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Praticanti abilitati al patrocinio: un compenso ad hoc

10 Ottobre 2013
Praticanti abilitati al patrocinio: un compenso ad hoc

Nei nuovi parametri di tariffe forensi compare una tabella apposita per i praticanti abilitati e per i domiciliatari.

Tra le novità della bozza inviata dal Cnf al Consiglio di Stato, contenente i nuovi parametri forensi, vi è la previsione di un compenso ad hoc per avvocati domiciliatari e per i praticanti abilitati al patrocinio. Questi ultimi, dunque, avranno diritto a un onorario calcolato in base a tabelle ad hoc, che verrà determinato tenendo conto dell’attività prestata e del valore della controversia.

Ricordiamo che il praticante avvocato, dopo aver conseguito l’abilitazione al patrocinio, può comparire personalmente come difensore nei seguenti casi:

cause civili:

a) cause, anche se relative a beni immobili, di valore non superiore a 50 milioni di lire;

b) cause per le azioni possessorie e per le denunce di nuova opera e di danno temuto;

c) cause relative a rapporti di locazione, di comodato di immobili urbani e di affitto di azienda, qualora non siano di competenza delle sezioni specializzate agrarie;

cause penali:

a) cause relative a reati per i quali la legge prevede la reclusione fino a 4 anni;

b) cause per i seguenti reati: violenza o minaccia a un pubblico ufficiale; resistenza a  pubblico  ufficiale; oltraggio a un magistrato in udienza aggravato; violazione di sigilli aggravata; favoreggiamento; maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli, salvo nel caso in cui ricorra l’aggravante delle lesioni gravi, gravissime o la morte; rissa aggravata, con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni  gravi o gravissime; omicidio colposo; violazione di domicilio aggravata; furto aggravato; truffa aggravata; ricettazione.



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