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Coronavirus, il messaggio ottimista di due fisici

7 Aprile 2020
Coronavirus, il messaggio ottimista di due fisici

Forse, quanto a rallentamento dell’epidemia e dei contagi, siamo messi meglio di quanto pensiamo. È l’idea che sembra suggerire un recente studio italiano.

La fase acuta potrebbe essere già passata. Se fosse vero, anziché trovarci in pieno picco di contagi da Coronavirus, vorrebbe dire esserci già lasciati il peggio alle nostre spalle per avviarci a una lenta e graduale ripresa. È l’ipotesi suggerita dalla ricerca di due fisici: Daniele Del Re, professore di Fisica all’università La Sapienza di Roma e Paolo Meridiani, ricercatore dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare. In un’intervista al Corriere della Sera, Del Re, stamattina, ha spiegato a quali conclusioni è giunta la loro analisi e da dov’è partita.

Innanzitutto, la ricerca, pubblicata su Medium.com, conferma i dubbi sulla concretezza e aderenza alla realtà dei dati forniti quotidianamente dalla Protezione civile, durante il bollettino delle 18. “Il reale andamento dell’epidemia potrebbe essere diverso da quello mostrato dalla Protezione civile – dichiara al Corriere Daniele Del Re -. Il picco potrebbe essere avvenuto in anticipo rispetto a quello ufficiale”.

Del Re e Meridiani hanno iniziato a interessarsi ai numeri della Protezione civile per la “curiosità scientifica di capire la fase delicata del contagio. L’approccio con cui conduciamo le ricerche delle particelle in fisica richiede competenze di statistica“. La perplessità riguardava principalmente il “rallentamento del contagio inferiore alle attese“.

Hanno confrontato i dati Istat sulla mortalità dei primi tre mesi di quest’anno in 1084 città italiane – l’equivalente del 20% della popolazione – con i dati degli anni precedenti, da cui risulta un eccesso di decessi dovuti al Coronavirus. “La curva tracciata in base ai dati Istat – secondo Del Re – mostra una discrepanza rispetto a quella della Protezione civile”, facendo pensare due cose: che il picco “sia arrivato in anticipo” e che “almeno in una prima fase dell’epidemia il numero delle vittime del Covid-19 sembra notevolmente sottostimato, da due a dieci volte a seconda delle regioni” (leggi l’articolo: Coronavirus, ecco quanti sono i malati secondo i nuovi studi).

Questo è il messaggio negativo. Ma c’è anche “un messaggio positivo in questo studio – afferma in chiusura Del Re -. Così come il contagio va retrodatato, lo stesso potrebbe valere per il rallentamento dell’epidemia. Magari siamo messi meglio di quanto crediamo“.

Nonostante queste analisi confortanti, oggi è arrivata una nuova raccomandazione dal commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri, per invitare a continuare a rispettare le restrizioni. “Nessun libera tutti – ha avvertito Arcuri dalla sede della Protezione civile a Roma -. È fondamentale, nel periodo di Pasqua, continuare a rispettare il distanziamento sociale e le misure di prevenzione. Non commettiamo errori nei prossimi giorni: saranno giornate fondamentali, dobbiamo tutti tenere sempre tutti e due gli occhi aperti. Attenti a pericolosi miraggi e illusioni ottiche. Non siamo a pochi passi dall’uscita dall’emergenza e dall’ora ‘x’ che ci riporterà, con un battito di ciglia, alla situazione di prima. È sbagliato immaginare un imminente ‘liberi tutti’ dove ciascuno di noi, da un giorno all’altro, torna alle vecchie abitudini“.



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