Coronavirus, ecco quanti disoccupati avremo

7 Aprile 2020
Coronavirus, ecco quanti disoccupati avremo

Un impressionante numero di posti di lavoro azzerati dalla pandemia. Lo dice un nuovo rapporto dell’osservatorio delle Nazioni unite sull’occupazione.

Che il Coronavirus avrebbe massacrato il mondo del lavoro lo sapevamo e lo stavamo già constatando. Quello che non riuscivamo ancora a fare finora era quantificare precisamente le perdite dei posti di lavoro. Ci ha pensato l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), con delle previsioni non proprio ottimiste. Secondo l’osservatorio dell’Onu, dall’epidemia globale avremo un lascito di 195 milioni di disoccupati.

Il rapporto dell’agenzia delle Nazioni Unite è finito in mano a Repubblica. E ritocca di molto al rialzo le iniziali stime, dato che, in un primo momento si era parlato di perdite comprese tra i 5,3 e i 25 milioni di posti di lavoro.

“Si prevede – scrive Repubblica – che la crisi ridurrà il numero di ore lavorate nel mondo del 6,7 per cento nel secondo trimestre del 2020, equivalenti a 195 milioni di lavoratori a tempo pieno. Ma secondo la nuova pubblicazione, in alcuni settori sono circa 1,25 miliardi i lavoratori ad alto rischio per l’incremento drastico e devastante dei licenziamenti e delle riduzioni dei salari e dell’orario di lavoro”. Significa, in sostanza, il concreto pericolo di perdere il posto si pone per un numero di persone che va da un minimo di 195 milioni a un massimo di 1,25 miliardi. Per lo più nei settori alloggi, ristorazione, manifatture, vendita al dettaglio e attività commerciali e amministrative.

Conseguenze ben più pesanti della crisi economica del 2008, che a guardarla adesso sembra un nonnulla (e dire che non ci eravamo ancora ripresi completamente…). Il direttore generale dell’Oil Guy Rider è convinto, e non è il solo a pensarlo, che siamo di fronte alla più grande catastrofe anche economica dopo la seconda guerra mondiale. Con più dell’80 per cento della forza lavoro globale attualmente bloccata dalla pandemia. “Dobbiamo muoverci velocemente, in modo deciso e congiunto – dichiara Rider a Repubblica -. L’adozione tempestiva di misure efficace potrebbe fare la differenza tra la sopravvivenza e il collasso”.


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