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Simulazione matrimonio: ultime sentenze

1 Settembre 2022
Simulazione matrimonio: ultime sentenze

Accordo dei coniugi per la simulazione del matrimonio finalizzato all’acquisto della cittadinanza italiana; mancata consumazione ai fini della pronuncia di scioglimento; competenza del giudice.

Simulazione del matrimonio

In tema di procedimento per la dichiarazione di simulazione del matrimonio, ove nel corso del giudizio deceda la parte convenuta, i suoi eredi possono costituirsi nel giudizio, atteso che così come l’art. 127 c.c. autorizza gli eredi della parte che abbia impugnato il matrimonio a proseguire l’azione già esperita dal “de cuius”, per identica “ratio” deve intendersi autorizzato l’erede del “de cuius” convenuto nel giudizio di simulazione a resistere all’azione proposta contro di lui prima della sua morte.

Cassazione civile sez. I, 01/06/2022, n.17909

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Integra il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina la condotta di chi, dietro corrispettivo in denaro, contragga matrimonio con un cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea al fine di fargli conseguire un titolo per l’accesso o la permanenza nel territorio italiano, senza che rilevi in senso contrario la sopravvenuta pronuncia di divorzio, quand’anche antecedente all’effettivo ingresso dello straniero in Italia, avendo comunque questi ottenuto, sul presupposto del simulato matrimonio, il permesso di ingresso e soggiorno nel territorio dello Stato.

Cassazione penale sez. I, 13/11/2020, n.2302

Delibazione della sentenza di nullità del matrimonio

La delibazione della sentenza del tribunale ecclesiastico dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario per esclusione di uno dei bona matrimonii, manifestata all’altro coniuge, deve ritenersi consentita anche se la relativa azione sia stata proposta dopo il decorso di un anno dalla celebrazione del matrimonio o quando, dopo la celebrazione stessa, si sia verificata la convivenza dei coniugi, in difformità del disposto dell’art. 123 comma secondo cod. civ. in tema di impugnazione del matrimonio per simulazione, atteso che tale disposizione, pur avendo carattere imperativo, non costituisce un principio fondamentale dell’ordinamento statuale italiano.

Corte appello Roma, 17/02/2020, n.1206

Simulazione del matrimonio 

Il giudice italiano ha competenza giurisdizionale a conoscere della domanda di annullamento per simulazione del matrimonio celebrato in Italia, proposta da una cittadina italiana stabilmente residente all’estero nei confronti del coniuge straniero.

Tribunale Roma sez. I, 02/02/2018

Mancata convivenza tra i coniugi

È manifestamente infondata l’eccezione di illegittimità costituzionale, per contrarietà all’art. 2 Cost., dell’art. 123 c.c. nella parte in cui stabilisce che il matrimonio simulato non può essere impugnato decorso un anno dalla celebrazione indipendentemente dalla mancata convivenza tra i coniugi, posto che non viene in considerazione il diritto di formare una nuova famiglia (avuto riguardo all’eventualità di contrarre nuove nozze), quanto la possibilità, di segno opposto, di rescindere il vincolo già contratto.

Cassazione civile sez. I, 31/07/2015, n.16221

Termine annuale di decadenza

Al termine annuale di decadenza, previsto dall’art. 123 c.c. per la proposizione dell’azione di simulazione del matrimonio, va applicata la sospensione feriale di cui alla l. 7 ottobre 1969 n. 742, collocandosi tra i termini di decadenza sostanziale a rilevanza processuale, in quanto la possibilità di giudizio costituisce l’unico rimedio idoneo a far valere la nullità del matrimonio per accordo simulatorio.

Tribunale Bari sez. I, 19/05/2015, n.2303

Inammissibilità della domanda di invalidità del matrimonio per simulazione

Decorso un anno dalla celebrazione del matrimonio, non è più proponibile la domanda di simulazione, ancorché il matrimonio stesso sia stato celebrato solo per consentire al coniuge straniero l’ottenimento del permesso di soggiorno, a prescindere dalla mancata instaurazione di convivenza di sorta tra gli sposi.

Cassazione civile sez. I, 31/07/2015, n.16221

Volontà positiva della simulazione matrimoniale

L’infedeltà di un coniuge, preventivamente dichiarata dal coniuge quale causa di scioglimento per insanabile contrasto con i propri principi morali, qualora conosciuta costituisce valida volontà positiva della simulazione matrimoniale.

Tribunale reg. Canonico, (Calabria), 30/05/2009

Nullità del matrimonio concordatario

La delibazione della sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario, per esclusione da parte di uno soltanto dei coniugi di uno dei “bona matrimonii”, trova ostacolo nell’ordine pubblico, nel caso in cui detta esclusione sia rimasta nella sfera psichica del suo autore, perché non manifestata, né comunque conosciuta o conoscibile dall’altro coniuge, alla stregua dell’inderogabile principio della tutela della buona fede e dell’affidamento incolpevole.

Non acquista, invece, rilievo, ai fini della delibazione, la circostanza che i coniugi abbiano convissuto successivamente alla celebrazione del matrimonio – circostanza che, a norma dell’art. 123, comma 2, c.c., rende improponibile l’azione di impugnazione del matrimonio per simulazione – in quanto la citata disposizione codicistica non si configura come espressione di principi e regole fondamentali con i quali la Costituzione e le leggi dello Stato delineano l’istituto del matrimonio.

Corte appello Firenze sez. I, 02/12/2004

Pronuncia di scioglimento del matrimonio

La mancata consumazione ai fini della pronuncia di scioglimento del matrimonio ai sensi dell’art. 3 comma 2 lett. f) l. 1 dicembre 1970 n. 898 può ritenersi provata, anche in assenza di un accertamento effettivo della circostanza, dalla mancata costituzione in giudizio della convenuta e dalla prova dell’accordo dei coniugi per la simulazione del matrimonio finalizzato all’acquisto della cittadinanza italiana da parte della moglie.

Tribunale Modena, 27/02/2004

Simulazione totale e simulazione parziale: differenza

Rende inefficace il consenso dei nubendi e nullo il matrimonio l’atto positivo di volontà di almeno uno dei coniugi teso ad escludere il matrimonio (simulazione totale), ovvero, una sua proprietà essenziale (simulazione parziale).

Tribunale reg. Canonico, (Calabria), 25/09/2007

Impugnazione del matrimonio per simulazione

In tema di delibazione di sentenza ecclesiastica che abbia dichiarato la nullità di un matrimonio concordatario per esclusione della prole da parte soltanto di un coniuge va riconosciuto che tale esclusione non contrasta con l’ordine pubblico italiano ove sia stata manifestata all’altro coniuge, tanto se costui si sia limitato a prenderne atto, quanto se abbia positivamente consentito a tale difformità tra volontà e dichiarazione.

E la delibazione deve ritenersi consentita anche se la relativa azione sia stata proposta dopo il decorso di un anno dalla celebrazione del matrimonio o quando, dopo la celebrazione stessa, sia verificata la convivenza dei coniugi, in difformità dal disposto dell’art. 123, comma 2, c.c., in tema di impugnazione del matrimonio per simulazione.

Corte appello Lecce, 17/02/2003

Prova della simulazione totale del consenso

Quando la nullità del matrimonio viene accusata per i capi di simulazione totale e parziale, il secondo capo va preso in considerazione subordinatamente al primo. Ciò significa che, laddove venga provata la simulazione totale del consenso, non ha senso esaminare se sia stato escluso un elemento o proprietà essenziale; d’altra parte, non è ammissibile la dichiarazione di nullità dello stesso matrimonio per entrambi i capi (simulazione totale e parziale). Nella simulazione totale si esclude positivamente il matrimonio stesso nonostante l’apparenza di celebrazione nuziale.

Si verifica allora un atto positivo di volontà tramite il quale il contraente, da una parte, in modo cosciente e deliberato, vuole costituire un’apparenza di matrimonio mediante la celebrazione del rito esterno, mentre al contempo esclude che dalla cerimonia scaturiscano gli effetti previsti, cioè i diritti e gli obblighi inerenti al legame coniugale.

La simulazione totale può avvenire secondo diverse forme o “sottospecie”: così ad esempio si può affermare che simula in modo totale chi non presta assolutamente il consenso sul matrimonio; chi ha la volontà di non contrarre; chi vuole solo rappresentare una commedia; chi esclude lo stesso matrimonio o la comparte quale coniuge; chi esclude la società permanente tra un uomo e una donna aperta alla procreazione dei figli, oppure la comunione di vita; chi vuole assolutamente escludere il sacramento, in modo che se il suo matrimonio deve essere necessariamente sacramento, preferisca piuttosto non sposarsi; chi celebra solo “pro forma”; chi celebra il rito nuziale unicamente ed esclusivamente come mezzo per raggiungere un fine diverso dal matrimonio.

In riferimento a questa ultima sottospecie si è prospettata la distinzione tra “finis operis” (il fine naturale dell’istituto matrimoniale) e “finis operantis” (il fine che si propone il “nubente” tramite la celebrazione nuziale). Solo quando il raggiungimento del fine estrinseco al matrimonio (“finis operantis”) è l’unico scopo del contraente, e comporta al contempo l’esclusione del suo fine naturale (“finis operis”), il matrimonio è nullo per esclusione totale del consenso.

Sacra Rota, 25/07/2002

Tutela della buona fede e dell’affidamento incolpevole

La delibazione della sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario, per esclusione da parte di uno soltanto dei coniugi di uno dei “bona matrimonii”, trova ostacolo nell’ordine pubblico, nel caso in cui detta esclusione sia rimasta nella sfera psichica del suo autore, perché non manifestata, nè comunque conosciuta o conoscibile dall’altro coniuge, alla stregua dell’inderogabile principio della tutela della buona fede e dell’affidamento incolpevole.

Non acquista, invece, rilievo, ai fini della delibazione, la circostanza che i coniugi abbiano convissuto successivamente alla celebrazione del matrimonio – circostanza che, a norma dell’art. 123, comma 2, c.c., rende improponibile l’azione di impugnazione del matrimonio per simulazione – in quanto la citata disposizione codicistica non si configura come espressione di principi e regole fondamentali con i quali la costituzione e le leggi dello Stato delineano l’istituto del matrimonio.

Cassazione civile sez. I, 12/07/2002, n.10143

Accordo simulatorio, matrimonio non consumato e domanda di divorzio

Non è ammissibile la domanda di divorzio, proposta per di più congiuntamente dai coniugi, con la quale, deducendosi l’accordo simulatorio intervenuto tra gli stessi al momento delle nozze, celebrate al solo fine di assicurare alla moglie un’adeguata sistemazione economica ed alle quali non sia mai stata data alcuna concreta attuazione, si chieda lo scioglimento del vincolo civile per inconsumazione; in siffatta ipotesi, in vero, l’unica domanda ammissibile, ove ne ricorrano i presupposti e le condizioni di cui all’art. 123 c.c., è quella dell’annullamento del matrimonio per simulazione.

Tribunale Palermo, 10/11/1990

Impugnazione del matrimonio per simulazione

Con riguardo alla sentenza del tribunale ecclesiastico dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario per esclusione di uno dei bona matrimonii, manifestata all’altro coniuge, la delibazione, nella disciplina di cui agli art. 1 della l. 27 maggio 1929 n. 810 e 17 della l. 27 maggio 1929 n. 847 (nel testo risultante a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 18 del 1982), deve ritenersi consentita anche se la relativa azione sia stata proposta dopo il decorso di un anno dalla celebrazione del matrimonio o quando, dopo la celebrazione stessa, si sia verificata la convivenza dei coniugi, in difformità del disposto dell’art. 123 comma 2 c.c. in tema di impugnazione del matrimonio per simulazione, atteso che tale disposizione, pur avendo carattere imperativo, non costituisce un principio fondamentale dell’ordinamento statuale italiano.

Cassazione civile sez. I, 29/05/1990, n.5026



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