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Truffa ai danni dello Stato: ultime sentenze

28 Aprile 2020
Truffa ai danni dello Stato: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: consumazione del reato di truffa ai danni dello Stato; nesso di causalità tra i raggiri o artifizi posti in essere per indurre in errore il terzo; danno immediato ed effettivo di natura strettamente economico-patrimoniale.

Truffa ai danni dello Stato

La truffa ai danni dello Stato per percezione di prestazioni indebite di finanziamenti e contributi, erogati in ratei periodici, non è reato permanente bensì a consumazione prolungata, perché il soggetto agente manifesta sin dall’inizio la volontà di realizzare un evento destinato a durare nel tempo; pertanto, il momento consumativo del reato coincide con quello della cessazione dei pagamenti, che segna la fine dell’aggravamento del danno (affermazione resa nell’ambito di questione in tema di competenza per territorio, radicata nel luogo in cui fu ricevuto l’ultimo rateo).

Cassazione penale sez. fer., 06/08/2019, n.44878

Truffa aggravata ai danni dello Stato

Integra il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, e non quello di peculato o di frode informatica, la condotta dell’amministratore della società gerente apparecchi per le vincite in denaro che, senza alterare il sistema telematico di collegamento di tali apparecchi con l’Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato, occulta la reale entità delle giocate effettuate, inserendo una scheda “clone” per la loro contabilizzazione, ed omette di versare all’amministrazione finanziaria le somme dovute a titolo di prelievo unico erariale (PREU), nella misura del 12% degli importi delle giocate.

(In motivazione, la Corte ha precisato che, poiché l’imposta va corrisposta con riferimento a ciascun anno solare ed è dovuta anche per le giocate effettuate tramite apparecchi gestiti in assenza di autorizzazione ed estranei alla rete telematica, il denaro incassato all’atto della giocata deve ritenersi interamente di proprietà della società che dispone del congegno, configurandosi alla stregua di un ricavo di impresa sul quale è calcolato l’importo da corrispondere a titolo di debito tributario).

Cassazione penale sez. VI, 05/04/2018, n.21318

Ingiusto profitto e danno per l’amministrazione

Il delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato, perpetrato attraverso l’illegittima attività di “discarico” di cartelle esattoriali relative a sanzioni amministrative, si consuma non già nel momento dell’accoglimento della relativa richiesta con emissione del provvedimento di sgravio, ma in quello successivo della cancellazione dal ruolo delle cartelle di pagamento da parte dell’agente della riscossione, poiché solo allora, con la definitiva rinuncia alla riscossione del credito, può dirsi definitivamente conseguito l’ingiusto profitto con conseguente danno per l’amministrazione.

Cassazione penale sez. II, 28/05/2019, n.29688

L’aggravante della truffa ai danni dello Stato 

Per parlare di servizio pubblico è sufficiente che lo stesso, anche se attuato attraverso organismi privati, realizzi finalità pubbliche (nella specie la Corte ha ritenuto sussistente l’aggravante della truffa ai danni dello Stato ex art. 640-quater c.p. nei confronti di uan società privata ma con e finalità pubbliche).

Cassazione penale sez. II, 20/12/2018, n.4446

Identità tra il destinatario degli artifizi o raggiri e il danneggiato

Il delitto di truffa ai danni dello Stato o di un ente pubblico è configurabile anche quando il soggetto passivo del raggiro è diverso dal soggetto passivo del danno (nella specie lo Stato) ed in difetto di contatti diretti tra il truffatore e il truffato, sempre che sussista un nesso di causalità tra i raggiri o artifizi posti in essere per indurre in errore il terzo, il profitto tratto dal truffatore ed il danno patrimoniale patito dal truffato. (Fattispecie in cui l’imputato, esibendo documenti falsi, si era presentato presso un ufficio postale per riscuotere un rimborso IVA spettante ad altri.).

Cassazione penale sez. II, 19/07/2018, n.39958

Condotta omissiva: può integrare la truffa ai danni dello Stato?

Un comportamento omissivo non può integrare il delitto di truffa ai danni dello Stato, a meno che non sia connotato da un quid pluris che lo caratterizzi per la sua natura fraudolenta, in mancanza del quale esso può integrare il delitto di indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato.

Tribunale Chieti, 17/04/2018, n.462

Condotta ingannevole 

Integra il delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato o di altro ente pubblico la condotta ingannevole finalizzata all’aggiudicazione di un appalto pubblico, sempreché ne derivi alla P.A. un danno immediato ed effettivo di natura strettamente economico-patrimoniale, che può consistere sia nelle spese, negli esborsi e negli oneri finanziari sostenuti per la costituzione del rapporto contrattuale sia nel dispendio di risorse umane ed economiche conseguente alla necessità, a fronte di una scoperta tardiva dell’irregolarità, di revocare l’assegnazione dell’appalto ed adottare gli ulteriori provvedimenti.

Cassazione penale sez. II, 04/05/2017, n.25733

L’integrazione della condotta tipica del reato

In tema di truffa ai danni dello Stato od enti pubblici, non presenta di per sè caratteri di falsità, rilevanti ai fini dell’integrazione della condotta tipica del reato, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà proveniente dal lavoratore che, onde ottenere dall’ASL l’erogazione dell’aspettativa retribuita prevista dall’art. 42, comma quinto, D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, si qualifichi convivente con il familiare portatore di “handicap” cui presta assistenza, sebbene dimori altrove, non potendo il concetto di convivenza essere ritenuto coincidente con quello di coabitazione, poiché in tal modo si darebbe un’irragionevole interpretazione restrittiva della disposizione citata, per effetto della quale si escluderebbe senza motivo dal beneficio il lavoratore che in effetti convive, ancorché soltanto limitatamente ad una certa fascia oraria nel corso della giornata, con il familiare bisognoso, proprio al fine di prestargli assistenza per un arco di tempo in cui quest’ultimo, altrimenti, ne sarebbe privo.

Cassazione penale sez. II, 16/02/2017, n.24470

Truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico 

Risponde di danno erariale il dirigente medico che, in quanto titolare di un rapporto di lavoro a tempo pieno con una struttura sanitaria pubblica, abbia dalla stessa percepito le componenti retributive collegate al vincolo di esclusività (quali l’indennità di esclusiva, l’indennità di risultato e parte della retribuzione di posizione), pur svolgendo attività libero professionale in permanenza di detto rapporto di lavoro (fattispecie relativa ad un medico dirigente di struttura sanitaria pubblica condannato per truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico in relazione alla falsa attestazione di presenze in servizio e contestuale esercizio della libera professione).

Corte Conti, (Abruzzo) sez. reg. giurisd., 31/01/2017, n.9

Truffa ai danni dello Stato: la condotta del pubblico dipendente

Integra il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato la condotta del pubblico dipendente che violi l’obbligo di prestare servizio secondo l’orario d’ufficio, dal momento che, essendo l’orario di lavoro prestabilito in funzione delle esigenze dell’amministrazione, la sua violazione determina di per sè un danno per quest’ultima.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi la sentenza che aveva ravvisato il reato indicato nella condotta di un medico, assegnato al servizio di guardia medica, il quale poneva in essere prolungati ritardi, assenze ed allontanamenti dal luogo di lavoro, mediante apposizione sul registro delle presenze di firme con indicazione di orari di presenza non veritieri).

Cassazione penale sez. II, 17/06/2016, n.34773

Soggetto rinviato a giudizio per truffa ai danni dello Stato

È legittimo il provvedimento, con il quale l’amministrazione revochi l’erogazione di un contributo pubblico concesso a un soggetto, sottoposto a procedimento penale e rinviato a giudizio per truffa ai danni dello Stato ex art. 640 bis c.p. per fatti inerenti alla pratica agevolativa avente ad oggetto la concessione di detto contributo; la pubblica amministrazione, infatti, deve tenere adeguatamente conto, nell’ambito dei procedimenti di propria competenza, di fatti ed episodi oggetto di valutazione nel corso di un procedimento penale, indipendentemente dall’esito di quest’ultimo.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. I, 01/04/2016, n.296

Reato di frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato

Integra il reato di frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato, di cui agli art. 356 e 640 cpv c.p., la condotta degli infermieri che, in concorso tra loro e operando presso diverse case di riposo e poliambulatori, abbiano prestato un numero di ore lavorative inferiore a quello risultante dai cartellini segnatempo, incorrendo in sovrapposizioni di tempi ed in incompatibilità orarie in numerosissime occasioni, risultato tangibile di un “gioco fraudolento” realizzato avvalendosi di altri fiduciari per timbrature di comodo a copertura di orari più brevi o, addirittura, di servizi mai effettuati.

Cassazione penale sez. VI, 10/02/2015, n.16265



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