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Come cambiare proprietà di un cane

29 Giugno 2020 | Autore:
Come cambiare proprietà di un cane

L’iter per registrare l’animale di compagnia all’anagrafe canina, far inserire il microchip e intestarlo al nuovo proprietario. Documenti, tempi e costi.

Se hai deciso di acquistare o di adottare un cane, non ti basterà caricarlo in macchina e dargli un nome per considerarlo tuo a tutti gli effetti. Ci sono dei passaggi burocratici obbligatori da seguire, a tutela dell’animale ma anche a tutela tua. Ricorda, innanzitutto, che nessuno ti può vietare di acquistare un cane, purché vengano rispettate certe regole anche da parte del venditore. Soprattutto se si tratta di un esemplare di razza: per essere venduti (e, quindi, acquistati) devono avere obbligatoriamente il pedigree, altrimenti si rischia una multa a quattro zeri, di cui la prima cifra non è inferiore al 5. Appurato che questo requisito ci sia, forse ti chiederai come cambiare la proprietà di un cane.

La prima cosa che devi chiedere, quindi, è se ha il pedigree ma anche se ha il microchip, vale a dire quella sorta di «carta di identità elettronica» che l’animale porta sottopelle e che lo rende unico al mondo. Se il cane ce l’ha, il passaggio di proprietà va fatto, perché significa che prima apparteneva ad un’altra persona che risulta sul microchip. Pertanto, il cambio di proprietà servirà ad aggiornare quelle informazioni.

Ma vediamo, un passo alla volta, che cosa bisogna fare al momento dell’acquisto e nei momenti immediatamente successivi per cambiare la proprietà di un cane.

Cosa significa acquistare un cane?

La domanda che hai appena letto ti stupisce? Ti spiego subito perché l’ho posta. Tutti sanno che acquistare un cane significa portarsi a casa un caro amico a quattro zampe con cui instaurare un bel rapporto, a cui accudire, educare e con il quale passare dei bei momenti piacevoli per entrambi. Quello che forse non tutti sanno è che acquistare un cane significa anche comprare un bene di consumo, come una lavatrice, una sedia o una bicicletta. Può suonare strano, ma da un punto di vista legale è così.

A livello giuridico, infatti, il cane è classificato come bene mobile e, quindi, la sua proprietà viene acquisita tramite una compravendita con tanto di garanzia e delle altre tutele del mercato. Compreso il diritto di recesso: se il cane presenta dei difetti, l’acquirente può restituirlo entro un certo numero di giorni al venditore e pretendere che gli vengano restituiti i soldi.

Quali possono essere i «difetti» di un cane che possono portare il nuovo proprietario a restituirlo? Sono i cosiddetti «vizi da carico». No, non significa che l’animale sia stato troppo viziato e faccia i capricci: significa che può avere delle malattie congenite o infettive che non ha ancora manifestato ma di cui era già affetto al momento della compravendita. A questo punto, secondo il Codice del consumo, il neopadrone può chiedere di farlo curare, di sostituirlo o di ridarlo indietro ottenendo il rimborso di quello che aveva pagato. Questa denuncia dei vizi da carico deve eventualmente essere fatta entro due mesi dalla scoperta del vizio o entro due anni dalla data di acquisto.

Acquisto di un cane: deve avere il pedigree?

Elemento fondamentale al momento di acquistare un cane è quello di verificare che abbia il pedigree, specialmente se si tratta di un animale di razza. Devi sapere che, in questo caso, è vietata la vendita del cane senza il pedigree, ovvero senza il certificato che attesta l’appartenenza certa dell’animale ad una determinata razza e la sua iscrizione al libro genealogico delle razze.

Nel dettaglio, il certificato riporta:

  • i dati anagrafici e identificativi del cane (razza, nome, sesso, data di nascita, colore del mantello, microchip);
  • il numero d’iscrizione ad uno dei registri di cui si compone il libro genealogico;
  • la genealogia del cane (genitori, nonni, bisnonni e trisnonni);
  • chi, tra gli antenati, è stato campione di bellezza o di lavoro in Italia o all’estero e ha conseguito risultati in prove, brevetti, selezioni e/o è stato sottoposto a controlli sanitari per le displasie;
  • i dati anagrafici del proprietario e dell’allevatore;
  • I diversi passaggi di proprietà avuti del cane.

Il pedigree non è obbligatorio se l’animale che si acquista non è di razza.

Acquistare un cane: deve avere il microchip?

Oltre al pedigree per gli animali di razza, altro elemento imposto dalla legge al momento dell’acquisto di un cane è quello del microchip. Si tratta di un piccolo dispositivo inserito sottopelle da un veterinario dell’Asl che riporta i dati del cane e del suo proprietario in un codice magnetico di 15 cifre. Il chip, dunque, contiene nome, cognome, codice fiscale, numero di telefono e indirizzo del padrone e razza, sesso, età, colore del mantello, taglia, numero di microchip ed eventuale nome del cane.

Il microchip è obbligatorio su tutti i cani nati dopo il 2004. Quelli più «anziani» muniti di tatuaggio possono fare a meno del dispositivo, che resta ad ogni modo consigliato.

Nel momento in cui viene inserito il dispositivo, il veterinario rilascia al proprietario dell’animale copia del certificato del microchip con le informazioni contenute. Il documento va firmato dal padrone e dal veterinario.

Acquistare un cane: come fare il cambio di proprietà

Una volta che hai in mano i documenti necessari, cioè il pedigree se hai comprato un animale di razza e quello relativo al microchip inserito dal veterinario dell’Asl, puoi pensare a cambiare la proprietà del cane. Sempre che il vecchio proprietario e tu siate maggiorenni entrambi: un minorenne, infatti, non potrebbe mai essere proprietario di un animale, in quanto non ha la facoltà di rispondere legalmente del comportamento del cane.

Devi partire dal certificato del microchip che ti ha rilasciato il veterinario. In quel documento c’è una parte riservata ai tuoi dati in quanto nuovo proprietario dell’animale. Devi inserirli, senza dimenticare di segnare anche la data in cui ti è stato consegnato il cane e le due firme: la tua e quella del vecchio proprietario.

Con quel certificato dovrai recarti entro 15 giorni presso gli uffici dell’Asl competente nel territorio in cui viene registrato il passaggio di proprietà del cane. Se non fosse lo stesso, questo ufficio informerà del cambio di proprietà l’Azienda sanitaria del luogo in cui sei residente. Puoi, comunque, inviare direttamente copia ad entrambi gli uffici.

Dovrai deve comunicare l’avvenuto trasferimento all’Asl allegando:

  • denuncia di iscrizione all’anagrafe compilata dal vecchio proprietario e firmata dal vecchio e dal nuovo padrone del cane;
  • ricevuta del versamento di 8 euro all’Asl di residenza;
  • iscrizione originale all’anagrafe canina;
  • documento di identità e codice fiscale del vecchio e del nuovo proprietario.

Acquistare un cane: è obbligatoria l’iscrizione all’anagrafe canina?

Come abbiamo appena accennato, per completare la pratica del passaggio di proprietà del cane devi accertarti che Fido sia iscritto all’anagrafe degli animali di compagnia (o di animali d’affezione, come vengono anche chiamati). L’iscrizione è obbligatoria entro 60 giorni dalla nascita del cucciolo o entro 10 giorni dall’avvenuto passaggio di proprietà del cane ed è necessaria anche nel caso in cui l’animale sia tatuato.

Dovrai rivolgerti:

  • al Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asl;
  • oppure ad un veterinario libero professionista accreditato (l’elenco è disponibile presso l’ufficio competente dell’Asl).

E dovrai presentare:

  • il tuo documento di riconoscimento e il codice fiscale;
  • modello delega con fotocopia del documento del delegante, nel caso a fare l’iscrizione non fossi tu in persona.

Il medico provvederà ad inserire il microchip e all’iscrizione dell’animale all’anagrafe regionale. Quindi, ti consegnerà il certificato di avvenuta iscrizione di cui abbiamo parlato in precedenza.

L’iscrizione all’anagrafe canina costa 28 euro (20 per l’applicazione del microchip e 8 per la registrazione). Il pagamento va effettuato tramite bollettino di conto corrente intestato all’Asl regionale.

La mancata iscrizione all’anagrafe canina o la mancata comunicazione del cambio di residenza del proprietario comportano una multa da 38 a 232 euro.



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