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Così oggi la busta paga si dimezza: cos’è il cuneo fiscale

9 ottobre 2013


Così oggi la busta paga si dimezza: cos’è il cuneo fiscale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 ottobre 2013



Un dipendente costa all’azienda il doppio della sua busta paga: il legislatore potrebbe ridurre le imposte sul lavoro dipendente per favorire nuove assunzioni.

Chi vuole assumere un lavoratore deve pagare, ogni mese, allo Stato una somma pari al doppio di quella che incassa effettivamente il dipendente. In altre parole, un lavoratore costa sempre “il doppio”. Per esempio, su mille euro nette erogate al lavoratore, altre mille euro (in alcuni casi anche di più) se ne vanno in tasse. Totale: il datore paga duemila euro.

In gergo tecnico questo divario si chiama cuneo fiscale, e di fatto corrisponde alla somma degli oneri fiscali, previdenziali ed assicurativi a carico dell’azienda e del lavoratore.

Dal lato dei dipendenti il cuneo è rappresentato dalla trattenuta previdenziale (Inps o altro ente obbligatorio), dalla ritenuta Irpef (al netto delle detrazioni riconosciute) nonché dai prelievi subiti a titolo di addizionali comunali e regionali.

Dal punto di vista dell’azienda, invece, il cuneo è costituito dagli oneri contributivi a suo carico (Inps o altro ente di previdenza obbligatoria), dal premio assicurativo Inail e dall’imposta regionale Irap.

In questi giorni si sente parlare spesso di riduzione del cuneo fiscale. Il che servirebbe da un lato a restituire al lavoratore parte della sua retribuzione tassata (che egli non vede mai, poiché le trattenute vengono effettuate “alla fonte”, ossia il datore di lavoro le versa direttamente allo Stato senza farle passare per le mani del dipendente). Dall’altro lato si ridurrebbe il peso sulle aziende che oggi non trovano più conveniente assumere.

Per ridurre il cuneo fiscale, il governo potrebbe decidere di agire o dal lato del lavoratore e da quello dell’azienda o da entrambi.

In favore del lavoratore, al fine di aumentare il suo netto in busta potrebbe decidere di rimodulare le aliquote e gli scaglioni Irpef, nonché di modificare il sistema delle detrazioni, aumentandole o introducendone di nuove.

Al fine di ridurre il costo aziendale, il legislatore potrebbe decidere di agire sul premio Inail, riducendo i tassi ovvero introducendo particolari sistemi di agevolazione o sconto, considerato che gli incassi dell’istituto superano la spesa sostenuta per le prestazioni.

L’altra leva effettivamente utilizzabile è quella fiscale, mediante una riduzione del prelievo Irap, realizzata ad esempio attraverso l’introduzione di nuove deduzioni o sconti.


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