Coronavirus: la prevenzione in gravidanza

7 Aprile 2020
Coronavirus: la prevenzione in gravidanza

Le indicazioni del ministero della Salute su regole per punti nascita, tamponi e sicurezza donne e bebè.

La prevenzione anti-coronavirus in gravidanza comincia già dal posto di lavoro. Il ministero della Salute si rivolge alle imprese affinché “venga garantita la modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza”.

Poi tutto quello che riguarda il percorso clinico: dalle visite al parto in sicurezza – con la precisazione che in caso di positività al nuovo coronavirus “non vi è indicazione elettiva al taglio cesareo” – la gestione delle sospette Covid-19 con percorsi dedicati e punti nascita ‘Hub’, le indicazioni su quando fare i tamponi e come gestire la coppia mamma positiva e neonato, in ogni aspetto fino al latte materno.

Sono i contenuti di una circolare del ministero della Salute, riportati dalla nostra agenzia di stampa Adnkronos, in cui vengono racchiuse tutte le indicazioni e le regole per la gestione della donna in gravidanza, partoriente e puerpera, del neonato e dell’allattamento ai tempi dell’emergenza nuovo coronavirus. Si affronta il tema della mamma che risulta positiva e dell’interazione con il suo piccolo, della possibilità di tenerli nella stessa stanza e di come favorire l’allattamento, che deve avvenire con la mamma che indossa la mascherina chirurgica e segue tutte le pratiche di sicurezza per evitare la trasmissione del virus al bebè.

Trasmissione perinatale del virus Sars-CoV-2

Il documento, che si basa sui dati scientifici ed epidemiologici disponibili fino al 31 marzo (per esempio sulla trasmissione perinatale del virus Sars-CoV-2 e sulle caratteristiche cliniche dei casi di infezione perinatali della diade madre-neonato), comincia dai controlli che si devono effettuare in gravidanza evidenziando “l’obbligo di adottare tutte le disposizioni di sicurezza” e chiarendo che “l’operatore che segue” la donna “deve comunque favorire la possibilità di posticipare i controlli differibili al fine di ridurre al minimo i contatti”. Quanto alla gestione dei casi sospetti, l’indicazione per i punti nascita è che “il pronto soccorso ostetrico deve prevedere un’area di pre-triage garantendo un luogo di isolamento”. Viene stabilito poi quando fare il tampone naso-faringeo. Le maglie sono più ampie, visto il “maggior rischio” che caratterizza le donne incinte.

Insorgenza acuta di sindrome respiratoria

Si parla di “insorgenza acuta di sindrome respiratoria associata al rischio per provenienza geografica, senza un’altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica; qualsiasi infezione respiratoria acuta e con storia di contatto stretto con un caso probabile o confermato; e di tutte le donne gravide con quadro clinico suggestivo di infezione respiratoria che necessitino di ricovero ospedaliero, senza un’altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica”.

Altra indicazione sulle donne positive è quella che vuole “percorsi dedicati e, quando possibile, la gestione congiunta di puerpera e neonato”.

“Si ritiene opportuno – scrive il ministero – prevedere l’afferenza delle donne gravide positive, che necessitano di ricovero, esclusivamente ai Punti nascita ‘Hub'”, punti nascita di II Livello individuati da ciascuna Regione e Provincia autonoma.

“La paziente dovrà indossare la mascherina chirurgica e il personale sanitario deve indossare adeguati dispositivi di protezione individuale (Dpi)”. Quanto al parto, “non essendo stata dimostrata la presenza del Sars-CoV-2 in sangue da cordone ombelicale, liquido amniotico e latte materno, non vi è indicazione elettiva al taglio cesareo” si legge nella circolare che indica anche i materiali biologici che vanno raccolti dalla mamma Covid e analizzati. E i test da fare sul neonato.

Parto naturale

Le ostetriche che assistono una mamma positiva durante il parto naturale devono “utilizzare filtro facciale Ffp3, camice monouso idrorepellente in Tnt a maniche lunghe, doppi guanti, visiera/occhiali a maschera, copricapo monouso, calzari” e procedere poi allo smaltimento. Si dà indicazione di non procedere a una particolare operazione che si effettua sul neonato che è “l’aspirazione con mucosuttore”. No anche al “skin to skin”.

Cosa fare dopo il parto?

Dopo il parto, “ogni qualvolta possibile – precisa il ministero – l’opzione da privilegiare è quella della gestione congiunta di madre e neonato, ai fini di facilitare l’interazione e l’avvio dell’allattamento materno”.

Quando la mamma ha pochi sintomi e si sente in forze, “se il test risulta positivo, in questo caso è applicabile il rooming-in per madre e neonato, applicando le normali precauzioni delle malattie respiratorie a trasmissione aerea. La madre deve adottare tutte le precauzioni possibili per evitare di trasmettere il virus al proprio bambino, lavarsi le mani e indossare una maschera chirurgica mentre allatta”. Le indicazioni vanno nella direzione di tutelare l’allattamento ed evitare che la minaccia del virus lo fermi.

“Nel caso si utilizzi latte materno spremuto con tiralatte manuale o elettrico, la madre deve lavarsi le mani e seguire le raccomandazioni per una corretta pulizia degli strumenti dopo ogni utilizzo. Se vi è la possibilità, considerare l’utilizzo di latte umano donato”, è la linea dettata dal ministero.

In presenza di sintomi più severi “madre e neonato vengono transitoriamente separati”. E se il test è positivo “continuano ad essere gestiti separatamente”. La decisione di separare o meno madre-neonato “va comunque presa per ogni singola coppia” e in ogni caso “si raccomanda l’uso del latte materno spremuto o donato”. In caso di mamma positiva vanno “tutelati il neonato, gli altri pazienti ospedalizzati e il personale sanitario. I casi confermati devono essere ospedalizzati, ove possibile, in stanze di isolamento singole con pressione negativa, con bagno dedicato e, possibilmente, anticamera. Qualora non sia possibile, in una stanza singola con bagno dedicato, e trasferiti in una struttura con idonei livelli di sicurezza”.

Il personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di Covid-19 “deve indossare Dpi adeguati, consistenti in filtranti respiratori Ffp2 (Ffp3 per procedure che generano aerosol), protezione facciale, camice impermeabile a maniche lunghe, guanti. “La compatibilità dell’allattamento materno con farmaci eventualmente somministrati alla donna con Covid-19 va valutata caso per caso”.

Neonati positivi che necessitano di terapia intensiva

Un capitolo riguarda infine i neonati positivi che necessitano di Terapia Intensiva, e anche i lattanti sotto i 5 chili che “devono essere trasferiti presso Centri di Tin identificati, con l’attivazione del Sistema di trasporto neonatale in emergenza”. Ultimo punto: la comunicazione, che va sempre garantita in forma chiara e trasparente ai neo genitori.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube