Coronavirus: tutte le patologie presenti nelle persone decedute

7 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: tutte le patologie presenti nelle persone decedute

I recenti studi scientifici evidenziano che le vittime nella stragrande maggioranza dei casi erano affetti da malattie preesistenti e hanno individuato quali.

Sono già 16.523 i morti in Italia per Coronavirus, solo ieri 636, stando all’ultimo bollettino della Protezione civile. Sulle reali cause di questi decessi, però, ci sono molte perplessità. Si era detto, all’inizio dell’emergenza, che a morire sarebbero state prevalentemente le persone anziane; poi però anche molti giovani e adulti sono stati stroncati dal Covid-19.

A complicare l’analisi c’è il fenomeno delle “patologie pregresse“: molte persone decedute ne erano affette e non è facile distinguere chi è morto “per” Coronavirus da chi è, invece, morto “con” il Coronavirus cioè quando in realtà il decesso è stato provocato da altri fattori, da malattie gravi preesistenti.

Talvolta, è difficile anche per i medici capire se la nuova infezione abbia agito in concomitanza, come concausa della morte, facendo precipitare un quadro clinico già compromesso oppure se quei decessi sarebbero comunque avvenuti. Anche per questo i conti non tornano specialmente se ci si prende la briga di confrontare la mortalità di quest’anno con il corrispondente periodo dell’anno precedente.

Adesso, a fare chiarezza arrivano due studi scientifici – uno italiano che riguarda le morti domestiche ed uno internazionale, svolto negli Stati Uniti su dati cinesi riferiti alla città di Wuhan – che per la prima volta hanno analizzato un’ampia serie di decessi, arrivando a capire cos’hanno in comune la maggior parte delle persone decedute e così a stabilire la probabile correlazione tra le cause di morte e l’incidenza che il Coronavirus ha avuto.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale dell’American Thoracic Society e riportati oggi in Italia da Wired.it. Lo studio italiano è stato compiuto dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ed ha evidenziato – sulla base di un campione selezionato di 1.100 casi sui 12.550 pazienti deceduti fino al 2 aprile e positivi al Covid-19 (sono stati scelti e studiati quelli per i quali erano disponibili le cartelle cliniche di ricovero) presentavano nel 97% dei casi patologie croniche preesistenti, diagnosticate – precisa il report – “prima di contrarre l’infezione da Sars-CoV-2”.

Tra queste, le più comuni sono i problemi cardiocircolatori, l’ipertensione e il diabete. L’ipertensione arteriosa è presente nel 72,1% dei casi analizzati; nel 31,5% c’è il diabete mellito di tipo 2,  nel 27,4% la cardiopatia ischemica, nel 23,5% l’insufficienza renale cronica e poi a seguire fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, Bpco (la broncopneumopatia cronica ostruttiva), il cancro attivo negli ultimi 5 anni e molte altre.

Il totale è superiore al 100% perché molte persone presentavano più di una patologia: in più della metà dei casi (il 51,3%) addirittura 3 o più. Solo in pochissimi casi – il 2,8% per la precisione – nei pazienti non era presente nessun’altra patologia tranne il Coronavirus. Il report dell’Iss è pubblico e consultabile sul sito ufficiale dell’Istituto https://www.epicentro.iss.it/.

Anche lo studio statunitense svolto su 85 pazienti morti in Cina nella settimana tra il 9 e il 15 febbraio sembra confermare in buona parte i dati italiani, a parte l’età media delle persone decedute che è più bassa (65,8 anni in Cina, 78 anni in Italia) ma che potrebbe spiegarsi per il fatto che la popolazione cinese è mediamente più giovane.

Quello che conta è che anche qui le patologie preesistenti più frequenti che sono state rilevate sono le stesse riscontrate in Italia e le prime tre compaiono nel medesimo ordine: ipertensione, diabete di tipo 2 e cardiopatia coronarica. Questi dati scientifici, se saranno confermati da ulteriori studi, potrebbero aiutare a fare chiarezza sulle reali cause, o concause, di morte ed arrivare a comprendere qual è il vero tasso di letalità del Covid-19. Anche se – come ha detto oggi il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri,”nessun algoritmo può cancellare il dolore per la perdita di familiari, amici, vite umane”.



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