Coronavirus: i nuovi termini per chiedere la Naspi

8 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: i nuovi termini per chiedere la Naspi

L’emergenza proroga la scadenza per presentare la domanda all’Inps. Chi ha diritto al trattamento, quanto si prende e per quanto tempo.

Tempi più lunghi per chiedere la Naspi: a causa dell’emergenza coronavirus, in caso di avvenuta cessazione involontaria del rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020 avrà 60 giorni in più per presentare la domanda del sussidio spettante a chi perde il posto per un motivo estraneo alla sua volontà. Vuol dire che la richiesta può essere inoltrata all’Inps non entro 68 giorni ma entro 128 giorni dalla data in cui è cessato il rapporto. La domanda deve essere inviata sempre per via telematica ed equivale, comunque, alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Va ricordato che l’accesso alla Naspi è riservato a chi ha i requisiti basati sia sulle tipologie di cessazione del rapporto di lavoro (licenziamento, dimissioni per giusta causa, ecc.) sia sull’anzianità contributiva e lavorativa.

Per quanto riguarda le prime, lo stato di disoccupazione viene riconosciuto quando il rapporto di lavoro finisce per una ragione non imputabile al dipendente, cioè per qualsiasi tipo di licenziamento (giusta causa, giustificato motivo oggettivo, licenziamento collettivo) o in caso di dimissioni rassegnate dal lavoratore per giusta causa (abusi, mobbing, demansionamento, mancato pagamento della retribuzione, ecc.). La Naspi viene erogata anche alle lavoratrici madri che presentino le dimissioni durante il periodo tutelato.

Non ha diritto al trattamento, invece, chi lascia il posto di lavoro dietro una risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione preventiva svolta presso l’Ispettorato in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, cioè per ragioni economiche.

Sul fronte, invece, dei requisiti di anzianità, per usufruire della Naspi il lavoratore deve avere 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Inoltre, deve avere svolto 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio della disoccupazione. Le giornate di lavoro effettivo sono le giornate di reale presenza al lavoro a prescindere dall’orario prestato.

La Naspi garantisce il 75% della retribuzione fino a un massimo di 1.335,40 euro. Se l’importo mensile di riferimento supera i 1.227,55 euro, l’indennità è pari al 75% di questo importo incrementato di una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e l’importo stesso. La Naspi si riduce progressivamente del 3% ogni mese a partire dal 91° giorno.

Per il calcolo si deve prendere a riferimento la retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni divisa per il totale delle settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.

Il dipendente disoccupato ha diritto a percepire la Naspi ogni mese per un numero di settimane pari alla metà di quelle di contribuzione degli ultimi quattro anni e, comunque, per non più di 24 mesi.



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