Coronavirus e lockdown: come contestare le multe

8 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus e lockdown: come contestare le multe

Chi viola le misure di contenimento e riceve una sanzione può pagarla con lo sconto oppure ricorrere al prefetto o al Giudice di Pace.

Le sanzioni non sono proprio briciole: chi viola le misure di contenimento imposte dal Governo per evitare l’ulteriore diffusione del coronavirus rischia di dover pagare da 400 a 3.000 euro di multa. Oppure da 533 a 4.000 euro se la violazione viene commessa con l’utilizzo di un veicolo. In origine, era previsto di scomodare anche il Codice penale, ma poi è stata fatta marcia indietro verso le sanzioni pecuniarie amministrative. Chi ha già violato il lockdown e si è visto sanzionare il proprio comportamento, può comunque beneficiare di uno sconto oppure può contestare la multa.

Il meccanismo, in estrema sintesi, è il seguente: la Polizia (anche quella locale) procede all’accertamento e alla sanzione immediata. Se, invece, al trasgressore non può essere contestata subito la violazione, ad esempio perché a bordo di un’auto che non può essere stata fermata, la multa va notificata entro 90 giorni dall’accertamento o entro 360 giorni per chi risiede all’estero. Il trasgressore può, a questo punto, decidere di pagare la sanzione ridotta oppure contestarla.

Se sceglie di pagarla, può beneficiare di un sostanziale sconto, simile a quello che viene applicato sulle multe per violazione del Codice della strada. La sanzione per le violazioni contestate o notificate entro il 31 maggio 2020 si riduce del 30% se corrisposta entro 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica (e non entro 5, come avviene per le multe stradali).

Se, invece, sceglie di non pagarla e di contestarla, il trasgressore deve ricorrere al prefetto, il quale, sentito l’interessato su richiesta di quest’ultimo ed esaminata la relativa documentazione del caso, può decidere se annullare la sanzione con ordinanza di archiviazione oppure confermarla con ordinanza motivata. Senza il raddoppio dell’importo della multa.

Un’ulteriore possibile mossa è quella di ricorrere davanti al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla contestazione,  come una sorta di secondo grado dopo che il prefetto ha confermato la violazione. Va ricordato, però, che l’opposizione non sospende il pagamento della sanzione.

In sede di opposizione, spetta all’amministrazione l’onere della prova sui fatti contestati. Il giudice, anche in questo caso, può emettere una sentenza di annullamento, di convalida o di modifica del provvedimento. Se ordina il pagamento della sanzione e scadono i termini per versare l’importo della multa, è possibile procedere all’esecuzione forzata con lo stesso meccanismo della riscossione delle imposte dirette (si arriva al pignoramento, in poche parole). I termini di prescrizione sono di 5 anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione. Da segnalare, comunque, che il decreto Cura Italia ha sospeso il procedimento amministrativo fino al 15 aprile.


note

Autore immagine: Canva.com


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3 Commenti

  1. Non mi è chiaro questo passaggio: “Se, invece, al trasgressore non può essere contestata subito la violazione, ad esempio perché a bordo di un’auto che non può essere stata fermata”. Cosa dovrebbero contestare gli agenti senza averne accertata la mancanza osservanza?

    1. Salve, si potrebbero avere maggiori ragguagli sull’eventuale raddoppio della sanzione? Pare di capire che laddove vi sia contestazione presentata al Prefetto e, nel caso di mancato accoglimento, non è previsto il pagamento del doppio della sanzione amministrativa?

  2. Salve, a me non è chiara la deroga al raddoppio della sanzione nel caso in cui il prefetto si pronunci con provvedimento di rigetto del ricorso. Mi può specificare la fonte? Riporto il passaggio dell’articolo.
    “Se, invece, sceglie di non pagarla e di contestarla, il trasgressore deve ricorrere al prefetto, il quale, sentito l’interessato su richiesta di quest’ultimo ed esaminata la relativa documentazione del caso, può decidere se annullare la sanzione con ordinanza di archiviazione oppure confermarla con ordinanza motivata. Senza il raddoppio dell’importo della multa”.
    Grazie

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