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Coronavirus: dopo Pasqua forse una svolta

7 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: dopo Pasqua forse una svolta

Oggi vertice di Conte con il Comitato tecnico scientifico per fare le prime valutazioni sulle possibili riaperture di alcune attività produttive.

Impossibile al momento stabilire una data precisa per dire quando comincerà ad allentarsi la corda delle restrizioni imposte per l’emergenza coronavirus. Ma qualcosa potrebbe muoversi molto presto, forse dopo il 13 aprile. Lo ha insinuato ieri sera il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel presentare il decreto liquidità che garantisce prestiti e la sospensione delle tasse alle imprese.

Molto dipenderà dall’andamento dei contagi. Una prima valutazione verrà fatta proprio oggi nel corso della riunione che Conte manterrà con il Comitato tecnico scientifico incaricato di seguire l’evoluzione della pandemia in Italia. In questa sede, verranno poste le prime basi per l’avvio dell’ormai famosa Fase 2 dell’emergenza, ovvero delle possibili riaperture da fare dal 14 aprile in poi. Il premier, comunque, ha precisato che, anche nel caso in cui si desse il via libera ad alcune realtà produttive alla ripresa della loro attività, ciò non significherebbe tornare alla normalità: «Dovremo continuare a osservare la regola delle distanze e fare sacrifici ancora per un po’», ha avvertito Conte.

Già in Lombardia, baluardo del rigidissimo governatore leghista Attilio Fontana, è stata decisa la riapertura dei mercati comunali coperti, dopo un dietrofront del presidente della Regione che aveva determinato la chiusura da sabato scorso. Le pressioni di Confesercenti e di alcuni sindaci (quello di Milano, Giuseppe Sala, in testa) hanno convinto Fontana a fare marcia indietro e a consentire la ripresa dell’attività nei mercati coperti alle stesse condizioni dei supermercati, come ad esempio la misurazione della febbre ai consumatori prima del loro ingresso nelle strutture.

A livello nazionale, si vuole dare in particolare un impulso al settore agricolo per non dover buttare via il lavoro fatto e quello ancora da fare nelle campagne. Ieri, la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, è stata tassativa: se la manodopera italiana non basta – e, a quanto pare, non basta – è necessario importarla: «Basta con le banalizzazioni degli anni scorsi – ha gridato dai microfoni di Radio Capital – gli immigrati non sono nemici, anzi siamo noi ad aver bisogno di loro. C’è difficoltà a far arrivare i lavoratori e le lavoratrici dai Paesi dell’Est, dobbiamo garantire loro che potranno lavorare in condizioni di assoluta sicurezza».

Tempi più lunghi, invece, per poter fare una passeggiata al parco e godersi in modo più completo la primavera: così come stanno ora le cose, bisognerà far passare il week end lungo del 1° maggio. Bisognerà, comunque, evitare di uscire in gruppo e osservare la distanza interpersonale di sicurezza. Nella prima fase, saranno ancora vietate le manifestazioni pubbliche o le feste sia al chiuso sia all’aperto. Ci vorrà, infine, più tempo per poter andare dal parrucchiere o dall’estetista, al bar o al ristorante. Ed in ogni caso, queste attività potranno riaprire solo se garantiscono le opportune richieste di sicurezza. Non si esclude, dunque, che prima di tirar su di nuovo la serranda debba essere chiesta un’autorizzazione.



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