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Cosa sono i permessi di lavoro Rol?

29 Giugno 2020 | Autore:
Cosa sono i permessi di lavoro Rol?

La differenza con gli altri permessi retribuiti. Come funzionano e quanti sono nell’arco di un anno. Si possono frazionare le ore?

Nell’immaginario collettivo dei dipendenti, quelli che non sono giorni di ferie sono giorni di permesso. Andrebbe, però, precisato a beneficio dei lavoratori che ci sono permessi e permessi. Non tutti sono uguali, non tutti si maturano al medesimo modo, non tutti vanno usufruiti alla stessa maniera. Certo, il risultato è sempre quello: non si va a lavorare. Ma non guasterebbe ricordare che i permessi, come le ferie, sono un diritto del lavoratore per recuperare le energie mentali e fisiche. E che, pertanto, non vanno sprecati. E per non sprecarli, vanno capiti. Quindi, leggi bene la tua busta paga e, tra le varie voci, ne troverai una che forse non ti è molto chiara: quella dei Rol. Ma che cosa sono i permessi di lavoro Rol?

Rol sta per Riduzione dell’orario di lavoro. Equivale, come vedremo tra un istante, ad un monte ore stabilito dal contratto nazionale di categoria (non è lo stesso per tutti i settori) che viene maturato ogni mese e che può essere usufruito per assentarsi dal lavoro senza toccare le ferie. E senza toccare la retribuzione: i permessi di lavoro Rol, infatti, vengono pagati come un qualsiasi giorno lavorativo. Come se fossi in ferie, insomma.

Ma perché riduzione oraria? Significa che per poterli scalare dal computo nel cedolino quel giorno bisogna comunque presentarsi al lavoro? Vediamo.

Permessi Rol: cosa sono

I permessi di lavoro Rol, o Riduzione dell’orario di lavoro, sono delle assenze retribuite [1] di cui dispone il dipendente per motivi personali o familiari. Una delle principali caratteristiche di questi permessi è che non sono regolamentati dalla legge ma dalla contrattazione collettiva, cioè dai vari contratti nazionali di categoria (i Ccnl) [2]. Infatti, il ministero del Lavoro ha chiarito che il Rol «è in istituto la cui regolamentazione è rimessa alla disciplina stabilita dalle parti, in quanto previsione meramente contrattuale e che il mancato rispetto degli accordi così stabiliti, non contempla alcuna ipotesi sanzionatoria, né penale né amministrativa». La prima conclusione che possiamo trarre, dunque, è che per sapere a quanti permessi Rol hai diritto devi consultare il tuo contratto di riferimento perché, infatti, sono proprio i contratti collettivi a stabilire il monte ore di permessi Rol per ciascun settore.

Altra caratteristica di questi permessi è che, a differenza delle ferie, possono rimanere accumulati in busta paga per un determinato periodo di tempo ed essere scambiati ad un certo punto per denaro. In altre parole, possono essere pagati, mentre le ferie bisogna per forza goderle.

Permessi Rol: quale differenza con gli altri permessi?

Come si diceva all’inizio, oltre ai Rol sulla busta paga puoi vedere un altro tipo di permessi, vale a dire quelli chiamati «ex festività». In pratica, corrispondono ai giorni che una volta erano festivi e nei quali, quindi, si restava a casa come se fossero una normale domenica e che oggi sono diventati lavorativi. Si tratta, nello specifico, delle ricorrenze di San Giuseppe, della Ascensione, del Corpus Domini e dei Santi Pietro e Paolo.

Per non «decurtare», se così si può dire, dei giorni di riposo ai lavoratori e consentire loro di ricaricare le energie e di dedicare il giusto spazio alla vita privata, questi quattro festivi sono stati sostituiti con dei permessi.

Permessi Rol: come funzionano?

Il dipendente matura ogni mese un determinato numero di ore di permesso lavorativo Rol, dopo di che avrà il diritto di fruire delle assenze. Non è detto, infatti, che il datore di lavoro accetti la richiesta dei permessi prima di averli maturati.

Come non è detto – l’abbiamo anticipato poco fa – che il dipendente fruisca tutto il monte ore di Rol accumulato. In questo caso, di norma entro la fine dell’anno, i permessi non goduti vengono trasformati in soldi. Vengono pagati, insomma.

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: sui permessi che possono essere monetizzati vanno pagati i contributi? La risposta arriva sempre dal ministero del Lavoro [3]: «Tale obbligazione – si legge nell’interpello ministeriale in proposito –, in linea con i princìpi che regolano la materia previdenziale, va individuata in relazione al termine ultimo di godimento dei permessi.

Pertanto, si ritiene che l’adempimento dell’obbligo contributivo non possa subire alcuno slittamento temporale e di conseguenza il versamento dei relativi contributi debba essere effettuato, secondo le regole generali, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui si colloca il termine ultimo di godimento del permesso».

Permessi Rol: quanti spettano?

Abbiamo già spiegato che non esiste una precisa legge che regolamenta il monte ore dei permessi di lavoro Rol, ma che su questo interviene la contrattazione collettiva. Occorre, dunque, guardare i singoli contratti nazionali di categoria per sapere quanti permessi spettano ad ogni dipendente nell’arco dell’anno.

A titolo esemplificativo, possiamo citare questi casi:

  • settore metalmeccanico: 72 ore annue;
  • settore siderurgico: 92 ore annue;
  • settori del commercio e del terziario fino a 15 dipendenti: 52 ore annue;
  • settori del commercio e del terziario con più di 15 dipendenti: 72 ore annue;
  • settore tessile: 56 ore annue per i lavoratori giornalieri.

Il monte ore può variare a seconda delle mansioni o dei turni stabiliti in ogni azienda.

La riduzione dell’orario di lavoro può intervenire in diversi casi, come ad esempio:

  • quando viene riconosciuto un numero di giorni di ferie superiore rispetto a quello indicato dal Ccnl;
  • quando l’azienda consente dei ritardi nel presentarsi sul luogo di lavoro;
  • quando l’azienda consente delle uscite anticipate.

Permessi Rol: posso frazionare le ore?

Hai presente il cartello che trovi all’ingresso di un parcheggio a pagamento? Sì, proprio quello che riporta le tariffe. Quasi sempre viene precisato che un tot di euro riguarda ogni ora o frazione di ora. Significa che se lasci l’auto due ore e mezza, paghi tre ore.

Bene, con i permessi di lavoro Rol succede lo stesso. Come fa notare l’Ispettorato del Lavoro in una nota [4], queste assenze non possono essere fruibili frazionando le ore ma devono essere usati considerando intere ore.

In sostanza, non è possibile prendere due ore e mezza di permesso: o ne prendi due o ne prendi tre. Se poi ti avanza del tempo, prendila con più calma fino allo scadere. Non un minuto di più, però: altrimenti scatta l’ora successiva. Come al parcheggio.

L’Ispettorato precisa anche che è possibile prendere due permessi distinti per due motivazioni diverse nell’arco della stessa giornata. Purché il dipendente lavori tra un permesso e l’altro. Per esempio, può prendere un’ora di permesso Rol dalle 8.30 alle 9.30 perché la baby-sitter è ammalata e deve portare il bambino all’asilo e prendere due ore nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.30 per fare una visita medica. Significa che dalle 9.30 alle 14.30 e dalle 16.30 fino alla fine del suo orario dovrà lavorare (tranne nell’ora della pausa pranzo, ovviamente).

Attenzione, però: se complessivamente i permessi raggiungono le 6 ore giornaliere, l’azienda calcolerà un’intera giornata lavorativa di permesso.


note

[1] Cass. sent. n. 10354/2016.

[2] Min. Lavoro nota n. 8489/2007 del 27.05.2007.

[3] Min. Lavoro interpello n. 16-2011.

[4] Isp. Lavoro nota del 10.08.2018.


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