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Sì arbitrato sulla delibera che approva il bilancio

25 Giugno 2014
Sì arbitrato sulla delibera che approva il bilancio

I vizi sulla convocazione e composizione dell’assemblea riguardano i diritti disponibili; il Tribunale di Milano sulla clausola compromissoria.

Anche per le deliberazioni assembleari che hanno per oggetto l’approvazione del bilancio d’esercizio si applica la clausola compromissoria: è quanto ribadito dal Tribunale di Milano (sezione specializzata in materia di impresa) in una recente sentenza [1].

Nel caso di specie erano stati contestati vizi relativi alla convocazione e la composizione del l’assemblea chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio.

Per il tribunale, infatti, si tratta di vizi inerenti alla posizione del socio e, come tali, relativi a diritti disponibili: cosicché, si può applicare anche alle controversie tra la società e i soci sull’impugnazione di delibere assembleari di approvazione del bilancio sociale la clausola di uno statuto di Srl la quale disponga l’arbitrato per tutte le controversie, comprese quelle sulla validità delle delibere assembleari, che dovessero sorgere in merito all’applicazione, esecuzione e interpretazione dello statuto sociale, nonché in merito ai rapporti tra i soci, fra la società e i soci, gli organi sociali e/o di controllo, nonché fra tutti o alcuni dei suddetti soggetti fra loro.

I precedenti

Sulla “disponibilità” dei diritti quale presupposto della ammissibilità del giudizio arbitrale, il Tribunale di Milano si era appena espresso con un’ordinanza di gennaio scorso [2]. In questo provvedimento è stato affermato il principio secondo il quale la clausola compromissoria che delega ad arbitri “qualunque controversia dovesse insorgere tra i soci circa l’interpretazione o l’esecuzione dei patti sociali” è valida, purché l’interesse oggetto della controversia non abbia carattere indisponibile, cioè non sia tutelato da norme inderogabili la cui violazione determina una reazione automatica dell’ordinamento, svincolata da qualsiasi iniziativa di parte.

Nel caso specifico, oggetto del giudizio, la clausola compromissoria è stata giudicata valida in relazione all’esercizio dell’azione di revoca per giusta causa di un amministratore di società in accomandita semplice.

Tornando all’arbitrabilità delle controversie in ordine al bilancio delle società, il Tribunale di Milano [3] aveva già osservato che sono da ritenersi arbitrabili [4] tutte le controversie di impugnazione di delibere assembleari nelle quali non siano prospettati vizi di invalidità insanabili: si tratta di un perimetro di controversie assai ristretto, in quanto sono tali – per il tribunale – i soli vizi consistenti nella modifica dell’oggetto sociale con previsione di “attività illecite o impossibili” [5].

Il perimetro

Secondo il Tribunale di Milano l’area della non compromettibilità in arbitri è ristretta all’assoluta indisponibilità del diritto, intesa quale irrilevanza della volontà del titolare del diritto quanto alla configurazione della stessa posizione soggettiva.

Al riguardo, il Tribunale precisa che si tratta di una nozione che va distinta e che non può essere sovrapposta a quella dell’inderogabilità di una data disciplina (che riguarda i limiti posti dall’ordinamento all’autonomia privata nel regolare un dato rapporto). Ne consegue che è da ammettersi il giudizio arbitrale sulle delibere di approvazione di bilanci societari di cui l’attore deduca la nullità per violazione dei canoni inderogabili di veridicità, chiarezza e precisione.

Occorre, infine, rammentare [6] che è nulla [7] la clausola che rimette la scelta degli arbitri alle parti confliggenti in quanto la legge impone che tutti gli arbitri siano nominati da un soggetto “estraneo alla società”.

Le decisioni più recenti

La clausola compromissoria nella giurisprudenza del Tribunale di Milano

9 MAGGIO 2014

Nullità della clausola compromissoria e salvezza degli effetti della domanda

Deve ritenersi nulla per violazione espressa dell’articolo 34, comma 2°, dlgs n 5/2003, il quale impone che tutti gli arbitri siano nominati da un soggetto «estraneo alla società», la clausola che rimette la scelta degli arbitri alle parti confliggenti.

A fronte della nullità della clausola statutaria compromissoria, nessun effetto, quanto alla tempestività dell’opposizione ex articolo 2533 Codice civile, può essere ricondotto all’atto di instaurazione del giudizio arbitrale da parte del socio escluso da una cooperativa, il quale, in conformità ai medesimi principi di diritto di cui all’articolo 164 Cpc, deve ritenersi privo di efficacia giuridica e, come tale, radicalmente inidoneo a consentire una pronuncia di merito sull’opposizione.

Alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 223/2013, a fronte di un errore nella individuazione del giudice competente, solo l’attivazione del peculiare meccanismo di cui all’art. 50 Cpc (tanto nei rapporti tra giudici ordinari che tra giudici ordinari e arbitri) consente la salvezza degli effetti della domanda proposta a giudice incompetente: la disciplina di salvaguardia degli effetti processuali e sostanziali non può dunque essere invocata in assenza di riassunzione del giudizio ex articolo 50 Cpc e di una pronuncia di declaratoria di incompetenza, determinata dalla impossibilità di costituire il collegio arbitrale.

9 APRILE 2014

Controversie tra società e soci e compromettibilità in arbitri

La clausola di uno statuto di Srl che disponga che tutte le controversie, comprese quelle in ordine alla validità delle delibere assembleari, che dovessero sorgere in merito all’applicazione, esecuzione e interpretazione dello statuto sociale, nonché in merito ai rapporti tra i soci, fra la società e i soci, gli organi sociali e/o di controllo, nonché fra tutti o alcuni dei suddetti soggetti fra loro, si applica anche alle controversie tra la società e i soci aventi a oggetto l’impugnazione di delibere assembleari recanti approvazione del bilancio sociale (nella specie per vizi concernenti la convocazione e la composizione dell’assemblea, vizi tipicamente inerenti alla posizione del socio e come tali relativi a diritti disponibili).

16 GENNAIO 2014

Clausola compromissoria e controversie societarie

La clausola compromissoria che delega ad arbitri «qualunque controversia dovesse insorgere tra i soci circa l’interpretazione o l’esecuzione dei patti sociali» è valida, purché l’interesse oggetto della controversia non abbia carattere indisponibile, cioè non sia tutelato da norme inderogabili la cui violazione determina una reazione automatica dell’ordinamento, svincolata da qualsiasi iniziativa di parte (nel caso di specie, la clausola è stata giudicata valida in merito all’esercizio dell’azione di revoca per giusta causa di un amministratore di Sas).

23 LUGLIO 2013

Arbitrabilità delle controversie in materia di impugnazione delle delibere societarie di approvazione del bilancio

Poiché l’area della non compromettibilità in arbitri è ristretta all’assoluta indisponibilità del diritto (intesa quale irrilevanza della volontà del titolare del diritto quanto alla configurazione della stessa posizione soggettiva), nozione che non può essere sovrapposta a quella dell’inderogabilità di una data disciplina (che riguarda i limiti posti dall’ordinamento all’autonomia privata nel regolare un dato rapporto), sono da ritenersi arbitrabili ai sensi dell’articolo 36 dlgs 5/2003 tutte le controversie di impugnazione di delibere assembleari nelle quali non siano prospettati vizi di invalidità insanabili (da qualificarsi tali, nel sistema vigente, i soli vizi di cui al terzo comma seconda parte dell’articolo 2479 ter Codice civile e al primo comma seconda parte dell’articolo 2379 Codice civile, consistenti nella modifica dell’oggetto sociale con previsione di «attività illecite o impossibili») ed è pertanto da ammettersi la cognizione arbitrale sulle delibere di approvazione di bilanci societari di cui l’attore deduca la nullità per violazione dei canoni inderogabili di veridicità, chiarezza e precisione, vizi la cui denuncia è soggetta al termine di cui al comma terzo prima parte dell’articolo 2479 ter Codice civile e inoltre al termine specifico di cui al primo comma dell’articolo 2434 bis Codice civile, richiamato per le srl dall’ultimo comma dell’articolo 2479 ter Codice civile.


note

Autore immagine: 123rf com


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