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Come dimostrare che ho pagato il bollo auto

27 Agosto 2020 | Autore:
Come dimostrare che ho pagato il bollo auto

Quali e quante sono le scadenze da osservare quando si possiede un’automobile? Normativa applicabile alla materia.

Quando si intende acquistare un’automobile occorre mettere in conto la necessità di sostenere alcune spese periodiche. Le rate mensili, la polizza assicurativa (annuale o semestrale), la revisione (ogni due anni), la manutenzione di volta in volta necessaria, il tagliando, il bollo sono adempimenti inderogabili. Infrangere tali prescrizioni corrisponde a violare una disposizione di legge o un contratto. In entrambe le ipotesi si può incorrere in alcune conseguenze giuridiche.

Può però verificarsi il caso in cui tu hai adempiuto alle tue obbligazioni, ma il creditore contesta il pagamento. Tale circostanza può presentarsi sia quando la controparte è un’istituzione pubblica (pensa, nella nostra situazione, al Ministero dei Trasporti) sia quando è un soggetto privato (pensa, ad esempio, alla concessionaria che ha venduto la macchina e vuole incassare la somma pattuita). In tali eventualità si pone il problema di fornire la prova di una condotta ligia alle regole.

Sul punto sono diversi gli interrogativi che possono venirti in mente. Ad esempio: come posso dimostrare che ho pagato il bollo auto? Quali sono le conseguenze alle quali vado incontro se sono considerato inadempiente? Quali sono gli strumenti di tutela che mi riconosce l’ordinamento giuridico?

Confrontiamoci insieme su questo argomento e proviamo a chiarirci le idee.

Bollo auto: che cos’è?

Il bollo auto è un’imposta automobilistica che nasce nelle intenzioni del legislatore come tassa di circolazione. La somma versata veniva utilizzata come contributo per la manutenzione delle strade necessaria a seguito del continuo transito delle autovetture. Una parte dell’importo, infatti, era destinato alle attività dell’Anas.

A partire dal 2009 la situazione è radicalmente cambiata. Il bollo ha assunto la denominazione di tassa di proprietà e la sua riscossione è stata trasferita alle competenze delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano; fanno eccezione Sardegna e Friuli Venezia Giulia a favore delle quali opera l’Agenzia delle Entrate.

Le novità legislative hanno prodotto due conseguenze di particolare importanza:

  • la localizzazione dell’imposta:  l’importo va a rimpolpare le casse regionali e non più statali;
  • l’estensione del tributo a tutti i possessori di un’automobile: l’accertamento viene effettuato sulla base dell’iscrizione del veicolo nel pubblico registro automobilistico.

Con riferimento a quest’ultimo aspetto, la natura specifica del bollo fa sì che siano tenuti al pagamento anche coloro che:

  • utilizzano una macchina in leasing o usufrutto;
  • forniscono un servizio di noleggio con conducente.

Si tratta quindi di un’imposta di larga portata ed estesa a un numero significativo di automobilisti.

Quali sono le modalità di pagamento del bollo auto?

Il pagamento del bollo auto oggi è particolarmente semplice: vi sono dei professionisti del settore che forniscono un servizio completo (calcolo dell’ammontare e versamento dell’imposta). Se, invece, preferisci muoverti da solo devi, anzitutto, verificare tre aspetti:

  • se rientri nella categoria delle persone tenute ad assolvere a tale tributo;
  • qual è la somma da pagare;
  • quali sono gli esercizi commerciali abilitati al versamento.

Con riferimento al primo aspetto devi sapere che il nostro ordinamento prevede delle ipotesi di esenzione o di riduzione dell’imposta: nel primo caso si è completamente esonerati dall’obbligo di pagamento; nella seconda ipotesi è applicata un’aliquota più bassa.

Il beneficio di una dispensa totale o parziale viene riconosciuto dal legislatore a soggetti che versano in particolari condizioni (pensa, ad esempio, ai disabili e portatori di handicap) o alle automobili che presentano determinati requisiti (pensa, ad esempio, alle macchine antiche che hanno un particolare interesse storico o artistico o, ancora, ai veicoli delle forze dell’ordine). Ovviamente, nel caso in cui hai effettuato un versamento non dovuto o superiore al suo ammontare hai diritto a ottenere un rimborso previa presentazione di una specifica richiesta all’ente competente.

Il calcolo della somma da pagare può essere effettuato direttamente sul sito dell’agenzia delle entrate o dell’aci: se associ la targa del tuo veicolo al link di riferimento, vieni reindirizzato alla pagina che ti indica la data di scadenza e l’importo da versare.

Per quanto concerne, infine, le attività presso le quali puoi ottemperare al tuo dovere fiscale, vi sono molteplici opportunità:

  • presso i tabaccai o gli esercizi commerciali (ad esempio, i bar) abilitati all’utilizzo dei canali sisal o lottomatica;
  • presso gli uffici postali e gli sportelli atm;
  • attraverso il servizio di home banking messo a disposizione dagli istituti di credito;
  • presso le agenzie di pratiche automobilistiche e le delegazioni dell’aci (automobil club Italia);
  • attraverso le applicazioni scaricabili sul cellulare (PagoPa).

Come dimostrare di aver pagato il bollo?

La varietà di mezzi a tua disposizione per il pagamento della tassa di proprietà presenta indubbi vantaggi (tra tutti, la facilità di adempiere al proprio dovere), ma può avere anche un risvolto negativo, soprattutto se non hai particolare dimestichezza con gli strumenti informatici. In alcune ipotesi, infatti, può essere difficile fornire la prova dell’avvenuto pagamento: immagina, ad esempio, il caso in cui hai fatto il versamento tramite applicazione che hai successivamente disinstallato dal tuo cellulare.

Gli stessi problemi si possono verificare anche con gli strumenti cartacei quando perdi inavvertitamente la ricevuta.

Per chiarire i dubbi in materia occorre fare una premessa interessante: al bollo auto si applica una prescrizione breve. In termini più semplici: il diritto dell’ente locale di chiederti l’importo dovuto si estingue quando sono trascorsi tre anni dal momento della scadenza. In tale ipotesi, anche se non hai la prova di avvenuto pagamento, puoi stare tranquillo: nessuno ti può applicare delle sanzioni. Il primo passo da compiere, quando ricevi un sollecito per un bollo scaduto, è quello di verificare se si tratta di un diritto prescritto.

In tutte le altre ipotesi, per evitare di dover pagare nuovamente la tassa maggiorata degli interessi, è necessario dimostrare di aver già adempiuto. Anche in tale caso devi sapere che ti viene in aiuto la tecnologia informatica e l’evoluzione digitale. Se, infatti, hai smarrito ogni documento in tuo possesso, puoi percorrere diverse strade:

  • se sei residente nelle Marche, in Sicilia, in Sardegna, in Friuli Venezia Giulia e in Valle d’Aosta puoi accedere al servizio fornito dal sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • in tutti gli altri casi puoi fare riferimento al sito dell’Aci o al portale della tua Regione.

In entrambe le ipotesi menzionate, puoi utilizzare quanto indicato in tali pagine come prova della tua posizione regolare. Non devi fare altro che collegarti al sito internet e scaricare dalla tua pagina personale l’indicazione dell’avvenuto versamento. Successivamente, puoi presentare tale documentazione all’ente di riscossione per dimostrare la regolarità della tua posizione.

Il problema si pone quando nessuna delle vie indicate produce risultati positivi. In altri termini, non è possibile ricavare in nessun modo la prova del pagamento. In tali ipotesi, fermo restando la possibilità che tu effettivamente non abbia versato la somma dovuta, non hai altre possibilità se non pagare nuovamente il tributo.

Ricordati, infine, che puoi sempre registrarti al Portale dell’Automobilista: indicando le tue generalità e la targa della macchina di cui sei proprietario, viene creata la tua pagina personale all’interno della quale trovi le informazioni che ti possono interessare (lo stato dei tuoi pagamenti, le ultime revisioni, il saldo punti della patente, la copertura rca).



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