerato in tutti i suoi elementi costitutivi (condotta, evento, nesso causale) e con riguardo alle circostanze di tempo, di luogo e di persona. La preclusione del “ne bis in idem” non opera ove tra i fatti già irrevocabilmente giudicati e quelli ancora da giudicare sia configurabile un’ipotesi di “concorso formale di reati”, potendo in tal caso la stessa fattispecie essere riesaminata sotto il profilo di una diversa violazione di legge, salvo che nel primo giudizio sia stata dichiarata l’insussistenza del fatto o la mancata commissione di esso da parte dell’imputato.

(Nella specie, la Corte ha escluso la sussistenza del ne bis in idem atteso che l’imputato era stato processato per l’indebito utilizzo di tessera bancomat e della sottrazione della stessa. Il delitto di furto della carta bancomat concorre con quello di cui all’art. 12 L. n. 143 del 1991, limitatamente alla ipotesi dell’indebito utilizzo del medesimo documento, in quanto si tratta di condotte eterogenee sotto l’aspetto fenomenico, verificandosi la seconda quando la prima è ormai esaurita e non trovando, l’uso indebito, un presupposto necessario ed indefettibile nell’impossessamento illegittimo).

Cassazione penale sez. II, 15/01/2013, n.18269

Videosorveglianza presso la filiale della Banca

In tema di furto pluriaggravato e di uso indebito di carte di credito, costituiscono precisi elementi a carico dell’imputato della commissione di entrambi i reati contestati le riprese dell’imputato e del suo complice da parte del sistema di videosorveglianza presso la filiale della Banca, ove venivano tentati i prelievi bancomat, e quanto al furto il breve lasso temporale intercorso tra l’asportazione della carta bancomat dal portabagagli dell’autovettura della persona offesa e detti tentativi di prelievo.

Tribunale Torino sez. uff. indagini prel., 22/05/2012

Furto bancomat e indebito utilizzo

Il reato di indebita utilizzazione di tessera bancomat di cui all’art. 55 comma 9 d.lg. n. 231 del 2007, concorre materialmente con il delitto di furto della medesima tessera precedentemente commesso, allorché la condotta di indebita utilizzazione della predetta tessera è ulteriore e differente rispetto a quella dell’impossessamento (fattispecie relativa al furto di tessera bancomat e successivo indebito utilizzo consistente in due prelievi da sportello bancomat).

Tribunale Torino sez. uff. indagini prel., 10/11/2011

Furto bancomat e stato di deficienza psichica della vittima

Il delitto di appropriazione indebita ex art. 646 c.p. presuppone una situazione legittima di possesso, ovvero non un semplice rapporto materiale tra l’agente e la cosa, ma un potere fatto autonomo sulla cosa stessa, esercitato al di fuori della sfera di vigilanza e di custodia del titolare; tant’è che non è necessario che l’agente abbia la materiale disponibilità della cosa, essendo sufficiente la disponibilità giuridica

(Nella specie è stata affermata la penale responsabilità per il delitto di furto aggravato a carico dell’imputato che aveva sottratto alla parte offesa un bancomat ed una carta di credito approfittando dello stato di deficienza psichica della stessa).

Tribunale Imperia, 26/04/2000

Furto di banconote presso sportello bancario

Il reato di uso di atto falso è assorbito, a norma dell’art. 84 c.p., dal reato di furto aggravato dall’uso di mezzo fraudolento. (Fattispecie in tema di furto di banconote presso sportello bancario di prelievo automatico a mezzo di falsa carta di credito ” Bancomat “).

Cassazione penale sez. II, 07/12/1989



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