Coronavirus: quando e perché è vietato licenziare

8 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: quando e perché è vietato licenziare

Il decreto Cura Italia mette dei paletti alle aziende in difficoltà economica: fino al 15 maggio, niente cessazione. Ma dal 16 cosa può succedere?

In questo momento sarebbe troppo facile: il coronavirus ha messo in ginocchio molte realtà produttive e un’infinità di società, la crisi è già un dato di fatto, quindi la prima prevedibile conseguenza è che si ricorra al licenziamento per risparmiare un po’ di stipendi e tamponare in questo modo la situazione. È lo stesso ragionamento grazie al quale, dal 2008, molte aziende hanno fatto un po’ di pulizia nei propri organici «nel nome della crisi». Ora, però, non è così. Almeno non per il momento: il decreto legge Cura Italia approvato dal Governo a marzo, in piena emergenza, vieta il licenziamento per ragioni economiche fino al 15 maggio e mette sul piatto una revisione degli ammortizzatori sociali per aiutare le imprese ed evitare un bagno di sangue nel mercato del lavoro.

La moratoria interessa, dunque, i licenziamenti individuali o collettivi decisi per l’andamento negativo dell’azienda da un punto di vista economico. Rientra in questo ambito, ad esempio, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Nulla cambia, invece, per quanto riguarda le cessazioni del rapporto di lavoro per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, quando vengono riscontrate delle circostanze che impediscono la normale prosecuzione del rapporto (ad esempio, quando viene meno la fiducia nel dipendente).

Si tratta, comunque, di una sospensione fino al 15 maggio: nessuno ha abolito (almeno non per adesso) definitivamente la possibilità di licenziare uno o più dipendenti perché i conti non tornano e si rischia di precipitare in uno stato di crisi economica. Quello che potrà succedere dal 16 maggio in poi dipenderà da quando e come avverrà la ripresa dell’attività. Se le cose si presentassero in salita, lo sblocco dei licenziamenti e la fine della cassa integrazione potrebbero creare qualche grattacapo a non pochi lavoratori.


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Autore immagine: Canva.com


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