Lifestyle | Articoli

Quanti soldi ha il Vaticano

7 Aprile 2020 | Autore: Nicola Modafferi
Quanti soldi ha il Vaticano

Il tesoro della Chiesa: beni mobili e immobili. Tutto questo e molto altro rappresenta la ricchezza dello Stato più piccolo del mondo, riunita sotto un unico sigillo papale.

Ogni uomo rimane colpito dalla bellezza di San Pietro. L’oro e l’argento si propagano con una forza immensa, riempiendo ogni spazio visibile all’occhio del visitatore. L’idea di un Cristo mite e povero, che si fa portavoce di un modello di vita distaccato dai beni materiali, è in netto contrasto con il lusso che il Vaticano ostenta.

Si tratta di un patrimonio sterminato dal valore incalcolabile racimolato in circa duemila anni di storia: opere d’arte, edifici storici, chiese, conventi, investimenti in azioni e donazioni. Parecchie di tali cose, come ad esempio: capolavori dell’architettura e della pittura costituiscono un’eredità per l’umanità intera, ma la loro gestione è competenza esclusiva del Vaticano.

Fiumi di inchiostro sono stati versati alimentando anche falsi miti su questo tesoro. Se visitando i Palazzi Apostolici con gli occhi persi a guardare gli affreschi di Raffaello hai pensato: qual è il valore di ciò che mi circonda? Oppure se hai cercato di quantificare il patrimonio della Chiesa e ti sei chiesto: quanti soldi ha il Vaticano? Quest’articolo, con molta probabilità, può risolvere qualche tuo dubbio. Cerchiamo per sommi capi di quantificare questa ricchezza.

A quanto ammonta il tesoro del Vaticano

Rispondere a questo interrogativo è arduo per due fattori: i dati sono difficili da reperire e quelli di cui disponiamo sono di complessa valutazione. Nonostante questa difficoltà ci proviamo. Secondo le statistiche, il totale della fortuna della Chiesa si aggira intorno ai dieci miliardi di euro, distribuiti fra beni mobili e beni immobili. A quest’importo vanno poi aggiunti i possedimenti delle congregazioni religiose e le varie strutture: ospedali, università etc. Una cifra che è notevole, indipendentemente da qualche variazione dovuta, ad esempio, agli andamenti di mercato.

Per approfondire l’argomento dobbiamo puntare l’attenzione sugli organi incaricati che si occupano di gestire l’intero patrimonio. L’amministrazione, vista la cospicuità del capitale, è frazionata fra più enti giuridici. Prima di fare ciò però si deve fare chiarezza su cosa s’intende per Vaticano o Chiesa. Questi termini sovente vengono confusi.

Cos’è la Chiesa cattolica

Se digiti questa parola su google o su qualsiasi motore di ricerca ti rendi conto come talvolta non vi è differenza fra concetti quali: Chiesa cattolica, Città del Vaticano e Santa Sede.

La Chiesa cattolica è la somma delle diocesi e parrocchie disseminate sull’intero pianeta. Le circoscrizioni vescovili ed ecclesiastiche nazionali costituiscono la Chiesa cattolica italiana. La sua fonte primaria di sostentamento è l’otto per mille che i contribuenti, nel momento della stesura della dichiarazione dei redditi, le destinano. Questo importo (circa un miliardo di euro) è gestito per intero dalla Chiesa cattolica e non dal Vaticano [1].

La risorsa economica viene impegnata per il mantenimento del clero e per le opere di carità non solo nostrane come, ad esempio, mense create per i poveri ed istituti d’accoglienza sparsi in tutto il mondo.

Cos’è il Vaticano

In modo improprio si parla di Vaticano per indicare lo Stato della Città del Vaticano.

Nato nel 1929 con i cosiddetti Patti Lateranensi è collocato geograficamente nel territorio dell’Italia, ma ne è indipendente. Segni di questa natura autonoma sono: il Capo di Stato, il Governo, i confini territoriali, la moneta, la banca, un ordinamento giuridico e anche l’esercito (guardie svizzere). Quando si parla di Stato della Città del Vaticano si fa riferimento ad un’entità territoriale su cui viene esercitata una sovranità: ad incarnare formalmente questa potestà è il Sommo Pontefice. Accanto a questa figura, eminente non solo dal punto di vista spirituale, vi è la Santa Sede o Sede Apostolica. Precedente anche alla Città del Vaticano, la Santa Sede influenza la capacità economica del sovrano (il Papa), sino a renderla inesistente.

Cos’è la Santa Sede

Spesso ci si chiede se il Papa ha del denaro di cui può disporre in modo personale. Ogni capo di Stato di qualsiasi Paese percepisce uno stipendio. In questo caso si tratta di un vero e proprio re con poteri assoluti. Quindi in un’ottica ottocentesca la risposta è positiva. In realtà, le cose sono ben diverse poiché gode del necessario per vivere e niente di più. Ogni cosa (ad esempio eventuali proventi scaturiti dalla vendita di immagini che lo ritraggano, libri e quant’altro) appartiene alla Santa Sede.

Il Pontefice fa parte della Santa Sede, ma non la rappresenta. Secondo il diritto canonico – che è il corpo normativo che regolamenta la vita del Vaticano – nel concetto di Sede Apostolica si fa rientrare sia il Santo Padre che i suoi collaboratori [2]. È un soggetto giuridico, riconosciuto dal diritto internazionale, che rappresenta la Chiesa cattolica e la Città del Vaticano. Le relazioni diplomatiche con gli altri Stati sono intrattenute soltanto da tale ente mediante i Nunzi Apostolici.

La Sede Papale e lo Stato del Vaticano insieme costituiscono la Curia che, in quanto legata al territorio di Roma, è detta romana.

Chi gestisce i beni

Come in ogni azienda vi sono vari uffici che, con mansioni diverse, svolgono le attività in modo produttivo; così è concepito anche il Vaticano. Una grande società per azioni, dove i vari settori si occupano, a diverso titolo, di investimenti e produzione di soldi. Tra i più importanti vi sono: la Segreteria di Stato, l’APSA, lo IOR.

La Segreteria di Stato è un ministero delle Finanze che, sorto nel 2014, dispone e controlla una cassa di circa settecento milioni di euro. Questa somma, che deve essere investita, comprende palazzi e strutture situate anche all’estero, oltre al cosiddetto Obolo di San Pietro. Si tratta di offerte rese al Papa per la celebrazione dei Santi Apostoli Pietro e Paolo il 29 giugno o in prossimità di questa data dai fedeli di tutto il mondo: una colletta che arriva a comporre la cifra di cinquanta milioni di euro [3].

La Costituzione apostolica [4] sancisce che l’amministrazione dei beni di proprietà della Santa Sede, posti fuori dalle mura vaticane, spetta all’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica). I dati resi pubblici stabiliscono che il patrimonio custodito da tale organo è pari a tre miliardi di euro [5].

Parte di queste unità immobiliari (appartamenti e negozi) sono stati acquistati e costruiti dopo il 1929. Con i Patti lateranensi il governo italiano versò allo Stato del Vaticano, tra azioni di Stato e denaro, circa due miliardi delle vecchie lire a titolo risarcitorio. Si stima che i beni, invece, acquisiti dallo Stato italiano in fase di occupazione dello Stato Pontificio superavano di gran lunga questa somma.

All’interno dei confini dello Stato del Vaticano, gli immobili (Musei Vaticani, Gendarmeria etc.) sono gestiti, compresi gli introiti scaturenti dalle loro visite da parte dei turisti, dal Governatorato. L’APSA controlla anche il ‘‘portafoglio’’ di investimenti della Santa Sede che vale circa un miliardo e mezzo di euro.

Ed arriviamo infine all’istituzione più controversa che ha, da sempre, suscitato perplessità e polemiche: lo IOR.

L’Istituto per le Opere di Religione è stato al centro di scandali [6]. Sorta sul finire degli anni quaranta, la banca in questione gestisce un pacchetto di cinque miliardi di euro. Al suo interno confluiscono i depositi di ogni ente religioso, congregazione e tutto ciò che ruota intorno al Vaticano o ne porta il sigillo.

Di recente, sotto l’influsso del Papa Emerito e di Papa Francesco, l’ente si è ridimensionato [7]. Una prova di ciò è data dal numero dei clienti che si è ridotto notevolmente. A dare un contributo a questa inversione di rotta è stata la creazione di due enti che hanno finalità di controllo sui flussi finanziari: il Revisore Generale e l’Aif – Autorità di informazione finanziaria -. La loro nascita è avvenuta per contenere gli scandali che hanno travolto la banca e quindi la Chiesa.

Checché se ne dica la Città del Vaticano per l’Italia ha da sempre rappresentato una fonte di reddito. Non può essere sottovalutata la sua portata attrattiva dal punto di vista turistico. Ogni anno un numero considerevole di persone soggiorna a Roma e visita il Vaticano facendosi avvolgere dalla sua bellezza. Nonostante le contraddizioni palesi se accostate al messaggio evangelico del suo fondatore, la Chiesa è un punto di riferimento per la vita spirituale


Di Nicola Modafferi

note

[1] M.Muolo, I soldi della Chiesa. Ricchezze favolose e povertà evangelica, Paoline edizioni, 2019.

[2] Canone 361.

[3] M.Muolo, I soldi della Chiesa. Ricchezze favolose e povertà evangelica, Paoline edizioni, 2019.

[4] Art. 172 Costituzione Apostolica Pastor Bonus.

[5] E.Fittipaldi, Avarizia. Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco, Feltrinelli, 2015.

[6] G.Nuzzi, Vaticano Spa, Chiarelettere, 2009.

[7] G.Nuzzi, Giudizio universale: la battaglia finale di papa Francesco per salvare la Chiesa dal fallimento, Chiarelettere, 2019.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube